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Cani e padroni: le personalità coincidono?

Doge Store - Le personalità di cani e padroni coincidono

Che il carattere di cani e padroni siano simili non è una novità né tanto meno un luogo comune.

Avete presente la scena iniziale del famoso cartone animato della Disney “La carica dei 101”? Una trovata divertente proprio perché vera!

Personalità di cani e padroni: lo studio

A confermare che il carattere dei cani e dei loro proprietari sia simile c’è uno studio che ha preso in esame 1681 coppie, condotto dagli psicologi William J. Chopik e Jonathan R. Weaver.

Questo studio ha confermato che non solo cani e padroni si assomigliano spesso nel loro aspetto esteriore, ma che anche le loro personalità tendono effettivamente ad avere dei tratti comuni.

Nella loro indagine hanno chiesto ai proprietari di valutare la loro personalità e quella dei loro animali domestici, compilando un questionario standardizzato e uguale per tutti. Questo test ha rivelato che cani e padroni condividono effettivamente tratti di personalità: è molto più probabile che una persona socievole abbia un cane attivo, giocherellone e poco aggressivo rispetto ad una persona meno socievole.

La grande difficoltà nella conduzione dello studio è stata la “parzialità di giudizio” dei padroni sui loro cani: com’è ovvio che sia spesso si tende a proiettare la propria personalità su chi ci sta vicino. Nonostante ciò Chopik è riuscito a ricavare risultati validi e credibili.

Chopik sostiene che quando le persone scelgono un cane, tendono a sceglierne uno compatibile con i loro ritmi di vita quotidiana. “Un aspetto – dice – è che ognuno si sceglie il suo cane. Un altro aspetto è che il cane finisce per essere inevitabilmente influenzato”.

Lo studio non prende in esame le cause, ma come sappiamo dalla ricerca del neuroscienziato statunitense Gregory Berns, i cani tendono a sviluppare una loro autentica personalità, un carattere tutto loro indipendente dal nostro.

Certo è che una influenza in tal senso avviene: sia i cani che i padroni tendono ad assumere caratteristiche simili e le loro qualità tendono a combaciare. Come dice l’etologa Zazie Todd, “è possibile che le persone plasmino la personalità dei loro cani e questa dal mio punto di vista è la possibilità più interessante”.

 

Doge: questione di Empatia!

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Pet therapy: a Torino sono arrivati i medici a 4 zampe!

Doge Store - Pet Therapy Torino

Vi ricordate quando vi abbiamo parlato delle strutture ospedaliere con aree attrezzate per la “visita” dei nostri animali domestici?

Bene, a Torino i nostri amici a 4 zampe sono stati riconosciuti come dei veri e propri “assistenti sanitari”!

La Pet Therapy promossa da WALCE Onlus

Dallo scorso 25 marzo infatti, 14 cani addestrati fanno compagnia a circa 20 pazienti oncologici.

Come spiega Silvia Novello, presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne Contro il Tumore del Polmone in Europa), responsabile Oncologia Polmonare all’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e Ordinario di Oncologia medica presso l’Università degli Studi di Torino, “nelle persone colpite da tumore polmonare, il sintomo acuto più frequente, prima e dopo il trattamento, è la fatique, uno stato di stanchezza profonda e prolungata”.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di evitare un peggioramento delle condizioni dei malati oncologici, riducendo il conseguente rischio di ansia, depressione, disturbi dell’umore e del sonno. Disturbi che colpiscono fino al 70% di questi pazienti.

La PT in oncologia

In Italia negli ultimi anni si è registrato un aumento delle strutture ospedaliere che includono la Pet Therapy nelle normali terapie. Lo scopo è alleviare la sofferenza, restitiure confidenza e, in alcuni casi, dare sostegno alla riabilitazione psicomotoria.

I benefici sui pazienti sono evidenti: gli animali fungendo da distrazione riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, facendo rievocare ricordi e pensieri positivi.

Il benessere però non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Come sottolinea la dott. Novello, “la fatique raramente viene descritta come sintomo isolato. E’ anzi spesso associata ad ansia, depressione, stress e disturbi del sonno, con conseguente impatto negativo sulla qualità della vita e sulla risposta alle terapie”.

