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Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione

Doge store - Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione per il periodo primaverile

Se avete un cane avrete certo sentito parlare delle processionarie e di quanto siano letali per i nostri amici a quattro zampe.Doge Store - Nido di processionarie

Doge store - ProcessionarieLe processionarie sono falene allo stato larvale chiamate così poiché note per strisciare sul terreno una dietro l’altra, come in processione appunto. Questo bruco, lungo circa 4 cm, è ricoperto da migliaia di peli urticanti e lunghi che contengono una sostanza irritante per l’uomo e addirittura fatale per gli animali quando vi entrano in contatto.

Questi peli vengono rilasciati dalla larva quando si sente in pericolo e possono anche essere trasportati dal vento. A causa della loro forma a uncino rimangono facilmente aggrappati alla vittima creando irritazioni.

Il periodo in cui è possibile imbattersi nelle processionarie è in primavera, prevalentemente tra marzo e maggio, in particolare attorno a pini e querce, anche se non è insolito trovarle in strada o identificare nidi di processionarie anche su castagni, cedri, noccioli, faggi e betulle. In ogni caso, le piante predilette dalle processionarie sono giovani.

Cani e processionaria: i sintomi

Gli animali che più di frequente entrano in contatto con le processionarie, brucando l’erba o annusando il terreno, sono cani e cavalli.

Quando gli animali ingeriscono i peli urticanti delle processionarie manifestano immediatamente una serie di sintomi:

  • improvviso aumento della salivazione
  • ingrossamento della lingua
  • vomito e diarrea emorragica
  • necrosi della parte che è venuta in contatto con l’insetto
  • febbre
  • rifiuto del cibo
  • dolore

Nei casi più gravi l’ingrossamento della lingua può essere tale da provocare soffocamento e la necrosi della stessa può portare alla perdita di porzioni di lingua.

Cani e processionarie: i rimedi

Quando cani e processionarie entrano in contatto è necessario portare immediatamente l’animale dal veterinario.

E’ possibile però intervenire con qualche piccola ma importante operazione:

  • allontanare il cane dalle processionarie per evitare che entri in contatti con altre;
  • se presente, cercare di togliere l’insetto dal muso utilizzando dei guanti per evitare di entrarvi in contatto anche voi;
  • sciacquare abbondantemente il muso e la bocca dell’animale con una soluzione di acqua e bicarbonato.

Cani e processionarie: prevenire e meglio che curare!

Il miglior modo per prevenire il contatto con questi insetti e le relative conseguenze è assicurarsi di non avere nel proprio giardino nidi di processionarie.

Se siete soliti lasciare il vostro amico libero durante le passeggiate, tenetelo lontano dagli alberi, soprattutto pini, cedri e querce e controllatelo sempre. All’occorrenza, se dovesse ritenersi necessario, purtroppo l’utilizzo della museruola potrebbe rendersi necessario per evitare le spiacevoli conseguenze di questo brutto incontro.

Disinfestazione

La disinfestazione dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2007 e, essendo nociva anche per l’uomo, deve essere svolta dal Corpo forestale o da professionisti della disinfestazione. Se i peli della processionaria vengono a contatto con la nostra pelle infatti, possono scatenare reazioni epidermiche e allergiche. Se inalate invece possono addirittura causare reazioni infiammatorie locali particolarmente pericolose per i più sensibili. Come nel caso dei nostri amici a quattro zampe, in caso di contatto si consiglia di lavare abbondantemente la zona interessata per rimuovere i peli e consultare immediatamente un medico.

Esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, tra le quali la rimozione manuale dei nidi durante l’inverno prima che le larve escano dal nido, attraverso l’utilizzo di insetticidi oppure con l’utilizzo di trappole ai feromoni, che attraggono i maschi riducendo quindi la possibilità di procreazione.

E’ importante tenere presente che le processionarie sono pericolose anche se morte: i peli infatti mantengono la loro capacità urticante anche se la larva non è più in vita. Occhio quindi anche alle passeggiate in strada!

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Passeggiata col cane: qual è il guinzaglio migliore?

Doge Store - Il guinzaglio migliore per una buona passeggiata col cane

Nello scorso articolo vi abbiamo dato 4 buoni consigli per far sì che la vostra passeggiata col cane sia perfetta per entrambi.

