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Pet therapy: a Torino sono arrivati i medici a 4 zampe!

Doge Store - Pet Therapy Torino

Vi ricordate quando vi abbiamo parlato delle strutture ospedaliere con aree attrezzate per la “visita” dei nostri animali domestici?

Bene, a Torino i nostri amici a 4 zampe sono stati riconosciuti come dei veri e propri “assistenti sanitari”!

La Pet Therapy promossa da WALCE Onlus

Dallo scorso 25 marzo infatti, 14 cani addestrati fanno compagnia a circa 20 pazienti oncologici.

Come spiega Silvia Novello, presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne Contro il Tumore del Polmone in Europa), responsabile Oncologia Polmonare all’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e Ordinario di Oncologia medica presso l’Università degli Studi di Torino, “nelle persone colpite da tumore polmonare, il sintomo acuto più frequente, prima e dopo il trattamento, è la fatique, uno stato di stanchezza profonda e prolungata”.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di evitare un peggioramento delle condizioni dei malati oncologici, riducendo il conseguente rischio di ansia, depressione, disturbi dell’umore e del sonno. Disturbi che colpiscono fino al 70% di questi pazienti.

La PT in oncologia

In Italia negli ultimi anni si è registrato un aumento delle strutture ospedaliere che includono la Pet Therapy nelle normali terapie. Lo scopo è alleviare la sofferenza, restitiure confidenza e, in alcuni casi, dare sostegno alla riabilitazione psicomotoria.

I benefici sui pazienti sono evidenti: gli animali fungendo da distrazione riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, facendo rievocare ricordi e pensieri positivi.

Il benessere però non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Come sottolinea la dott. Novello, “la fatique raramente viene descritta come sintomo isolato. E’ anzi spesso associata ad ansia, depressione, stress e disturbi del sonno, con conseguente impatto negativo sulla qualità della vita e sulla risposta alle terapie”.

 

Quale miglior compagno se non il nostro migliore amico di sempre? E’ proprio il caso di dirlo: il cane è davvero il migliore amico dell’uomo!

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Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione

Doge store - Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione per il periodo primaverile

Se avete un cane avrete certo sentito parlare delle processionarie e di quanto siano letali per i nostri amici a quattro zampe.Doge Store - Nido di processionarie

Doge store - ProcessionarieLe processionarie sono falene allo stato larvale chiamate così poiché note per strisciare sul terreno una dietro l’altra, come in processione appunto. Questo bruco, lungo circa 4 cm, è ricoperto da migliaia di peli urticanti e lunghi che contengono una sostanza irritante per l’uomo e addirittura fatale per gli animali quando vi entrano in contatto.

Questi peli vengono rilasciati dalla larva quando si sente in pericolo e possono anche essere trasportati dal vento. A causa della loro forma a uncino rimangono facilmente aggrappati alla vittima creando irritazioni.

Il periodo in cui è possibile imbattersi nelle processionarie è in primavera, prevalentemente tra marzo e maggio, in particolare attorno a pini e querce, anche se non è insolito trovarle in strada o identificare nidi di processionarie anche su castagni, cedri, noccioli, faggi e betulle. In ogni caso, le piante predilette dalle processionarie sono giovani.

Cani e processionaria: i sintomi

Gli animali che più di frequente entrano in contatto con le processionarie, brucando l’erba o annusando il terreno, sono cani e cavalli.

Quando gli animali ingeriscono i peli urticanti delle processionarie manifestano immediatamente una serie di sintomi:

  • improvviso aumento della salivazione
  • ingrossamento della lingua
  • vomito e diarrea emorragica
  • necrosi della parte che è venuta in contatto con l’insetto
  • febbre
  • rifiuto del cibo
  • dolore

Nei casi più gravi l’ingrossamento della lingua può essere tale da provocare soffocamento e la necrosi della stessa può portare alla perdita di porzioni di lingua.

Cani e processionarie: i rimedi

Quando cani e processionarie entrano in contatto è necessario portare immediatamente l’animale dal veterinario.