 

Quale miglior compagno se non il nostro migliore amico di sempre? E’ proprio il caso di dirlo: il cane è davvero il migliore amico dell’uomo!

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Passeggiata col cane: qual è il guinzaglio migliore?

Doge Store - Il guinzaglio migliore per una buona passeggiata col cane

Nello scorso articolo vi abbiamo dato 4 buoni consigli per far sì che la vostra passeggiata col cane sia perfetta per entrambi.

In molti ci avete posto domande e dubbi riguardo l’utilizzo e la scelta del guinzaglio adatto alle passeggiate. Che ne dite di approfondire insieme l’argomento?

Guinzaglio lungo o corto?

Come vi abbiamo accennato, utilizzare un guinzaglio un po’ più lungo durante una passeggiata col cane presenta molti vantaggi rispetto ad uno più corto.

Le normative riguardanti le passeggiate in luoghi pubblici obbligano i padroni ad avere il cane a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Questo è dovuto ai potenziali classici pericoli che potrebbero presentarsi: incontri con altri animali, bambini piccoli, attraversamenti pedonali e via dicendo.

Se queste normative sono sensate e vanno indubbiamente rispettate, è anche vero però che nel caso in cui si presenti la situazione adatta, avere la possibilità di lasciare un po’ più di corda al nostro amico regala un’esperienza meravigliosa (come meravigliose saranno le successive) ad entrambi.

Vediamo nello specifico perché!

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

Quando è possibile, servirsi di un guinzaglio più lungo durante una passeggiata col cane regala al nostro amico un’esperienza di libertà. Questa sensazione gli permette di avere più spazio a disposizione, potendo inoltre muoversi col suo ritmo, a un’andatura a lui più congeniale e non necessariamente al nostro passo.

Alta tensione

La tensione di un guinzaglio tirato per la maggior parte del tempo genera inquietudine nel nostro cane. Immaginate di avere un guinzaglio corto agganciato al collare di un amico a quattro zampe giocherellone, col passo leggermente più veloce del nostro: entro pochi passi avrà tirato tutta la corda e comincerà a sentire la tensione del guinzaglio.

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di tensione del guinzaglio nei cani li abitua a tirare… hai voglia a dirgli di non farlo: è inconsciamente un insegnamento che gli diamo noi creando quell’inquietudine da guinzaglio! Questa particolare diseducazione è stata comprovata: i cani che si abituano a passeggiare con un guinzaglio un po’ più lungo perderanno il vizio di tirare. Provare per credere!

You’ve got a friend in me!

Lo sappiamo, per i nostri cani le interazioni sono importantissime. Dargli una più ampia possibilità di movimento lo aiuterà a socializzare molto di più con le persone e con gli altri cani. Non solo, questa ritrovata serenità ci darà modo di avere un miglior rapporto e una migliore comunicazione con lui e questo renderà entrambi più felici.

Parola di Doge!

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Quattrozampeinfiera: l’appuntamento Pet Friendly da non perdere!

Doge Store - Quattrozampeinfiera, l'appuntamento annuale tutto dedicato ai nostri amici a quattro zampe

Al via la settima edizione di Quattrozampeinfiera, l’appuntamento annuale che da tre anni vede tra le protagoniste anche la Capitale.

Apriranno infatti domani le porte della Fiera di Roma per una due giorni che anche quest’anno avrà come filo conduttore l’intrattenimento educativo per cani, gatti e padroni!

Quattrozampeinfiera: questione di empatia

I veri protagonisti saranno proprio loro: i nostri cani e i nostri gatti che potranno cimentarsi in un “momento inusuale di confronto e formazione gratuito alla portata di tutti”, come dice la nota ufficiale degli organizzatori. Una due giorni insomma dove sarà possibile provare attività sportive, educative, fare un giro tra gli stand, posare per scatti fotografici o divertirsi a sfilare insieme ad altri amici a quattro zampe.

Questo appuntamento annuale infatti si rivolge a tutti i pet lovers che vogliono migliorare la qualità del rapporto e della vita col proprio amico, dando la possibilità a chiunque di approcciarsi ai servizi più innovativi per favorire la gestione quotidiana degli animali domestici.