In molti ci avete posto domande e dubbi riguardo l’utilizzo e la scelta del guinzaglio adatto alle passeggiate. Che ne dite di approfondire insieme l’argomento?

Guinzaglio lungo o corto?

Come vi abbiamo accennato, utilizzare un guinzaglio un po’ più lungo durante una passeggiata col cane presenta molti vantaggi rispetto ad uno più corto.

Le normative riguardanti le passeggiate in luoghi pubblici obbligano i padroni ad avere il cane a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Questo è dovuto ai potenziali classici pericoli che potrebbero presentarsi: incontri con altri animali, bambini piccoli, attraversamenti pedonali e via dicendo.

Se queste normative sono sensate e vanno indubbiamente rispettate, è anche vero però che nel caso in cui si presenti la situazione adatta, avere la possibilità di lasciare un po’ più di corda al nostro amico regala un’esperienza meravigliosa (come meravigliose saranno le successive) ad entrambi.

Vediamo nello specifico perché!

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

Quando è possibile, servirsi di un guinzaglio più lungo durante una passeggiata col cane regala al nostro amico un’esperienza di libertà. Questa sensazione gli permette di avere più spazio a disposizione, potendo inoltre muoversi col suo ritmo, a un’andatura a lui più congeniale e non necessariamente al nostro passo.

Alta tensione

La tensione di un guinzaglio tirato per la maggior parte del tempo genera inquietudine nel nostro cane. Immaginate di avere un guinzaglio corto agganciato al collare di un amico a quattro zampe giocherellone, col passo leggermente più veloce del nostro: entro pochi passi avrà tirato tutta la corda e comincerà a sentire la tensione del guinzaglio.

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di tensione del guinzaglio nei cani li abitua a tirare… hai voglia a dirgli di non farlo: è inconsciamente un insegnamento che gli diamo noi creando quell’inquietudine da guinzaglio! Questa particolare diseducazione è stata comprovata: i cani che si abituano a passeggiare con un guinzaglio un po’ più lungo perderanno il vizio di tirare. Provare per credere!

You’ve got a friend in me!

Lo sappiamo, per i nostri cani le interazioni sono importantissime. Dargli una più ampia possibilità di movimento lo aiuterà a socializzare molto di più con le persone e con gli altri cani. Non solo, questa ritrovata serenità ci darà modo di avere un miglior rapporto e una migliore comunicazione con lui e questo renderà entrambi più felici.

Parola di Doge!

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Quattrozampeinfiera: l’appuntamento Pet Friendly da non perdere!

Doge Store - Quattrozampeinfiera, l'appuntamento annuale tutto dedicato ai nostri amici a quattro zampe

Al via la settima edizione di Quattrozampeinfiera, l’appuntamento annuale che da tre anni vede tra le protagoniste anche la Capitale.

Apriranno infatti domani le porte della Fiera di Roma per una due giorni che anche quest’anno avrà come filo conduttore l’intrattenimento educativo per cani, gatti e padroni!

Quattrozampeinfiera: questione di empatia

I veri protagonisti saranno proprio loro: i nostri cani e i nostri gatti che potranno cimentarsi in un “momento inusuale di confronto e formazione gratuito alla portata di tutti”, come dice la nota ufficiale degli organizzatori. Una due giorni insomma dove sarà possibile provare attività sportive, educative, fare un giro tra gli stand, posare per scatti fotografici o divertirsi a sfilare insieme ad altri amici a quattro zampe.

Questo appuntamento annuale infatti si rivolge a tutti i pet lovers che vogliono migliorare la qualità del rapporto e della vita col proprio amico, dando la possibilità a chiunque di approcciarsi ai servizi più innovativi per favorire la gestione quotidiana degli animali domestici.

Benessere e sensibilizzazione

Quattrozampeinfiera non sarà solo un ottimo momento per migliorare il rapporto con il proprio amico a quattro zampe ma anche un appuntamento di benessere e sensibilizzazione.

Da sempre infatti la manifestazione è impegnata nella lotta contro l’abbandono e nella sensibilizzazione dei partecipanti attraverso l’intervento e la presenza delle associazioni. Non solo: interverranno veterinari, educatori, toelettatori ed esperti del settore focalizzandosi sulle nozioni necessarie per migliorare il benessere degli animali e il rapporto con i padroni.