E’ possibile però intervenire con qualche piccola ma importante operazione:

  • allontanare il cane dalle processionarie per evitare che entri in contatti con altre;
  • se presente, cercare di togliere l’insetto dal muso utilizzando dei guanti per evitare di entrarvi in contatto anche voi;
  • sciacquare abbondantemente il muso e la bocca dell’animale con una soluzione di acqua e bicarbonato.

Cani e processionarie: prevenire e meglio che curare!

Il miglior modo per prevenire il contatto con questi insetti e le relative conseguenze è assicurarsi di non avere nel proprio giardino nidi di processionarie.

Se siete soliti lasciare il vostro amico libero durante le passeggiate, tenetelo lontano dagli alberi, soprattutto pini, cedri e querce e controllatelo sempre. All’occorrenza, se dovesse ritenersi necessario, purtroppo l’utilizzo della museruola potrebbe rendersi necessario per evitare le spiacevoli conseguenze di questo brutto incontro.

Disinfestazione

La disinfestazione dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2007 e, essendo nociva anche per l’uomo, deve essere svolta dal Corpo forestale o da professionisti della disinfestazione. Se i peli della processionaria vengono a contatto con la nostra pelle infatti, possono scatenare reazioni epidermiche e allergiche. Se inalate invece possono addirittura causare reazioni infiammatorie locali particolarmente pericolose per i più sensibili. Come nel caso dei nostri amici a quattro zampe, in caso di contatto si consiglia di lavare abbondantemente la zona interessata per rimuovere i peli e consultare immediatamente un medico.

Esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, tra le quali la rimozione manuale dei nidi durante l’inverno prima che le larve escano dal nido, attraverso l’utilizzo di insetticidi oppure con l’utilizzo di trappole ai feromoni, che attraggono i maschi riducendo quindi la possibilità di procreazione.

E’ importante tenere presente che le processionarie sono pericolose anche se morte: i peli infatti mantengono la loro capacità urticante anche se la larva non è più in vita. Occhio quindi anche alle passeggiate in strada!

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Passeggiata col cane: qual è il guinzaglio migliore?

Doge Store - Il guinzaglio migliore per una buona passeggiata col cane

Nello scorso articolo vi abbiamo dato 4 buoni consigli per far sì che la vostra passeggiata col cane sia perfetta per entrambi.

In molti ci avete posto domande e dubbi riguardo l’utilizzo e la scelta del guinzaglio adatto alle passeggiate. Che ne dite di approfondire insieme l’argomento?

Guinzaglio lungo o corto?

Come vi abbiamo accennato, utilizzare un guinzaglio un po’ più lungo durante una passeggiata col cane presenta molti vantaggi rispetto ad uno più corto.

Le normative riguardanti le passeggiate in luoghi pubblici obbligano i padroni ad avere il cane a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Questo è dovuto ai potenziali classici pericoli che potrebbero presentarsi: incontri con altri animali, bambini piccoli, attraversamenti pedonali e via dicendo.

Se queste normative sono sensate e vanno indubbiamente rispettate, è anche vero però che nel caso in cui si presenti la situazione adatta, avere la possibilità di lasciare un po’ più di corda al nostro amico regala un’esperienza meravigliosa (come meravigliose saranno le successive) ad entrambi.

Vediamo nello specifico perché!

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

Quando è possibile, servirsi di un guinzaglio più lungo durante una passeggiata col cane regala al nostro amico un’esperienza di libertà. Questa sensazione gli permette di avere più spazio a disposizione, potendo inoltre muoversi col suo ritmo, a un’andatura a lui più congeniale e non necessariamente al nostro passo.

Alta tensione

La tensione di un guinzaglio tirato per la maggior parte del tempo genera inquietudine nel nostro cane. Immaginate di avere un guinzaglio corto agganciato al collare di un amico a quattro zampe giocherellone, col passo leggermente più veloce del nostro: entro pochi passi avrà tirato tutta la corda e comincerà a sentire la tensione del guinzaglio.