Benessere e sensibilizzazione

Quattrozampeinfiera non sarà solo un ottimo momento per migliorare il rapporto con il proprio amico a quattro zampe ma anche un appuntamento di benessere e sensibilizzazione.

Da sempre infatti la manifestazione è impegnata nella lotta contro l’abbandono e nella sensibilizzazione dei partecipanti attraverso l’intervento e la presenza delle associazioni. Non solo: interverranno veterinari, educatori, toelettatori ed esperti del settore focalizzandosi sulle nozioni necessarie per migliorare il benessere degli animali e il rapporto con i padroni.

Insomma, Quattrozampeinfiera è un appuntamento da non perdere!

La prima tappa sarà quella che vedrà protagonista Roma il 16 e 17 marzo. Seguiranno:

  • Napoli, 13 e 14 aprile
  • Torino, 25 e 26 maggio
  • Milano, 5 e 6 ottobre
  • Padova, 9 e 10 novembre

Ci vediamo in Fiera!

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Passeggiata col cane: 4 consigli per far sì che sia perfetta!

Doge Store - 5 buoni consigli per una passeggiata col cane perfetta

Uscire per fare una passeggiata col cane risulta spesso essere un’incombenza anche seccante a cui tocca arrendersi almeno due-tre volte al giorno per fargli fare i bisogni.

E se la passeggiata col cane diventasse un appuntamento importante per voi? Oggi vi sveleremo qualche piccolo segreto per far sì che questo momento non sia più un fastidioso dovere ma una grande esperienza di relazione tra voi e il vostro Fido!

La passeggiata col cane perfetta esiste!

Dai luoghi da visitare al passo da tenere, ci sono almeno 4 aspetti da tenere a mente mentre ce ne andiamo a spasso col nostro amico:

1. State al passo!

Sì, avete capito bene! La cosa che più spesso ci capita quando facciamo una passeggiata col cane è quella di trascinarlo (o essere trascinati!) perché pretendiamo di imporgli il nostro passo.

Nella maggior parte dei casi non c’è nulla di più sbagliato per due motivi: innanzi tutto si tratta di una passeggiata per entrambi e non solo per noi (pensate al vostro amico a quattro zampe come se fosse un vostro conoscente: vi mettereste mai a correre obbligandolo a corrervi dietro mentre chiacchierate? O vi piacerebbe dovergli correre dietro per stargli al passo?), in secondo luogo dobbiamo sempre pensare alle caratteristiche fisiche del nostro cane. Se è anziano o soffre di qualche dolore è difficile che riesca a camminare velocemente, al contrario se il nostro è un amico gioviale e pieno di energie limitarlo potrebbe renderlo infelice.

2. Libertà (al guinzaglio) e socializzazione

Prevedere dei momenti di libertà durante la passeggiata è molto importante per la socializzazione del nostro amico. Anche se sappiamo quanto siano importanti le interazioni per i nostri cani, è necessario tenere presenti due cose:

  1. il suo carattere: ogni animale ha una propria personalità. Se il nostro cane ha un carattere tendenzialmente timido e solitario, in un luogo affollato, pieno di altri cani e altrettanti padroni potrebbe non sentirsi a proprio agio; al contrario se il nostro amico ha un carattere allegro ed espansivo, portarlo in luoghi isolati dove non ha grande modo di socializzare limiterebbe di gran lunga la possibilità di farlo esprimere.
  2. i luoghi pubblici: come sappiamo non è sempre possibile lasciare i nostri cani liberi di scorrazzare in giro. Nei luoghi pubblici per esempio è obbligatorio tenerli al guinzaglio a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Il nostro consiglio è di comprare un guinzaglio un po’ più lungo: se durante una passeggiata col cane dovesse presentarsi la situazione adatta a lasciargli un po’ più di corda, un guinzaglio più lungo (accorciabile all’occorrenza) gli darà quell’idea di libertà che tanto gli piace!

3. Stessa storia, stesso posto, stesso bar…

Che noia già solo a leggerlo, figuriamoci a viverlo! Certo non è facile spostarsi ogni volta in un luogo nuovo mai visto prima, soprattutto vista la frequenza con la quale usciamo a fare passeggiate. Cercare di ritagliare però il tempo per delle “passeggiate fuori porta” in luoghi mai visitati farà bene sia a noi che al nostro Fido che avrà così modo, proprio come noi, di conoscere nuove cose e fare insieme a noi una nuova esperienza!