Insomma, Quattrozampeinfiera è un appuntamento da non perdere!

La prima tappa sarà quella che vedrà protagonista Roma il 16 e 17 marzo. Seguiranno:

  • Napoli, 13 e 14 aprile
  • Torino, 25 e 26 maggio
  • Milano, 5 e 6 ottobre
  • Padova, 9 e 10 novembre

Ci vediamo in Fiera!

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Passeggiata col cane: 4 consigli per far sì che sia perfetta!

Doge Store - 5 buoni consigli per una passeggiata col cane perfetta

Uscire per fare una passeggiata col cane risulta spesso essere un’incombenza anche seccante a cui tocca arrendersi almeno due-tre volte al giorno per fargli fare i bisogni.

E se la passeggiata col cane diventasse un appuntamento importante per voi? Oggi vi sveleremo qualche piccolo segreto per far sì che questo momento non sia più un fastidioso dovere ma una grande esperienza di relazione tra voi e il vostro Fido!

La passeggiata col cane perfetta esiste!

Dai luoghi da visitare al passo da tenere, ci sono almeno 4 aspetti da tenere a mente mentre ce ne andiamo a spasso col nostro amico:

1. State al passo!

Sì, avete capito bene! La cosa che più spesso ci capita quando facciamo una passeggiata col cane è quella di trascinarlo (o essere trascinati!) perché pretendiamo di imporgli il nostro passo.

Nella maggior parte dei casi non c’è nulla di più sbagliato per due motivi: innanzi tutto si tratta di una passeggiata per entrambi e non solo per noi (pensate al vostro amico a quattro zampe come se fosse un vostro conoscente: vi mettereste mai a correre obbligandolo a corrervi dietro mentre chiacchierate? O vi piacerebbe dovergli correre dietro per stargli al passo?), in secondo luogo dobbiamo sempre pensare alle caratteristiche fisiche del nostro cane. Se è anziano o soffre di qualche dolore è difficile che riesca a camminare velocemente, al contrario se il nostro è un amico gioviale e pieno di energie limitarlo potrebbe renderlo infelice.

2. Libertà (al guinzaglio) e socializzazione

Prevedere dei momenti di libertà durante la passeggiata è molto importante per la socializzazione del nostro amico. Anche se sappiamo quanto siano importanti le interazioni per i nostri cani, è necessario tenere presenti due cose:

  1. il suo carattere: ogni animale ha una propria personalità. Se il nostro cane ha un carattere tendenzialmente timido e solitario, in un luogo affollato, pieno di altri cani e altrettanti padroni potrebbe non sentirsi a proprio agio; al contrario se il nostro amico ha un carattere allegro ed espansivo, portarlo in luoghi isolati dove non ha grande modo di socializzare limiterebbe di gran lunga la possibilità di farlo esprimere.
  2. i luoghi pubblici: come sappiamo non è sempre possibile lasciare i nostri cani liberi di scorrazzare in giro. Nei luoghi pubblici per esempio è obbligatorio tenerli al guinzaglio a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Il nostro consiglio è di comprare un guinzaglio un po’ più lungo: se durante una passeggiata col cane dovesse presentarsi la situazione adatta a lasciargli un po’ più di corda, un guinzaglio più lungo (accorciabile all’occorrenza) gli darà quell’idea di libertà che tanto gli piace!

3. Stessa storia, stesso posto, stesso bar…

Che noia già solo a leggerlo, figuriamoci a viverlo! Certo non è facile spostarsi ogni volta in un luogo nuovo mai visto prima, soprattutto vista la frequenza con la quale usciamo a fare passeggiate. Cercare di ritagliare però il tempo per delle “passeggiate fuori porta” in luoghi mai visitati farà bene sia a noi che al nostro Fido che avrà così modo, proprio come noi, di conoscere nuove cose e fare insieme a noi una nuova esperienza!

Ok, se proprio non avete idea di dove andare vi diamo un piccola giocosa dritta: mai sentito parlare dei parco giochi per i cani?

