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Cani e padroni: le personalità coincidono?

Doge Store - Le personalità di cani e padroni coincidono

Che il carattere di cani e padroni siano simili non è una novità né tanto meno un luogo comune.

Avete presente la scena iniziale del famoso cartone animato della Disney “La carica dei 101”? Una trovata divertente proprio perché vera!

Personalità di cani e padroni: lo studio

A confermare che il carattere dei cani e dei loro proprietari sia simile c’è uno studio che ha preso in esame 1681 coppie, condotto dagli psicologi William J. Chopik e Jonathan R. Weaver.

Questo studio ha confermato che non solo cani e padroni si assomigliano spesso nel loro aspetto esteriore, ma che anche le loro personalità tendono effettivamente ad avere dei tratti comuni.

Nella loro indagine hanno chiesto ai proprietari di valutare la loro personalità e quella dei loro animali domestici, compilando un questionario standardizzato e uguale per tutti. Questo test ha rivelato che cani e padroni condividono effettivamente tratti di personalità: è molto più probabile che una persona socievole abbia un cane attivo, giocherellone e poco aggressivo rispetto ad una persona meno socievole.

La grande difficoltà nella conduzione dello studio è stata la “parzialità di giudizio” dei padroni sui loro cani: com’è ovvio che sia spesso si tende a proiettare la propria personalità su chi ci sta vicino. Nonostante ciò Chopik è riuscito a ricavare risultati validi e credibili.

Chopik sostiene che quando le persone scelgono un cane, tendono a sceglierne uno compatibile con i loro ritmi di vita quotidiana. “Un aspetto – dice – è che ognuno si sceglie il suo cane. Un altro aspetto è che il cane finisce per essere inevitabilmente influenzato”.

Lo studio non prende in esame le cause, ma come sappiamo dalla ricerca del neuroscienziato statunitense Gregory Berns, i cani tendono a sviluppare una loro autentica personalità, un carattere tutto loro indipendente dal nostro.

Certo è che una influenza in tal senso avviene: sia i cani che i padroni tendono ad assumere caratteristiche simili e le loro qualità tendono a combaciare. Come dice l’etologa Zazie Todd, “è possibile che le persone plasmino la personalità dei loro cani e questa dal mio punto di vista è la possibilità più interessante”.

 

Doge: questione di Empatia!

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Pet therapy: a Torino sono arrivati i medici a 4 zampe!

Doge Store - Pet Therapy Torino

Vi ricordate quando vi abbiamo parlato delle strutture ospedaliere con aree attrezzate per la “visita” dei nostri animali domestici?

Bene, a Torino i nostri amici a 4 zampe sono stati riconosciuti come dei veri e propri “assistenti sanitari”!

La Pet Therapy promossa da WALCE Onlus

Dallo scorso 25 marzo infatti, 14 cani addestrati fanno compagnia a circa 20 pazienti oncologici.

Come spiega Silvia Novello, presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne Contro il Tumore del Polmone in Europa), responsabile Oncologia Polmonare all’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e Ordinario di Oncologia medica presso l’Università degli Studi di Torino, “nelle persone colpite da tumore polmonare, il sintomo acuto più frequente, prima e dopo il trattamento, è la fatique, uno stato di stanchezza profonda e prolungata”.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di evitare un peggioramento delle condizioni dei malati oncologici, riducendo il conseguente rischio di ansia, depressione, disturbi dell’umore e del sonno. Disturbi che colpiscono fino al 70% di questi pazienti.

La PT in oncologia

In Italia negli ultimi anni si è registrato un aumento delle strutture ospedaliere che includono la Pet Therapy nelle normali terapie. Lo scopo è alleviare la sofferenza, restitiure confidenza e, in alcuni casi, dare sostegno alla riabilitazione psicomotoria.

I benefici sui pazienti sono evidenti: gli animali fungendo da distrazione riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, facendo rievocare ricordi e pensieri positivi.