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di tensione del guinzaglio nei cani li abitua a tirare… hai voglia a dirgli di non farlo: è inconsciamente un insegnamento che gli diamo noi creando quell’inquietudine da guinzaglio! Questa particolare diseducazione è stata comprovata: i cani che si abituano a passeggiare con un guinzaglio un po’ più lungo perderanno il vizio di tirare. Provare per credere!

You’ve got a friend in me!

Lo sappiamo, per i nostri cani le interazioni sono importantissime. Dargli una più ampia possibilità di movimento lo aiuterà a socializzare molto di più con le persone e con gli altri cani. Non solo, questa ritrovata serenità ci darà modo di avere un miglior rapporto e una migliore comunicazione con lui e questo renderà entrambi più felici.

Parola di Doge!

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Una cura a quattro zampe: la pet therapy

Doge store - Pet therapy

I veri amici si vedono nelle difficoltà”, dice un famoso modo di dire, ed i nostri amici a quattro zampe non sono da meno.

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro il cancro del prossimo 4 febbraio, ricordiamo l’importanza della pet therapy e di come ha cambiato le vite di tanti pazienti grandi e piccoli, oncologici e non solo.

Qualche cenno storico

L’importanza del rapporto uomo-animale allo scopo di ottenere benefici per la salute è consolidata da lunghissimo tempo. Sono diversi i casi, a partire addirittura dal 1700, di utilizzo di animali domestici per aiutare i pazienti, specie psichiatrici, a recuperare condizioni psicofisiche ottimali.

La svolta si ebbe a partire dagli anni Cinquanta, quando lo psichiatra infantile americano Boris Levinson notò la tendenza di un suo paziente, un bambino affetto da autismo, ad approcciarsi al suo cane. Il bambino proiettava sull’animale delle sensazioni che difficilmente sarebbe riuscito ad esprimere in una normale seduta di terapia.

Dal 1997, in Italia, il Ministero della Salute ha iniziato a proporre delle terapie sperimentali a persone con disturbi del comportamento, e nel 2003 ne è stata riconosciuta la validità.

A partire dal 2007 l’Istituto Superiore di Sanità, avendo pienamente approvato le terapie, stila delle linee guida per agevolare la pratica in ogni sede, senza dimenticare le regole per il trattamento etico ed il rispetto dell’animale.

Nel 2009 nasce il Centro di Referenza nazionale per la pet therapy presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

La pet therapy in oncologia

Negli ultimi anni si è registrato, in Italia, un aumento delle strutture ospedaliere che includono la pet therapy nelle normali terapie, allo scopo di alleviare la sofferenza dei pazienti, a restituire loro confidenza e, talvolta, anche come sostegno alla riabilitazione psicomotoria. E’ aumentato anche il numero di strutture che prevedono aree attrezzate per la “visita” dei nostri amici a quattro zampe durante i periodi di ricovero dei pazienti.

I benefici sui pazienti sono chiari e tangibili: gli animali riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, fungendo da distrazione e da elemento in grado di far evocare e condividere ricordi positivi. Fondamentale è anche il tipo di presenza che l’animale sa offrire: essa è priva di ogni giudizio, favorisce le interazioni sociali e sollecita la collaborazione, senza dimenticare l’aspetto più tenero ed intimo – il contatto fisico, la “coccola”.

Ma il benessere non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Non solo cani

Naturalmente non sono solo i cani ad allietare le giornate degli ospedalizzati: in base a fobie, allergie e propensioni individuali vengono selezionate le specie più appropriate, appartenenti comunque a razze non selvatiche ma da affezione, ovvero cresciute in ambienti antropizzati ed abituate al contatto con l’uomo: si scelgono di solito, oltre ai cani, anche gatti, conigli, criceti, ma anche animali da fattoria, in particolare asini e cavalli.

 

E’ proprio il caso di ripeterlo: i veri amici si vedono nel momento del bisogno!

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Le interazioni tra cani: come possono andare d’accordo?

Doge Store - Le interazioni tra cani

Le interazioni tra cani sono fondamentali affinché questi animali possano socializzare, imparare gli uni dagli altri, crescere e divertirsi. Come possono però i cani imparare ad andare d’accordo tra di loro?