4. Mettiti in gioco

Questo è forse il consiglio più grande e amorevole che possiamo darvi. Lo sappiamo, a volte non è facile stare dietro a tutto: la casa, il lavoro, magari dei bambini ci tolgono tanto di quel tempo che quel poco che rimane vorremmo passarlo in tranquillità, possibilmente comodi sul divano.

Vi sveliamo questo segreto: divertirci durante le passeggiate col nostro Fido ci donerà più energia di quanto possiamo immaginare: vederlo felice, sapere che si sta divertendo insieme a noi e che, anzi, ci stiamo divertendo insieme ci darà nuova linfa vitale e contribuirà a stringere ancora di più quell’indissolubile rapporto che solo cane e uomo possono avere.

Parola di Doge!

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Il rapporto col cane cambia il nostro modo di essere

Doge Store - Il rapporto col cane ci migliora

Avete mai notato che chi ha un rapporto con un cane ha un’attitudine diversa a relazionarsi con le altre persone? Tutto ciò ha una spiegazione ben precisa ed è esattamente l’argomento che vi proponiamo oggi!

Come ragionano i cani?

L’errore più grande che possiamo commettere è pensare che il cane abbia la capacità di capire ogni singola parola che gli rivolgiamo. Come disse Albert Einstein, “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”… Senza renderci conto che se ci aspettiamo di poter avere un rapporto col cane proprio come potremmo averlo con un conoscente forse lo sciocco non è il nostro amico a quattro zampe, poverino!

Al contrario il cane ha tutto un altro modo di ragionare e pensare. Come abbiamo potuto leggere nello scorso articolo, i cani hanno un modo di associare gesti, odori e immagini visive molto simile al nostro, ciò non toglie però che non sono in grado di capire il significato di ogni parola che gli rivolgiamo. Questo è possibile solo se ad ogni parola è associato qualcosa che lui percepisce come comando, e quindi come conseguenza di un impegno educativo nei suoi confronti.

Ma siamo sicuri che sia solo il nostro cane a imparare qualcosa di nuovo?

Il rapporto col cane cambia le nostre abitudini

In realtà nel momento stesso in cui instauriamo un rapporto col cane non facciamo altro che cercare una maniera congeniale a entrambi per capire ed essere capiti. Questo comporta indubbiamente un impegno da parte nostra.

Un esempio calzante può essere il rapporto con un figlio piccolo: è difficile insegnargli delle regole ricoprendolo con una grande quantità di parole di cui non capisce il significato. Molto più funzionale, nei primi mesi, è insegnargli il significato di parole semplici, utilizzare il giusto tono di voce, servirsi del linguaggio non verbale come ad esempio quello dello sguardo.

Le stesse identiche tecniche funzionano alla perfezione anche per creare empatia e comprensione nel nostro rapporto col cane.

In che modo il rapporto col cane ci migliora?

Avere quest’attitudine a trovare maniere differenti di esprimerci ci rende più inclini a metterci “nei panni dell’altro”.

Questo modo di essere, questa propensione all’andare in contro, questo impegno nel capire il punto di vista altrui ci dona un impagabile stile di vita. La nostra predisposizione a comprendere l’altro – anche quando l’altro appartiene ad un’altra specie –  ci rende amici, partner, persone migliori, degne di quell’empatia che forse solo il rapporto con un cane poteva regalarci!

 

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E se anche gli animali fossero persone?

Doge Store - I cani sono persone?

La vita emozionale dei mammiferi superiori è così complessa che non possiamo non affermare che sono persone.

Marc Bekoff, Il pensiero animale

Vi siete mai chiesti o vi è mai venuto il dubbio che anche i cani abbiano una personalità?

Per chi ha in casa un amico a quattro zampe questa domanda non suona nuova. La risposta più ovvia che ci viene alla mente è “Sì certo, altrimenti perché alcuni dovrebbero avere indole e carattere completamente diversi da altri?”

La risposta è corretta ma solo in parte, almeno stando a studi condotti sui nostri amici.

Molti etologi oggi infatti concordano sul fatto che per quanto sia indubbia una determinata propensione caratteriale basata sull’appartenenza razziale dei cani, la gran parte del comportamento e della temperamento dell’animale dipendano principalmente dalla sua personalità, che, come dizionario suggerisce, è personale.