Il benessere però non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Come sottolinea la dott. Novello, “la fatique raramente viene descritta come sintomo isolato. E’ anzi spesso associata ad ansia, depressione, stress e disturbi del sonno, con conseguente impatto negativo sulla qualità della vita e sulla risposta alle terapie”.

 

Quale miglior compagno se non il nostro migliore amico di sempre? E’ proprio il caso di dirlo: il cane è davvero il migliore amico dell’uomo!

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Passeggiata col cane: qual è il guinzaglio migliore?

Doge Store - Il guinzaglio migliore per una buona passeggiata col cane

Nello scorso articolo vi abbiamo dato 4 buoni consigli per far sì che la vostra passeggiata col cane sia perfetta per entrambi.

In molti ci avete posto domande e dubbi riguardo l’utilizzo e la scelta del guinzaglio adatto alle passeggiate. Che ne dite di approfondire insieme l’argomento?

Guinzaglio lungo o corto?

Come vi abbiamo accennato, utilizzare un guinzaglio un po’ più lungo durante una passeggiata col cane presenta molti vantaggi rispetto ad uno più corto.

Le normative riguardanti le passeggiate in luoghi pubblici obbligano i padroni ad avere il cane a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Questo è dovuto ai potenziali classici pericoli che potrebbero presentarsi: incontri con altri animali, bambini piccoli, attraversamenti pedonali e via dicendo.

Se queste normative sono sensate e vanno indubbiamente rispettate, è anche vero però che nel caso in cui si presenti la situazione adatta, avere la possibilità di lasciare un po’ più di corda al nostro amico regala un’esperienza meravigliosa (come meravigliose saranno le successive) ad entrambi.

Vediamo nello specifico perché!

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

Quando è possibile, servirsi di un guinzaglio più lungo durante una passeggiata col cane regala al nostro amico un’esperienza di libertà. Questa sensazione gli permette di avere più spazio a disposizione, potendo inoltre muoversi col suo ritmo, a un’andatura a lui più congeniale e non necessariamente al nostro passo.

Alta tensione

La tensione di un guinzaglio tirato per la maggior parte del tempo genera inquietudine nel nostro cane. Immaginate di avere un guinzaglio corto agganciato al collare di un amico a quattro zampe giocherellone, col passo leggermente più veloce del nostro: entro pochi passi avrà tirato tutta la corda e comincerà a sentire la tensione del guinzaglio.

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di tensione del guinzaglio nei cani li abitua a tirare… hai voglia a dirgli di non farlo: è inconsciamente un insegnamento che gli diamo noi creando quell’inquietudine da guinzaglio! Questa particolare diseducazione è stata comprovata: i cani che si abituano a passeggiare con un guinzaglio un po’ più lungo perderanno il vizio di tirare. Provare per credere!

You’ve got a friend in me!

Lo sappiamo, per i nostri cani le interazioni sono importantissime. Dargli una più ampia possibilità di movimento lo aiuterà a socializzare molto di più con le persone e con gli altri cani. Non solo, questa ritrovata serenità ci darà modo di avere un miglior rapporto e una migliore comunicazione con lui e questo renderà entrambi più felici.

Parola di Doge!

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Quattrozampeinfiera: l’appuntamento Pet Friendly da non perdere!

Doge Store - Quattrozampeinfiera, l'appuntamento annuale tutto dedicato ai nostri amici a quattro zampe

Al via la settima edizione di Quattrozampeinfiera, l’appuntamento annuale che da tre anni vede tra le protagoniste anche la Capitale.

Apriranno infatti domani le porte della Fiera di Roma per una due giorni che anche quest’anno avrà come filo conduttore l’intrattenimento educativo per cani, gatti e padroni!

Quattrozampeinfiera: questione di empatia

I veri protagonisti saranno proprio loro: i nostri cani e i nostri gatti che potranno cimentarsi in un “momento inusuale di confronto e formazione gratuito alla portata di tutti”, come dice la nota ufficiale degli organizzatori. Una due giorni insomma dove sarà possibile provare attività sportive, educative, fare un giro tra gli stand, posare per scatti fotografici o divertirsi a sfilare insieme ad altri amici a quattro zampe.