Ok, se proprio non avete idea di dove andare vi diamo un piccola giocosa dritta: mai sentito parlare dei parco giochi per i cani?

4. Mettiti in gioco

Questo è forse il consiglio più grande e amorevole che possiamo darvi. Lo sappiamo, a volte non è facile stare dietro a tutto: la casa, il lavoro, magari dei bambini ci tolgono tanto di quel tempo che quel poco che rimane vorremmo passarlo in tranquillità, possibilmente comodi sul divano.

Vi sveliamo questo segreto: divertirci durante le passeggiate col nostro Fido ci donerà più energia di quanto possiamo immaginare: vederlo felice, sapere che si sta divertendo insieme a noi e che, anzi, ci stiamo divertendo insieme ci darà nuova linfa vitale e contribuirà a stringere ancora di più quell’indissolubile rapporto che solo cane e uomo possono avere.

Parola di Doge!

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Il rapporto col cane cambia il nostro modo di essere

Doge Store - Il rapporto col cane ci migliora

Avete mai notato che chi ha un rapporto con un cane ha un’attitudine diversa a relazionarsi con le altre persone? Tutto ciò ha una spiegazione ben precisa ed è esattamente l’argomento che vi proponiamo oggi!

Come ragionano i cani?

L’errore più grande che possiamo commettere è pensare che il cane abbia la capacità di capire ogni singola parola che gli rivolgiamo. Come disse Albert Einstein, “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”… Senza renderci conto che se ci aspettiamo di poter avere un rapporto col cane proprio come potremmo averlo con un conoscente forse lo sciocco non è il nostro amico a quattro zampe, poverino!

Al contrario il cane ha tutto un altro modo di ragionare e pensare. Come abbiamo potuto leggere nello scorso articolo, i cani hanno un modo di associare gesti, odori e immagini visive molto simile al nostro, ciò non toglie però che non sono in grado di capire il significato di ogni parola che gli rivolgiamo. Questo è possibile solo se ad ogni parola è associato qualcosa che lui percepisce come comando, e quindi come conseguenza di un impegno educativo nei suoi confronti.

Ma siamo sicuri che sia solo il nostro cane a imparare qualcosa di nuovo?

Il rapporto col cane cambia le nostre abitudini

In realtà nel momento stesso in cui instauriamo un rapporto col cane non facciamo altro che cercare una maniera congeniale a entrambi per capire ed essere capiti. Questo comporta indubbiamente un impegno da parte nostra.

Un esempio calzante può essere il rapporto con un figlio piccolo: è difficile insegnargli delle regole ricoprendolo con una grande quantità di parole di cui non capisce il significato. Molto più funzionale, nei primi mesi, è insegnargli il significato di parole semplici, utilizzare il giusto tono di voce, servirsi del linguaggio non verbale come ad esempio quello dello sguardo.

Le stesse identiche tecniche funzionano alla perfezione anche per creare empatia e comprensione nel nostro rapporto col cane.

In che modo il rapporto col cane ci migliora?

Avere quest’attitudine a trovare maniere differenti di esprimerci ci rende più inclini a metterci “nei panni dell’altro”.

Questo modo di essere, questa propensione all’andare in contro, questo impegno nel capire il punto di vista altrui ci dona un impagabile stile di vita. La nostra predisposizione a comprendere l’altro – anche quando l’altro appartiene ad un’altra specie –  ci rende amici, partner, persone migliori, degne di quell’empatia che forse solo il rapporto con un cane poteva regalarci!

 

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E se anche gli animali fossero persone?

Doge Store - I cani sono persone?

La vita emozionale dei mammiferi superiori è così complessa che non possiamo non affermare che sono persone.

Marc Bekoff, Il pensiero animale

Vi siete mai chiesti o vi è mai venuto il dubbio che anche i cani abbiano una personalità?

Per chi ha in casa un amico a quattro zampe questa domanda non suona nuova. La risposta più ovvia che ci viene alla mente è “Sì certo, altrimenti perché alcuni dovrebbero avere indole e carattere completamente diversi da altri?”