Ma “personalità” non si riferisce alle persone?

E’ qui che la maggior parte di noi comuni mortali e non-etologi sbaglia. Siamo per convenzione linguistica abituati ad utilizzare queste due parole quasi fossero sinonimi. In realtà la parola “persona” ha origine latina e voleva dire, in epoca antica, “maschera, carattere“, cioè ciò che caratterizza qualcuno e non necessariamente una persona. Solo nel XIV secolo ha assunto il significato che oggi siamo soliti attribuirgli di “individuo”.

A dare manforte ai cari vecchi latini ci ha pensato il neuroscienziato Gregory Berns.

What it’s like to be a dog?

“Com’è essere un cane” è l’ultimo libro di Gregory Berns, autore e neuroscienziato statunitense. Nel suo libro racconta dei risultati ottenuti dallo studio del cervello dei cani svolto grazie all’utilizzo della macchina per le risonanze magnetiche.

Prima di cominciare lo studio, Gregory Berns ha dovuto insegnare ai cani, con l’aiuto di addestratori cinofili, ad entrare nei macchinari e a rimanere fermi il più a lungo possibile, così da poter ricavare risultati su animali completamente svegli e tranquilli, senza l’utilizzo di anestetici o guinzagli che avrebbero potuto provocare nei cani sentimenti di paura.

Da questo studio condotto su 90 cani, è emerso che se anche cani ed esseri umani hanno una struttura cerebrale piuttosto differente, esistono aree funzionali analoghe che rispondono agli stimoli in maniera moto simile. Come spiega l’autore, non è certo un modo per “antropomorfizzare” i cani, certo però è che dobbiamo rivedere il modo in cui ci comportiamo con loro.

E se gli animali fossero persone?

Ma allora i nostri cani ci amano perché gli diamo affetto o perché siamo distributori semi-automatici di cibo? Uno dei risultati scaturiti da queste risonanze magnetiche è che, riconoscendo volto e odore del padrone, i nostri amici rispondono positivamente sia con la zona cerebrale legata all’appagamento sentimentale che con quella dedita a ricordargli quant’è buono il cibo. Anzi, circa il 20% di loro rispondono maggiormente alla previsione di coccole e amore da parte nostra.

Per farla breve insomma ogni animale sviluppa un proprio carattere e una propria personalità. Perché non immaginare allora che anche i nostri cani siano persone e comportarci di conseguenza?

Al di là delle indoli in realtà ogni cane sviluppa un certo carattere in base alla relazione che ha con i membri della famiglia. Il modo in cui comunichiamo con lui, se abbiamo fiducia, se ci giochiamo, se abbiamo empatia e sensibilità sufficiente da capire come sta il nostro amico, tutto questo contribuirà a formare la sua personalità.

Il modo migliore per educare il cane e creare empatia con lui è proprio quello di considerarlo una persona. Il nostro Fido è senziente, pensante, ha un sistema cognitivo con il quale si interfaccia con noi in quanto persona dotata di personalità. A nessuno infatti verrebbe mai in mente di mettere un essere umano in gabbia o alla catena.

Perché non farlo allora anche con i nostri amici comportandoci proprio come ci comporteremmo con i nostri simili? Tutta questione di empatia 😉

 

 

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Comunicare col cane: più facile a farsi che a dirsi!

Doge - Comunicare col cane

Vi siete mai chiesti come facciano gli animali a farsi seguire dal resto del branco? Di certo a differenza di noi umani non sono in grado di comunicare tra di loro con la parola. Come fanno allora?

La risposta è semplice: attraverso i gesti.

Comunicare col cane attraverso i gesti

La comunicazione non verbale nel regno animale è fondamentale, per certi versi molto più importante di quella verbale. Il loro comportamento e le loro espressioni ci dicono molto su quello che non riescono a manifestare a voce.

Stessa cosa vale per il loro apprendimento: in fase di addestramento conta molto di più quello che facciamo noi padroni rispetto a quello che diciamo al nostro Fido. L’espressione del nostro viso, il nostro sguardo, anche la postura che assumiamo inviano al cane dei segnali che il nostro amico può imparare a riconoscere come comandi ben precisi.

Il metodo del branco: comunicare col cane non è mai stato più naturale!