Questo appuntamento annuale infatti si rivolge a tutti i pet lovers che vogliono migliorare la qualità del rapporto e della vita col proprio amico, dando la possibilità a chiunque di approcciarsi ai servizi più innovativi per favorire la gestione quotidiana degli animali domestici.

Benessere e sensibilizzazione

Quattrozampeinfiera non sarà solo un ottimo momento per migliorare il rapporto con il proprio amico a quattro zampe ma anche un appuntamento di benessere e sensibilizzazione.

Da sempre infatti la manifestazione è impegnata nella lotta contro l’abbandono e nella sensibilizzazione dei partecipanti attraverso l’intervento e la presenza delle associazioni. Non solo: interverranno veterinari, educatori, toelettatori ed esperti del settore focalizzandosi sulle nozioni necessarie per migliorare il benessere degli animali e il rapporto con i padroni.

Insomma, Quattrozampeinfiera è un appuntamento da non perdere!

La prima tappa sarà quella che vedrà protagonista Roma il 16 e 17 marzo. Seguiranno:

  • Napoli, 13 e 14 aprile
  • Torino, 25 e 26 maggio
  • Milano, 5 e 6 ottobre
  • Padova, 9 e 10 novembre

Ci vediamo in Fiera!

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Passeggiata col cane: 4 consigli per far sì che sia perfetta!

Doge Store - 5 buoni consigli per una passeggiata col cane perfetta

Uscire per fare una passeggiata col cane risulta spesso essere un’incombenza anche seccante a cui tocca arrendersi almeno due-tre volte al giorno per fargli fare i bisogni.

E se la passeggiata col cane diventasse un appuntamento importante per voi? Oggi vi sveleremo qualche piccolo segreto per far sì che questo momento non sia più un fastidioso dovere ma una grande esperienza di relazione tra voi e il vostro Fido!

La passeggiata col cane perfetta esiste!

Dai luoghi da visitare al passo da tenere, ci sono almeno 4 aspetti da tenere a mente mentre ce ne andiamo a spasso col nostro amico:

1. State al passo!

Sì, avete capito bene! La cosa che più spesso ci capita quando facciamo una passeggiata col cane è quella di trascinarlo (o essere trascinati!) perché pretendiamo di imporgli il nostro passo.

Nella maggior parte dei casi non c’è nulla di più sbagliato per due motivi: innanzi tutto si tratta di una passeggiata per entrambi e non solo per noi (pensate al vostro amico a quattro zampe come se fosse un vostro conoscente: vi mettereste mai a correre obbligandolo a corrervi dietro mentre chiacchierate? O vi piacerebbe dovergli correre dietro per stargli al passo?), in secondo luogo dobbiamo sempre pensare alle caratteristiche fisiche del nostro cane. Se è anziano o soffre di qualche dolore è difficile che riesca a camminare velocemente, al contrario se il nostro è un amico gioviale e pieno di energie limitarlo potrebbe renderlo infelice.

2. Libertà (al guinzaglio) e socializzazione

Prevedere dei momenti di libertà durante la passeggiata è molto importante per la socializzazione del nostro amico. Anche se sappiamo quanto siano importanti le interazioni per i nostri cani, è necessario tenere presenti due cose:

  1. il suo carattere: ogni animale ha una propria personalità. Se il nostro cane ha un carattere tendenzialmente timido e solitario, in un luogo affollato, pieno di altri cani e altrettanti padroni potrebbe non sentirsi a proprio agio; al contrario se il nostro amico ha un carattere allegro ed espansivo, portarlo in luoghi isolati dove non ha grande modo di socializzare limiterebbe di gran lunga la possibilità di farlo esprimere.
  2. i luoghi pubblici: come sappiamo non è sempre possibile lasciare i nostri cani liberi di scorrazzare in giro. Nei luoghi pubblici per esempio è obbligatorio tenerli al guinzaglio a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Il nostro consiglio è di comprare un guinzaglio un po’ più lungo: se durante una passeggiata col cane dovesse presentarsi la situazione adatta a lasciargli un po’ più di corda, un guinzaglio più lungo (accorciabile all’occorrenza) gli darà quell’idea di libertà che tanto gli piace!