Nella maggior parte dei casi i padroni hanno paura di gestire il proprio cane in maniera inadeguata e di conseguenza sono restii all’idea di liberare il proprio animale e farlo socializzare con gli altri amici a 4 zampe. A lungo andare questa paura può diventare molto dannosa sia per il benessere dell’animale che per la sua socializzazione con altri simili.

Quelli che vogliamo darvi oggi sono dei piccoli consigli per prendere fiducia ed evitare che i vostri amici diventino degli animali poco socievoli.

Cosa è fondamentale per le interazioni tra cani?

Il concetto principale da tenere sempre a mente per il bene del nostro cane è l’importanza che la confidenza nei confronti degli altri simili ha nella sua vita. E’ bene quindi lasciarlo socializzare ponendo sempre molta attenzione al modo in cui si comporta con gli altri.

Per poterlo lasciare libero di socializzare però dobbiamo aver presente le regole che esistono nel mondo animale.

Le regole fondamentali

La prima di questa è la gerarchia: quando sentiamo parlare di “cane alpha”, “cane beta” e via dicendo, ci si riferisce proprio a questo. Nel mondo animale infatti esistono delle vere e proprie scale gerarchiche. Essere in grado di capire (e far capire al nostro amico) chi dei cani presenti al momento della socializzazione è l’animale dal carattere più forte permetterà, a noi e al nostro amico, di capire fino a che punto saranno in grado di andare d’accordo.

Come capire la gerarchia? Nel modo che ci sembra più assurdo: attraverso lo scontro. Mettere il nostro amico nelle condizioni di essere trascinato via ogni volta che vorrà abbaiare, ringhiare o allontanare in qualche modo i suoi simili infatti, gli insegnerà a non trattenersi dalla lite. La conseguenza sarà una mancanza di limiti per i quali il nostro amico tenderà a maturare un carattere scontroso nei confronti degli altri cani.

Al contrario, lasciarlo “libero” di esprimere il suo disappunto (senza rischiare ovviamente dei veri e propri litigi) farà sì che il nostro amico a quattro zampe impari ad allontanare da sé situazioni sgradevoli con i suoi simili.

L’amicizia: uno scambio continuo

Un’altra cosa molto utile da sapere è che ogni animale prende qualcosa da un suo simile e a sua volta insegna qualcosa ad uno di loro. Avviene cioè un interscambio molto interessante.

Affinché questo avvenga però è fondamentale il comportamento del padrone. Attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti, i comandi o anche attraverso la mancanza di alcuni di questi fattori infatti, il padrone non fa altro che segnalare al cane delle indicazioni che egli recepisce e che cambiano ovviamente il suo atteggiamento.

Lo stato d’animo del padrone quindi è fondamentale: la direzione nella quale si muove (andando incontro o al contrario allontanandosi da altri cani, ad esempio) o il modo in cui tiene il guinzaglio sono input ben precisi che il cane recepisce come comandi. Tutti questi nostri comportamenti influenzano la reazione del nostro amico alla presenza di altri simili.

A tal proposito l’ambiente stesso è importantissimo: trovarsi con altri animali in spazi piccoli ridurrà necessariamente la possibilità di movimento e aumenterà la pressione che il nostro amico potrebbe percepire in fase di socializzazione. Al contrario, uno spazio più grande permetterà ai nostri amici di non subire pressioni e a noi padroni di avere una più ampia possibilità di movimento (nonché maggior capacità di allontanamento!).

 

Naturalmente questi sono solo dei piccoli consigli che bisogna tenere a mente quando portiamo a spasso il nostro amico. Qualora il vostro abbia un carattere abbastanza diffidente è sempre bene rivolgersi ad istruttori esperti per insegnargli a socializzare con i suoi simili!

Con questa buona dose di suggerimenti cogliamo l’occasione per farvi tanti auguri di buone feste a voi e… ai vostri cuccioloni!

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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!