E’ proprio per questo che i più esperti addestratori cinofili consigliano il metodo del branco: imparare – noi per primi – a comunicare col corpo prima ancora che con la voce è una tecnica per molti versi notevolmente più efficiente. Basti pensare che ci sono razze che quasi mai ascoltano i comandi verbali che gli vengono rivolti: finalmente abbiamo una soluzione!

Imparare a comunicare col cane utilizzando il corpo anziché gli ordini verbali ci permetterà di educare il nostro amico in una maniera a lui più congeniale, rendendola di conseguenza la migliore.

Occhio ai toni!

Oltre la comunicazione non verbale, ad ogni modo, è importante ricordare sempre l’importanza del modo in cui ci si rivolge al cane: dare un comando con tono troppo morbido ad esempio potrebbe far percepire al nostro cane una poca fermezza da parte nostra. Potrebbe addirittura scambiare il nostro ordine per un gioco, continuando quindi in quello che stava facendo.

Farsi vedere fermi sulle proprie decisioni andando al contempo incontro al vostro Fido nel metodo di apprendimento più semplice per lui da capire, renderà l’addestramento e il vostro rapporto ancora più unico e forte. Parola di Doge!

 

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Cani e bambini: cosa non fare per una sana convivenza

Doge Store - Cani e bambini

Nello scorso appuntamento abbiamo approfondito le regole per far sì che cani e bambini possano avere un buon rapporto di amicizia.

In particolare abbiamo visto che abituare sia i più piccoli che i nostri amici a quattro zampe a convivere insieme è il modo migliore per insegnare ad entrambi la fiducia nell’altro.

Quelle che analizzeremo oggi sono le cose da non fare assolutamente se vogliamo perseguire il nostro obiettivo. Vediamole insieme!

Le cose da non fare per una buona convivenza tra cani e bambini

Quella tra cani e bambini è una delle amicizie più belle e incantevoli: c’è divertimento, tenerezza, complicità. E’ un rapporto magico che necessita però di essere costruito giorno per giorno con costanza attraverso l’educazione sia del nostro amico a quattro zampe che del nostro bambino.

Molti studi evidenziano quanto avere un rapporto di amicizia con un animale domestico sviluppi nei bambini un’intelligenza sociale maggiore rispetto a chi non lo ha; irrobustisce il sistema immunitario e diminuisce le allergie. Un vero toccasana insomma, ma come far sì che possa crearsi un legame rispettoso tra i due?

Il cane non è un giocattolo

La prima cosa da insegnare al nostro bambino è che non possono fare tutto ciò che vogliono. Il nostro Fido non è uno dei suoi giocattoli e anzi, al contrario, ha sentimenti, emozioni e istinti proprio come l’uomo e quindi ci sono dei limiti da rispettare. E’ l’insegnamento primo che dobbiamo dare ai nostri bambini: questo è ciò che sviluppa l’intelligenza sociale nei bambini, la consapevolezza che anche gli altri (animali o umani che siano) hanno delle proprie emozioni e delle proprie percezioni del mondo e che queste vanno rispettate.

A ognuno il proprio

Un’altra regola fondamentale da seguire è impostare e far riconoscere da entrambi dei confini. E’ bene insegnare ai bambini ad esempio a non avvicinarsi al cane mentre sta mangiando (e quindi vicino alla ciotola) e mentre sta dormendo. La sua cuccia non è uno spazio di gioco e allo stesso tempo i giochi del bambino non sono giochi per il cane: a ognuno il proprio!

Contenere l’esuberanza

Un altro istinto innato da tenere d’occhio è l’esuberanza. Sono istinti che appartengono sia ai cani, in particolare se molto giocosi, sia ai bambini. Ovvio, nessuno dei due agisce con l’intenzione di fare del male all’altro. E’ proprio per questo che dobbiamo insegnare ai bambini a non fare dispetti al cane, a non infastidirli toccando parti delicate come coda e orecchie (vere e proprie attrazioni per i bambini!) e a non disturbarli con urla.