3. Stessa storia, stesso posto, stesso bar…

Che noia già solo a leggerlo, figuriamoci a viverlo! Certo non è facile spostarsi ogni volta in un luogo nuovo mai visto prima, soprattutto vista la frequenza con la quale usciamo a fare passeggiate. Cercare di ritagliare però il tempo per delle “passeggiate fuori porta” in luoghi mai visitati farà bene sia a noi che al nostro Fido che avrà così modo, proprio come noi, di conoscere nuove cose e fare insieme a noi una nuova esperienza!

Ok, se proprio non avete idea di dove andare vi diamo un piccola giocosa dritta: mai sentito parlare dei parco giochi per i cani?

4. Mettiti in gioco

Questo è forse il consiglio più grande e amorevole che possiamo darvi. Lo sappiamo, a volte non è facile stare dietro a tutto: la casa, il lavoro, magari dei bambini ci tolgono tanto di quel tempo che quel poco che rimane vorremmo passarlo in tranquillità, possibilmente comodi sul divano.

Vi sveliamo questo segreto: divertirci durante le passeggiate col nostro Fido ci donerà più energia di quanto possiamo immaginare: vederlo felice, sapere che si sta divertendo insieme a noi e che, anzi, ci stiamo divertendo insieme ci darà nuova linfa vitale e contribuirà a stringere ancora di più quell’indissolubile rapporto che solo cane e uomo possono avere.

Parola di Doge!

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Il rapporto col cane cambia il nostro modo di essere

Doge Store - Il rapporto col cane ci migliora

Avete mai notato che chi ha un rapporto con un cane ha un’attitudine diversa a relazionarsi con le altre persone? Tutto ciò ha una spiegazione ben precisa ed è esattamente l’argomento che vi proponiamo oggi!

Come ragionano i cani?

L’errore più grande che possiamo commettere è pensare che il cane abbia la capacità di capire ogni singola parola che gli rivolgiamo. Come disse Albert Einstein, “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”… Senza renderci conto che se ci aspettiamo di poter avere un rapporto col cane proprio come potremmo averlo con un conoscente forse lo sciocco non è il nostro amico a quattro zampe, poverino!

Al contrario il cane ha tutto un altro modo di ragionare e pensare. Come abbiamo potuto leggere nello scorso articolo, i cani hanno un modo di associare gesti, odori e immagini visive molto simile al nostro, ciò non toglie però che non sono in grado di capire il significato di ogni parola che gli rivolgiamo. Questo è possibile solo se ad ogni parola è associato qualcosa che lui percepisce come comando, e quindi come conseguenza di un impegno educativo nei suoi confronti.

Ma siamo sicuri che sia solo il nostro cane a imparare qualcosa di nuovo?

Il rapporto col cane cambia le nostre abitudini

In realtà nel momento stesso in cui instauriamo un rapporto col cane non facciamo altro che cercare una maniera congeniale a entrambi per capire ed essere capiti. Questo comporta indubbiamente un impegno da parte nostra.

Un esempio calzante può essere il rapporto con un figlio piccolo: è difficile insegnargli delle regole ricoprendolo con una grande quantità di parole di cui non capisce il significato. Molto più funzionale, nei primi mesi, è insegnargli il significato di parole semplici, utilizzare il giusto tono di voce, servirsi del linguaggio non verbale come ad esempio quello dello sguardo.

Le stesse identiche tecniche funzionano alla perfezione anche per creare empatia e comprensione nel nostro rapporto col cane.

In che modo il rapporto col cane ci migliora?

Avere quest’attitudine a trovare maniere differenti di esprimerci ci rende più inclini a metterci “nei panni dell’altro”.

Questo modo di essere, questa propensione all’andare in contro, questo impegno nel capire il punto di vista altrui ci dona un impagabile stile di vita. La nostra predisposizione a comprendere l’altro – anche quando l’altro appartiene ad un’altra specie –  ci rende amici, partner, persone migliori, degne di quell’empatia che forse solo il rapporto con un cane poteva regalarci!