La risposta è corretta ma solo in parte, almeno stando a studi condotti sui nostri amici.

Molti etologi oggi infatti concordano sul fatto che per quanto sia indubbia una determinata propensione caratteriale basata sull’appartenenza razziale dei cani, la gran parte del comportamento e della temperamento dell’animale dipendano principalmente dalla sua personalità, che, come dizionario suggerisce, è personale.

Ma “personalità” non si riferisce alle persone?

E’ qui che la maggior parte di noi comuni mortali e non-etologi sbaglia. Siamo per convenzione linguistica abituati ad utilizzare queste due parole quasi fossero sinonimi. In realtà la parola “persona” ha origine latina e voleva dire, in epoca antica, “maschera, carattere“, cioè ciò che caratterizza qualcuno e non necessariamente una persona. Solo nel XIV secolo ha assunto il significato che oggi siamo soliti attribuirgli di “individuo”.

A dare manforte ai cari vecchi latini ci ha pensato il neuroscienziato Gregory Berns.

What it’s like to be a dog?

“Com’è essere un cane” è l’ultimo libro di Gregory Berns, autore e neuroscienziato statunitense. Nel suo libro racconta dei risultati ottenuti dallo studio del cervello dei cani svolto grazie all’utilizzo della macchina per le risonanze magnetiche.

Prima di cominciare lo studio, Gregory Berns ha dovuto insegnare ai cani, con l’aiuto di addestratori cinofili, ad entrare nei macchinari e a rimanere fermi il più a lungo possibile, così da poter ricavare risultati su animali completamente svegli e tranquilli, senza l’utilizzo di anestetici o guinzagli che avrebbero potuto provocare nei cani sentimenti di paura.

Da questo studio condotto su 90 cani, è emerso che se anche cani ed esseri umani hanno una struttura cerebrale piuttosto differente, esistono aree funzionali analoghe che rispondono agli stimoli in maniera moto simile. Come spiega l’autore, non è certo un modo per “antropomorfizzare” i cani, certo però è che dobbiamo rivedere il modo in cui ci comportiamo con loro.

E se gli animali fossero persone?

Ma allora i nostri cani ci amano perché gli diamo affetto o perché siamo distributori semi-automatici di cibo? Uno dei risultati scaturiti da queste risonanze magnetiche è che, riconoscendo volto e odore del padrone, i nostri amici rispondono positivamente sia con la zona cerebrale legata all’appagamento sentimentale che con quella dedita a ricordargli quant’è buono il cibo. Anzi, circa il 20% di loro rispondono maggiormente alla previsione di coccole e amore da parte nostra.

Per farla breve insomma ogni animale sviluppa un proprio carattere e una propria personalità. Perché non immaginare allora che anche i nostri cani siano persone e comportarci di conseguenza?

Al di là delle indoli in realtà ogni cane sviluppa un certo carattere in base alla relazione che ha con i membri della famiglia. Il modo in cui comunichiamo con lui, se abbiamo fiducia, se ci giochiamo, se abbiamo empatia e sensibilità sufficiente da capire come sta il nostro amico, tutto questo contribuirà a formare la sua personalità.

Il modo migliore per educare il cane e creare empatia con lui è proprio quello di considerarlo una persona. Il nostro Fido è senziente, pensante, ha un sistema cognitivo con il quale si interfaccia con noi in quanto persona dotata di personalità. A nessuno infatti verrebbe mai in mente di mettere un essere umano in gabbia o alla catena.

Perché non farlo allora anche con i nostri amici comportandoci proprio come ci comporteremmo con i nostri simili? Tutta questione di empatia 😉

 

 

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Una cura a quattro zampe: la pet therapy

Doge store - Pet therapy

I veri amici si vedono nelle difficoltà”, dice un famoso modo di dire, ed i nostri amici a quattro zampe non sono da meno.

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro il cancro del prossimo 4 febbraio, ricordiamo l’importanza della pet therapy e di come ha cambiato le vite di tanti pazienti grandi e piccoli, oncologici e non solo.

Qualche cenno storico

L’importanza del rapporto uomo-animale allo scopo di ottenere benefici per la salute è consolidata da lunghissimo tempo. Sono diversi i casi, a partire addirittura dal 1700, di utilizzo di animali domestici per aiutare i pazienti, specie psichiatrici, a recuperare condizioni psicofisiche ottimali.