Allo stesso tempo, se da un lato è un enorme errore sgridare il cane che ha bofonchiato un ringhio al bambino dispettoso (non dimentichiamo mai che nella maggior parte dei casi è il cane ad essere vittima del bambino e che quindi ha diritto a tutta la nostra comprensione), è molto importante educare il cane a rispettare il nostro piccolo uomo e a considerarlo come parte integrante della famiglia.

Supervisione

La parola d’ordine per eccellenza sempre, in qualunque momento. Supervisione non vuol dire riempirsi di inutili preoccupazioni ma impostare regole chiare sin dal primo giorno e farle rispettare quotidianamente da ognuno. Vuol dire insomma non lasciare nulla al caso. Così facendo tra i due cuccioli di casa nascerà qualcosa di speciale e magico che nessuno potrà mai togliergli: l’amicizia più bella e duratura del mondo, quella tra cani e uomini!

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Cani e bambini: le 4 regole per una buona convivenza

Doge store - Le quattro buone regole per far convivere pacificamente cani e bambini

Sempre più spesso sentiamo parlare di tragedie aventi per protagonisti cani e bambini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di animali non appartenenti alla famiglia o comunque poco inclini alla socializzazione. Vediamo insieme allora le quattro buone regole da seguire per evitare che questi cupi avvenimenti accadano proprio con il nostro amico a quattro zampe.

Regola n. 1: supervisione

E’ la prima e la più importante di tutte: quando abbiamo a che fare con cani e bambini la nostra totale attenzione non deve assolutamente mancare. Importantissimo è quindi far caso sia al comportamento del bambino nei confronti del cane, che a quello del nostro amico a quattro zampe nei confronti dei più piccoli.

E’ possibile infatti che il nostro cane abbia una forte attitudine territoriale o che comunque non tolleri di buon grado qualche piccola tirata di orecchie che il bambino potrebbe imprudentemente fare. Proprio qui entriamo in gioco noi padroni: se vogliamo che il nostro amico a quattro zampe e il nostro bambino (o il bambino di altri!) possano convivere pacificamente dobbiamo insegnare ad entrambi il rispetto reciproco.

Seconda regola: le dimensioni contano

Una tra le situazioni più difficili da affrontare è quando il bambino si trova in presenza di cani di grossa taglia. Con questo non vogliamo dire che sia il caso di evitare l’incontro, al contrario chi vi parla è nato e cresciuto in una casa piena di adorabili Boxer. Certo è che in questo caso l’attenzione deve essere massima, non perché il cane di taglia grande sia meno incline alla socializzazione o abbia un carattere meno mansueto, ma perché è inevitabile che, date le dimensioni, il nostro amico a quattro zampe si senta in una posizione di superiorità rispetto al bambino.

Crescere bene, crescere insieme

Questo è indubbiamente il miglior modo per far sì che il nostro animale sia piacevolmente incline ad accettare nel suo territorio bambini di famiglia e non. Abituare il nostro amico a interagire con i bambini insegnandogli a riconoscerne e rispettarne al tempo stesso la loro posizione di inferiorità è il modo migliore per evitare che il nostro amico possa mal reagire alla presenza di bambini nel suo territorio… e sulla sua coda!

Quarta regola: attenzione ai segnali!

Questa è forse la regola più delicata. Abbiamo parlato all’inizio della supervisione necessaria durante i momenti di incontro tra cani e bambini. Oltre a supervisionare è importante far caso ai segnali inviati dai nostri amici a quattro zampe.

Il nostro cane infatti potrebbe reagire in due modi: potrebbe tollerare le “angherie” del bimbo vivendo però la convivenza con un certo disagio o al contrario non tollerarlo affatto, passando direttamente alle cattive maniere.

Qui il nostro compito si fa spinoso: sgridare un cane tollerante perché ad esempio ha ringhiato al bambino per comunicargli il suo fastidio vuol dire insegnare al cane che non deve lamentarsi se vive del disagio. Questo nella maggior parte dei casi, in base al suo carattere, porterà il nostro amico a quattro zampe a non ringhiare più, certo, passando però direttamente ai fatti. In questa fase perciò la nostra presenza è importantissima: non è solo il cane a dover imparare le buone maniere in presenza dei bambini ma anche i bambini stessi.

Insegnare ai più piccoli il rispetto per tutti gli animali è il primo, grande, importantissimo passo per una felice e duratura amicizia. Parola di Doge!