 

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E se anche gli animali fossero persone?

Doge Store - I cani sono persone?

La vita emozionale dei mammiferi superiori è così complessa che non possiamo non affermare che sono persone.

Marc Bekoff, Il pensiero animale

Vi siete mai chiesti o vi è mai venuto il dubbio che anche i cani abbiano una personalità?

Per chi ha in casa un amico a quattro zampe questa domanda non suona nuova. La risposta più ovvia che ci viene alla mente è “Sì certo, altrimenti perché alcuni dovrebbero avere indole e carattere completamente diversi da altri?”

La risposta è corretta ma solo in parte, almeno stando a studi condotti sui nostri amici.

Molti etologi oggi infatti concordano sul fatto che per quanto sia indubbia una determinata propensione caratteriale basata sull’appartenenza razziale dei cani, la gran parte del comportamento e della temperamento dell’animale dipendano principalmente dalla sua personalità, che, come dizionario suggerisce, è personale.

Ma “personalità” non si riferisce alle persone?

E’ qui che la maggior parte di noi comuni mortali e non-etologi sbaglia. Siamo per convenzione linguistica abituati ad utilizzare queste due parole quasi fossero sinonimi. In realtà la parola “persona” ha origine latina e voleva dire, in epoca antica, “maschera, carattere“, cioè ciò che caratterizza qualcuno e non necessariamente una persona. Solo nel XIV secolo ha assunto il significato che oggi siamo soliti attribuirgli di “individuo”.

A dare manforte ai cari vecchi latini ci ha pensato il neuroscienziato Gregory Berns.

What it’s like to be a dog?

“Com’è essere un cane” è l’ultimo libro di Gregory Berns, autore e neuroscienziato statunitense. Nel suo libro racconta dei risultati ottenuti dallo studio del cervello dei cani svolto grazie all’utilizzo della macchina per le risonanze magnetiche.

Prima di cominciare lo studio, Gregory Berns ha dovuto insegnare ai cani, con l’aiuto di addestratori cinofili, ad entrare nei macchinari e a rimanere fermi il più a lungo possibile, così da poter ricavare risultati su animali completamente svegli e tranquilli, senza l’utilizzo di anestetici o guinzagli che avrebbero potuto provocare nei cani sentimenti di paura.

Da questo studio condotto su 90 cani, è emerso che se anche cani ed esseri umani hanno una struttura cerebrale piuttosto differente, esistono aree funzionali analoghe che rispondono agli stimoli in maniera moto simile. Come spiega l’autore, non è certo un modo per “antropomorfizzare” i cani, certo però è che dobbiamo rivedere il modo in cui ci comportiamo con loro.

E se gli animali fossero persone?

Ma allora i nostri cani ci amano perché gli diamo affetto o perché siamo distributori semi-automatici di cibo? Uno dei risultati scaturiti da queste risonanze magnetiche è che, riconoscendo volto e odore del padrone, i nostri amici rispondono positivamente sia con la zona cerebrale legata all’appagamento sentimentale che con quella dedita a ricordargli quant’è buono il cibo. Anzi, circa il 20% di loro rispondono maggiormente alla previsione di coccole e amore da parte nostra.

Per farla breve insomma ogni animale sviluppa un proprio carattere e una propria personalità. Perché non immaginare allora che anche i nostri cani siano persone e comportarci di conseguenza?

Al di là delle indoli in realtà ogni cane sviluppa un certo carattere in base alla relazione che ha con i membri della famiglia. Il modo in cui comunichiamo con lui, se abbiamo fiducia, se ci giochiamo, se abbiamo empatia e sensibilità sufficiente da capire come sta il nostro amico, tutto questo contribuirà a formare la sua personalità.

Il modo migliore per educare il cane e creare empatia con lui è proprio quello di considerarlo una persona. Il nostro Fido è senziente, pensante, ha un sistema cognitivo con il quale si interfaccia con noi in quanto persona dotata di personalità. A nessuno infatti verrebbe mai in mente di mettere un essere umano in gabbia o alla catena.