La svolta si ebbe a partire dagli anni Cinquanta, quando lo psichiatra infantile americano Boris Levinson notò la tendenza di un suo paziente, un bambino affetto da autismo, ad approcciarsi al suo cane. Il bambino proiettava sull’animale delle sensazioni che difficilmente sarebbe riuscito ad esprimere in una normale seduta di terapia.

Dal 1997, in Italia, il Ministero della Salute ha iniziato a proporre delle terapie sperimentali a persone con disturbi del comportamento, e nel 2003 ne è stata riconosciuta la validità.

A partire dal 2007 l’Istituto Superiore di Sanità, avendo pienamente approvato le terapie, stila delle linee guida per agevolare la pratica in ogni sede, senza dimenticare le regole per il trattamento etico ed il rispetto dell’animale.

Nel 2009 nasce il Centro di Referenza nazionale per la pet therapy presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

La pet therapy in oncologia

Negli ultimi anni si è registrato, in Italia, un aumento delle strutture ospedaliere che includono la pet therapy nelle normali terapie, allo scopo di alleviare la sofferenza dei pazienti, a restituire loro confidenza e, talvolta, anche come sostegno alla riabilitazione psicomotoria. E’ aumentato anche il numero di strutture che prevedono aree attrezzate per la “visita” dei nostri amici a quattro zampe durante i periodi di ricovero dei pazienti.

I benefici sui pazienti sono chiari e tangibili: gli animali riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, fungendo da distrazione e da elemento in grado di far evocare e condividere ricordi positivi. Fondamentale è anche il tipo di presenza che l’animale sa offrire: essa è priva di ogni giudizio, favorisce le interazioni sociali e sollecita la collaborazione, senza dimenticare l’aspetto più tenero ed intimo – il contatto fisico, la “coccola”.

Ma il benessere non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Non solo cani

Naturalmente non sono solo i cani ad allietare le giornate degli ospedalizzati: in base a fobie, allergie e propensioni individuali vengono selezionate le specie più appropriate, appartenenti comunque a razze non selvatiche ma da affezione, ovvero cresciute in ambienti antropizzati ed abituate al contatto con l’uomo: si scelgono di solito, oltre ai cani, anche gatti, conigli, criceti, ma anche animali da fattoria, in particolare asini e cavalli.

 

E’ proprio il caso di ripeterlo: i veri amici si vedono nel momento del bisogno!

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Comunicare col cane: più facile a farsi che a dirsi!

Doge - Comunicare col cane

Vi siete mai chiesti come facciano gli animali a farsi seguire dal resto del branco? Di certo a differenza di noi umani non sono in grado di comunicare tra di loro con la parola. Come fanno allora?

La risposta è semplice: attraverso i gesti.

Comunicare col cane attraverso i gesti

La comunicazione non verbale nel regno animale è fondamentale, per certi versi molto più importante di quella verbale. Il loro comportamento e le loro espressioni ci dicono molto su quello che non riescono a manifestare a voce.

Stessa cosa vale per il loro apprendimento: in fase di addestramento conta molto di più quello che facciamo noi padroni rispetto a quello che diciamo al nostro Fido. L’espressione del nostro viso, il nostro sguardo, anche la postura che assumiamo inviano al cane dei segnali che il nostro amico può imparare a riconoscere come comandi ben precisi.

Il metodo del branco: comunicare col cane non è mai stato più naturale!

E’ proprio per questo che i più esperti addestratori cinofili consigliano il metodo del branco: imparare – noi per primi – a comunicare col corpo prima ancora che con la voce è una tecnica per molti versi notevolmente più efficiente. Basti pensare che ci sono razze che quasi mai ascoltano i comandi verbali che gli vengono rivolti: finalmente abbiamo una soluzione!

Imparare a comunicare col cane utilizzando il corpo anziché gli ordini verbali ci permetterà di educare il nostro amico in una maniera a lui più congeniale, rendendola di conseguenza la migliore.

Occhio ai toni!