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Le interazioni tra cani: come possono andare d’accordo?

Doge Store - Le interazioni tra cani

Le interazioni tra cani sono fondamentali affinché questi animali possano socializzare, imparare gli uni dagli altri, crescere e divertirsi. Come possono però i cani imparare ad andare d’accordo tra di loro?

Nella maggior parte dei casi i padroni hanno paura di gestire il proprio cane in maniera inadeguata e di conseguenza sono restii all’idea di liberare il proprio animale e farlo socializzare con gli altri amici a 4 zampe. A lungo andare questa paura può diventare molto dannosa sia per il benessere dell’animale che per la sua socializzazione con altri simili.

Quelli che vogliamo darvi oggi sono dei piccoli consigli per prendere fiducia ed evitare che i vostri amici diventino degli animali poco socievoli.

Cosa è fondamentale per le interazioni tra cani?

Il concetto principale da tenere sempre a mente per il bene del nostro cane è l’importanza che la confidenza nei confronti degli altri simili ha nella sua vita. E’ bene quindi lasciarlo socializzare ponendo sempre molta attenzione al modo in cui si comporta con gli altri.

Per poterlo lasciare libero di socializzare però dobbiamo aver presente le regole che esistono nel mondo animale.

Le regole fondamentali

La prima di questa è la gerarchia: quando sentiamo parlare di “cane alpha”, “cane beta” e via dicendo, ci si riferisce proprio a questo. Nel mondo animale infatti esistono delle vere e proprie scale gerarchiche. Essere in grado di capire (e far capire al nostro amico) chi dei cani presenti al momento della socializzazione è l’animale dal carattere più forte permetterà, a noi e al nostro amico, di capire fino a che punto saranno in grado di andare d’accordo.

Come capire la gerarchia? Nel modo che ci sembra più assurdo: attraverso lo scontro. Mettere il nostro amico nelle condizioni di essere trascinato via ogni volta che vorrà abbaiare, ringhiare o allontanare in qualche modo i suoi simili infatti, gli insegnerà a non trattenersi dalla lite. La conseguenza sarà una mancanza di limiti per i quali il nostro amico tenderà a maturare un carattere scontroso nei confronti degli altri cani.

Al contrario, lasciarlo “libero” di esprimere il suo disappunto (senza rischiare ovviamente dei veri e propri litigi) farà sì che il nostro amico a quattro zampe impari ad allontanare da sé situazioni sgradevoli con i suoi simili.

L’amicizia: uno scambio continuo

Un’altra cosa molto utile da sapere è che ogni animale prende qualcosa da un suo simile e a sua volta insegna qualcosa ad uno di loro. Avviene cioè un interscambio molto interessante.

Affinché questo avvenga però è fondamentale il comportamento del padrone. Attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti, i comandi o anche attraverso la mancanza di alcuni di questi fattori infatti, il padrone non fa altro che segnalare al cane delle indicazioni che egli recepisce e che cambiano ovviamente il suo atteggiamento.

Lo stato d’animo del padrone quindi è fondamentale: la direzione nella quale si muove (andando incontro o al contrario allontanandosi da altri cani, ad esempio) o il modo in cui tiene il guinzaglio sono input ben precisi che il cane recepisce come comandi. Tutti questi nostri comportamenti influenzano la reazione del nostro amico alla presenza di altri simili.

A tal proposito l’ambiente stesso è importantissimo: trovarsi con altri animali in spazi piccoli ridurrà necessariamente la possibilità di movimento e aumenterà la pressione che il nostro amico potrebbe percepire in fase di socializzazione. Al contrario, uno spazio più grande permetterà ai nostri amici di non subire pressioni e a noi padroni di avere una più ampia possibilità di movimento (nonché maggior capacità di allontanamento!).

 

Naturalmente questi sono solo dei piccoli consigli che bisogna tenere a mente quando portiamo a spasso il nostro amico. Qualora il vostro abbia un carattere abbastanza diffidente è sempre bene rivolgersi ad istruttori esperti per insegnargli a socializzare con i suoi simili!

Con questa buona dose di suggerimenti cogliamo l’occasione per farvi tanti auguri di buone feste a voi e… ai vostri cuccioloni!