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Cani in ufficio? Via libera per gli uffici dell’Ats a Milano

Doge Store - Cani in ufficio

Cani in ufficio? Sì, finalmente sarà possibile a Milano! Cani, gatti e ogni tipo di animale domestico potrà essere portato con sé dai dipendenti dell’Ats, ovvero l’Azienda di Tutela della Salute. In tempi brevi chi lavora all’Ats potrà dunque passare le giornate in ufficio in compagnia del suo animale domestico.

Ovviamente tutto sarà disciplinato da un regolamento, già approvato lunedì scorso dalla Regione Lombardia.

Amanti degli animali, è ora di festeggiare!

Non saranno pochi gli amanti degli animali a gioire di questa notizia: gli animali del territorio della Città Metropolitana di Milano ad essere iscritti all’anagrafe della regione infatti sono ben 400mila, di cui 351.311 cani e 49.000 gatti. Numeri peraltro in continua crescita, basti pensare che nella sola città di Milano si registrano già ben oltre 100.000 cani iscritti.

Ovviamente, come dicevamo, il tutto sarà disciplinato da un regolamento. Un vero e proprio codice di comportamento che dovranno seguire sia il dipendente che l’animale: alcune norme e regole molto severe per la tutela del lavoro comune e del benessere di tutti.

Cani in ufficio, le parole dell’assessore

Del provvedimento ha parlato anche l’assessore Gallera. “La presenza dei nostri animali d’affezione incide in maniera determinante nel migliorare la qualità della vita delle persone. Ricordo che già nel 2017 la Regione Lombardia ha approvato un regolamento che individuava i criteri per l’accesso degli animali d’affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, permettendo ai pazienti ricoverati di ricevere la visita dei loro animali domestici, regolamento che con grande soddisfazione è stato approvato nelle aziende ospedaliere lombarde”.

Si tratta di “un percorso virtuoso che oggi ha la sua evoluzione naturale proprio nell’ambiente di lavoro dove i vantaggi della compagnia degli amici ‘pet’ sono stati confermati da più di uno studio. Tenere un cane o un gatto in ufficio contribuisce infatti a ridurre lo stress lavorativo e ad aumentare la produttività, rende più creativi e moltiplica le gratificazioni, favorendo la socializzazione tra le persone e producendo empatia”.

 

Noi di Doge non possiamo che essere felici di questa notizia, auspicando che venga presto replicata anche nelle altre regioni italiane!

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Animali e anziani: vivere felici e in compagnia!

Doge Store - Animali e anziani

Animali e anziani: una coppia felice e contenta!

Cosa può unire animali e anziani? Una semplice cosa: la compagnia. Si sa, sia gli anziani che gli animali domestici, come cani e gatti, hanno bisogno di vivere in compagnia e di non sentirsi soli o abbandonati. E’ proprio per questo motivo che possono formare una coppia bene assortita!

Animali e anziani: vivere felici insieme

Sappiamo bene che gli animali domestici, soprattutto i cani, hanno bisogno di sentirsi parte di una famiglia e coccolati: odiano infatti vivere in solitudine. Lo stesso si può dire degli anziani, che per vivere sereni hanno bisogno di una compagnia costante. Perché allora non proprio quella degli animali domestici?

Conosciamo bene i benefici di quella che è correntemente chiamata pet therapy e sappiamo quanto i nostri amici a quattro zampe siano in grado di aiutare gli esseri umani nei loro periodi più difficili grazie alla loro presenza e al loro affetto.

In questo contesto, anziani e cani possono completarsi a vicenda, aiutandosi reciprocamente a sconfiggere la solitudine e il potenziale stato di depressione derivante da questo stadio avanzato della loro vita.

Pet therapy: cani e gatti: i nostri angeli custodi 

Non solo i cani, ma anche i gatti possono svolgere questo compito: secondo diversi studi scientifici la presenza dei nostri amici con i baffi aiuta proprio le persone più anziane. Anche i gatti infatti hanno una sorta di propensione nell’aiutare chi soffre che sviluppano nel corso della loro vita a contatto con gli esseri umani.

Insomma, ancora una volta animali domestici e esseri umani sono un binomio vincente!