Oltre la comunicazione non verbale, ad ogni modo, è importante ricordare sempre l’importanza del modo in cui ci si rivolge al cane: dare un comando con tono troppo morbido ad esempio potrebbe far percepire al nostro cane una poca fermezza da parte nostra. Potrebbe addirittura scambiare il nostro ordine per un gioco, continuando quindi in quello che stava facendo.

Farsi vedere fermi sulle proprie decisioni andando al contempo incontro al vostro Fido nel metodo di apprendimento più semplice per lui da capire, renderà l’addestramento e il vostro rapporto ancora più unico e forte. Parola di Doge!

 

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Cani e bambini: cosa non fare per una sana convivenza

Doge Store - Cani e bambini

Nello scorso appuntamento abbiamo approfondito le regole per far sì che cani e bambini possano avere un buon rapporto di amicizia.

In particolare abbiamo visto che abituare sia i più piccoli che i nostri amici a quattro zampe a convivere insieme è il modo migliore per insegnare ad entrambi la fiducia nell’altro.

Quelle che analizzeremo oggi sono le cose da non fare assolutamente se vogliamo perseguire il nostro obiettivo. Vediamole insieme!

Le cose da non fare per una buona convivenza tra cani e bambini

Quella tra cani e bambini è una delle amicizie più belle e incantevoli: c’è divertimento, tenerezza, complicità. E’ un rapporto magico che necessita però di essere costruito giorno per giorno con costanza attraverso l’educazione sia del nostro amico a quattro zampe che del nostro bambino.

Molti studi evidenziano quanto avere un rapporto di amicizia con un animale domestico sviluppi nei bambini un’intelligenza sociale maggiore rispetto a chi non lo ha; irrobustisce il sistema immunitario e diminuisce le allergie. Un vero toccasana insomma, ma come far sì che possa crearsi un legame rispettoso tra i due?

Il cane non è un giocattolo

La prima cosa da insegnare al nostro bambino è che non possono fare tutto ciò che vogliono. Il nostro Fido non è uno dei suoi giocattoli e anzi, al contrario, ha sentimenti, emozioni e istinti proprio come l’uomo e quindi ci sono dei limiti da rispettare. E’ l’insegnamento primo che dobbiamo dare ai nostri bambini: questo è ciò che sviluppa l’intelligenza sociale nei bambini, la consapevolezza che anche gli altri (animali o umani che siano) hanno delle proprie emozioni e delle proprie percezioni del mondo e che queste vanno rispettate.

A ognuno il proprio

Un’altra regola fondamentale da seguire è impostare e far riconoscere da entrambi dei confini. E’ bene insegnare ai bambini ad esempio a non avvicinarsi al cane mentre sta mangiando (e quindi vicino alla ciotola) e mentre sta dormendo. La sua cuccia non è uno spazio di gioco e allo stesso tempo i giochi del bambino non sono giochi per il cane: a ognuno il proprio!

Contenere l’esuberanza

Un altro istinto innato da tenere d’occhio è l’esuberanza. Sono istinti che appartengono sia ai cani, in particolare se molto giocosi, sia ai bambini. Ovvio, nessuno dei due agisce con l’intenzione di fare del male all’altro. E’ proprio per questo che dobbiamo insegnare ai bambini a non fare dispetti al cane, a non infastidirli toccando parti delicate come coda e orecchie (vere e proprie attrazioni per i bambini!) e a non disturbarli con urla.

Allo stesso tempo, se da un lato è un enorme errore sgridare il cane che ha bofonchiato un ringhio al bambino dispettoso (non dimentichiamo mai che nella maggior parte dei casi è il cane ad essere vittima del bambino e che quindi ha diritto a tutta la nostra comprensione), è molto importante educare il cane a rispettare il nostro piccolo uomo e a considerarlo come parte integrante della famiglia.

Supervisione

La parola d’ordine per eccellenza sempre, in qualunque momento. Supervisione non vuol dire riempirsi di inutili preoccupazioni ma impostare regole chiare sin dal primo giorno e farle rispettare quotidianamente da ognuno. Vuol dire insomma non lasciare nulla al caso. Così facendo tra i due cuccioli di casa nascerà qualcosa di speciale e magico che nessuno potrà mai togliergli: l’amicizia più bella e duratura del mondo, quella tra cani e uomini!