Perché non farlo allora anche con i nostri amici comportandoci proprio come ci comporteremmo con i nostri simili? Tutta questione di empatia 😉

 

 

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Cani e bambini: cosa non fare per una sana convivenza

Doge Store - Cani e bambini

Nello scorso appuntamento abbiamo approfondito le regole per far sì che cani e bambini possano avere un buon rapporto di amicizia.

In particolare abbiamo visto che abituare sia i più piccoli che i nostri amici a quattro zampe a convivere insieme è il modo migliore per insegnare ad entrambi la fiducia nell’altro.

Quelle che analizzeremo oggi sono le cose da non fare assolutamente se vogliamo perseguire il nostro obiettivo. Vediamole insieme!

Le cose da non fare per una buona convivenza tra cani e bambini

Quella tra cani e bambini è una delle amicizie più belle e incantevoli: c’è divertimento, tenerezza, complicità. E’ un rapporto magico che necessita però di essere costruito giorno per giorno con costanza attraverso l’educazione sia del nostro amico a quattro zampe che del nostro bambino.

Molti studi evidenziano quanto avere un rapporto di amicizia con un animale domestico sviluppi nei bambini un’intelligenza sociale maggiore rispetto a chi non lo ha; irrobustisce il sistema immunitario e diminuisce le allergie. Un vero toccasana insomma, ma come far sì che possa crearsi un legame rispettoso tra i due?

Il cane non è un giocattolo

La prima cosa da insegnare al nostro bambino è che non possono fare tutto ciò che vogliono. Il nostro Fido non è uno dei suoi giocattoli e anzi, al contrario, ha sentimenti, emozioni e istinti proprio come l’uomo e quindi ci sono dei limiti da rispettare. E’ l’insegnamento primo che dobbiamo dare ai nostri bambini: questo è ciò che sviluppa l’intelligenza sociale nei bambini, la consapevolezza che anche gli altri (animali o umani che siano) hanno delle proprie emozioni e delle proprie percezioni del mondo e che queste vanno rispettate.

A ognuno il proprio

Un’altra regola fondamentale da seguire è impostare e far riconoscere da entrambi dei confini. E’ bene insegnare ai bambini ad esempio a non avvicinarsi al cane mentre sta mangiando (e quindi vicino alla ciotola) e mentre sta dormendo. La sua cuccia non è uno spazio di gioco e allo stesso tempo i giochi del bambino non sono giochi per il cane: a ognuno il proprio!

Contenere l’esuberanza

Un altro istinto innato da tenere d’occhio è l’esuberanza. Sono istinti che appartengono sia ai cani, in particolare se molto giocosi, sia ai bambini. Ovvio, nessuno dei due agisce con l’intenzione di fare del male all’altro. E’ proprio per questo che dobbiamo insegnare ai bambini a non fare dispetti al cane, a non infastidirli toccando parti delicate come coda e orecchie (vere e proprie attrazioni per i bambini!) e a non disturbarli con urla.

Allo stesso tempo, se da un lato è un enorme errore sgridare il cane che ha bofonchiato un ringhio al bambino dispettoso (non dimentichiamo mai che nella maggior parte dei casi è il cane ad essere vittima del bambino e che quindi ha diritto a tutta la nostra comprensione), è molto importante educare il cane a rispettare il nostro piccolo uomo e a considerarlo come parte integrante della famiglia.

Supervisione

La parola d’ordine per eccellenza sempre, in qualunque momento. Supervisione non vuol dire riempirsi di inutili preoccupazioni ma impostare regole chiare sin dal primo giorno e farle rispettare quotidianamente da ognuno. Vuol dire insomma non lasciare nulla al caso. Così facendo tra i due cuccioli di casa nascerà qualcosa di speciale e magico che nessuno potrà mai togliergli: l’amicizia più bella e duratura del mondo, quella tra cani e uomini!

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Le interazioni tra cani: come possono andare d’accordo?