 

PS oggi è il Black Friday! Approfittate del coupon BLACKDOGE per regalare al vostro amico a quattro zampe un dono speciale nel nostro shop!

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Summer tips: come combattere il caldo insieme al tuo cane

il tuo cane soffre il caldo? Doge

La stagione estiva è già arrivata in città, portando con sé giornate piene di sole da trascorrere al mare in relax o al parco per una lunga passeggiata insieme al vostro cane.

Le temperature elevate, soprattutto in alcune ore del giorno, associate ad un alto tasso di umidità, sono un rischio per la nostra salute e per quella dei nostri amici a quattro zampe.

Doge-Dog Empathy vi propone alcuni consigli pratici per affrontare al meglio il clima estivo:

1.Acqua fresca in quantità: è fondamentale che il vostro cane sia sempre ben idratato, in casa e fuori, per evitare il surriscaldamento del corpo.

Il cane mantiene una temperatura costante attraverso la respirazione che permette di eliminare il calore dal corpo.

I segnali della disidratazione sono un’eccessiva salivazione, una pelle poco elastica, depressione o spossatezza.

Fornitegli costantemente acqua fresca e pulita: in bottiglia durante le vostre uscite o nella ciotola, non dimenticando di lavarla ogni giorno per prevenire la formazione di batteri.

2.Mai lasciare il vostro cane in macchina sotto il sole o in ambienti chiusi: non è sufficiente tenere i finestrini aperti per dissipare il calore trattenuto dall’auto.

La temperatura nell’abitacolo può raggiungere in pochi minuti i 40 gradi e sfiorare i 70 gradi.

La temperatura corporea del cane non è regolata da un’efficiente sistema di sudorazione, quindi è inevitabile il rischio di colpi di calore o di collasso cardio-circolatorio.

Inoltre il cane, se lasciato solo in auto, potrebbe agitarsi alla vista dei passanti, manifestare nervosismo o panico da claustrofobia, accelerando il processo di disidratazione.

Nei viaggi lunghi, assicuratevi sempre di avere acqua per il vostro cane e di tenere l’aria condizionata ad una temperatura ottimale per entrambi.

3.Evitare le uscite e le passeggiate nelle ore più calde del giorno, preferendo la mattina o la sera.

L’esercizio svolge un ruolo importante per la vostra salute e per quella del vostro cane ma in questo periodo è meglio ridurne l’intensità, alternando il gioco con il riposo in zone d’ombra.

È molto importante che non facciate camminare il vostro fido sull’asfalto o sulla spiaggia rovente per fronteggiare l’insorgenza di scottature, gravi ustioni e vesciche sotto le zampe.

4.La tosatura del cane è un argomento molto dibattuto e che trova pareri discordanti.

Il pelo è l’isolante naturale degli animali e spesso si è portati a credere che, con il caldo, il cane soffra, sottoponendolo a toilettature non sempre necessarie.

Il rischio è quello di esporre il cane ad ustioni della pelle o provocare una depigmentazione nelle razze più sensibili.

A differenza dell’uomo, il cane è privo dello strato esterno dell’epidermide detto “strato corneo”, presente solo sul naso e sui cuscinetti delle zampe, facendo sì che la loro pelle risulti sottile, delicata e vulnerabile.

5.Proteggete il vostro cane dai parassiti e dagli insetti, come pulci e zecche che proliferano durante il periodo estivo, annidandosi nelle zone del collo, delle orecchie e del ventre.

Le loro punture possono provocare reazioni allergiche e trasmettere malattie pericolose per la salute del vostro cane e dell’ambiente in cui vivete.

Non sottovalutate la presenza di questi fastidiosi “ospiti” ma osservate se il vostro cane si gratta eccessivamente o se manifesta altri sintomi come febbre, perdita dell’appetito e letargia.

Consultate sempre il vostro veterinario di fiducia e ricordate di impostare una corretta prevenzione antiparassitaria attraverso l’utilizzo di collari, spot-on e spray in grado di proteggere il vostro cane a lungo.

Summer tips: i consigli di Doge per un estate insieme al tuo cane