Doge Store - Le interazioni tra cani

Le interazioni tra cani sono fondamentali affinché questi animali possano socializzare, imparare gli uni dagli altri, crescere e divertirsi. Come possono però i cani imparare ad andare d’accordo tra di loro?

Nella maggior parte dei casi i padroni hanno paura di gestire il proprio cane in maniera inadeguata e di conseguenza sono restii all’idea di liberare il proprio animale e farlo socializzare con gli altri amici a 4 zampe. A lungo andare questa paura può diventare molto dannosa sia per il benessere dell’animale che per la sua socializzazione con altri simili.

Quelli che vogliamo darvi oggi sono dei piccoli consigli per prendere fiducia ed evitare che i vostri amici diventino degli animali poco socievoli.

Cosa è fondamentale per le interazioni tra cani?

Il concetto principale da tenere sempre a mente per il bene del nostro cane è l’importanza che la confidenza nei confronti degli altri simili ha nella sua vita. E’ bene quindi lasciarlo socializzare ponendo sempre molta attenzione al modo in cui si comporta con gli altri.

Per poterlo lasciare libero di socializzare però dobbiamo aver presente le regole che esistono nel mondo animale.

Le regole fondamentali

La prima di questa è la gerarchia: quando sentiamo parlare di “cane alpha”, “cane beta” e via dicendo, ci si riferisce proprio a questo. Nel mondo animale infatti esistono delle vere e proprie scale gerarchiche. Essere in grado di capire (e far capire al nostro amico) chi dei cani presenti al momento della socializzazione è l’animale dal carattere più forte permetterà, a noi e al nostro amico, di capire fino a che punto saranno in grado di andare d’accordo.

Come capire la gerarchia? Nel modo che ci sembra più assurdo: attraverso lo scontro. Mettere il nostro amico nelle condizioni di essere trascinato via ogni volta che vorrà abbaiare, ringhiare o allontanare in qualche modo i suoi simili infatti, gli insegnerà a non trattenersi dalla lite. La conseguenza sarà una mancanza di limiti per i quali il nostro amico tenderà a maturare un carattere scontroso nei confronti degli altri cani.

Al contrario, lasciarlo “libero” di esprimere il suo disappunto (senza rischiare ovviamente dei veri e propri litigi) farà sì che il nostro amico a quattro zampe impari ad allontanare da sé situazioni sgradevoli con i suoi simili.

L’amicizia: uno scambio continuo

Un’altra cosa molto utile da sapere è che ogni animale prende qualcosa da un suo simile e a sua volta insegna qualcosa ad uno di loro. Avviene cioè un interscambio molto interessante.

Affinché questo avvenga però è fondamentale il comportamento del padrone. Attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti, i comandi o anche attraverso la mancanza di alcuni di questi fattori infatti, il padrone non fa altro che segnalare al cane delle indicazioni che egli recepisce e che cambiano ovviamente il suo atteggiamento.

Lo stato d’animo del padrone quindi è fondamentale: la direzione nella quale si muove (andando incontro o al contrario allontanandosi da altri cani, ad esempio) o il modo in cui tiene il guinzaglio sono input ben precisi che il cane recepisce come comandi. Tutti questi nostri comportamenti influenzano la reazione del nostro amico alla presenza di altri simili.

A tal proposito l’ambiente stesso è importantissimo: trovarsi con altri animali in spazi piccoli ridurrà necessariamente la possibilità di movimento e aumenterà la pressione che il nostro amico potrebbe percepire in fase di socializzazione. Al contrario, uno spazio più grande permetterà ai nostri amici di non subire pressioni e a noi padroni di avere una più ampia possibilità di movimento (nonché maggior capacità di allontanamento!).

 

Naturalmente questi sono solo dei piccoli consigli che bisogna tenere a mente quando portiamo a spasso il nostro amico. Qualora il vostro abbia un carattere abbastanza diffidente è sempre bene rivolgersi ad istruttori esperti per insegnargli a socializzare con i suoi simili!

Con questa buona dose di suggerimenti cogliamo l’occasione per farvi tanti auguri di buone feste a voi e… ai vostri cuccioloni!

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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!