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Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione

Doge store - Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione per il periodo primaverile

Se avete un cane avrete certo sentito parlare delle processionarie e di quanto siano letali per i nostri amici a quattro zampe.Doge Store - Nido di processionarie

Doge store - ProcessionarieLe processionarie sono falene allo stato larvale chiamate così poiché note per strisciare sul terreno una dietro l’altra, come in processione appunto. Questo bruco, lungo circa 4 cm, è ricoperto da migliaia di peli urticanti e lunghi che contengono una sostanza irritante per l’uomo e addirittura fatale per gli animali quando vi entrano in contatto.

Questi peli vengono rilasciati dalla larva quando si sente in pericolo e possono anche essere trasportati dal vento. A causa della loro forma a uncino rimangono facilmente aggrappati alla vittima creando irritazioni.

Il periodo in cui è possibile imbattersi nelle processionarie è in primavera, prevalentemente tra marzo e maggio, in particolare attorno a pini e querce, anche se non è insolito trovarle in strada o identificare nidi di processionarie anche su castagni, cedri, noccioli, faggi e betulle. In ogni caso, le piante predilette dalle processionarie sono giovani.

Cani e processionaria: i sintomi

Gli animali che più di frequente entrano in contatto con le processionarie, brucando l’erba o annusando il terreno, sono cani e cavalli.

Quando gli animali ingeriscono i peli urticanti delle processionarie manifestano immediatamente una serie di sintomi:

  • improvviso aumento della salivazione
  • ingrossamento della lingua
  • vomito e diarrea emorragica
  • necrosi della parte che è venuta in contatto con l’insetto
  • febbre
  • rifiuto del cibo
  • dolore

Nei casi più gravi l’ingrossamento della lingua può essere tale da provocare soffocamento e la necrosi della stessa può portare alla perdita di porzioni di lingua.

Cani e processionarie: i rimedi

Quando cani e processionarie entrano in contatto è necessario portare immediatamente l’animale dal veterinario.

E’ possibile però intervenire con qualche piccola ma importante operazione:

  • allontanare il cane dalle processionarie per evitare che entri in contatti con altre;
  • se presente, cercare di togliere l’insetto dal muso utilizzando dei guanti per evitare di entrarvi in contatto anche voi;
  • sciacquare abbondantemente il muso e la bocca dell’animale con una soluzione di acqua e bicarbonato.

Cani e processionarie: prevenire e meglio che curare!

Il miglior modo per prevenire il contatto con questi insetti e le relative conseguenze è assicurarsi di non avere nel proprio giardino nidi di processionarie.

Se siete soliti lasciare il vostro amico libero durante le passeggiate, tenetelo lontano dagli alberi, soprattutto pini, cedri e querce e controllatelo sempre. All’occorrenza, se dovesse ritenersi necessario, purtroppo l’utilizzo della museruola potrebbe rendersi necessario per evitare le spiacevoli conseguenze di questo brutto incontro.

Disinfestazione

La disinfestazione dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2007 e, essendo nociva anche per l’uomo, deve essere svolta dal Corpo forestale o da professionisti della disinfestazione. Se i peli della processionaria vengono a contatto con la nostra pelle infatti, possono scatenare reazioni epidermiche e allergiche. Se inalate invece possono addirittura causare reazioni infiammatorie locali particolarmente pericolose per i più sensibili. Come nel caso dei nostri amici a quattro zampe, in caso di contatto si consiglia di lavare abbondantemente la zona interessata per rimuovere i peli e consultare immediatamente un medico.

Esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, tra le quali la rimozione manuale dei nidi durante l’inverno prima che le larve escano dal nido, attraverso l’utilizzo di insetticidi oppure con l’utilizzo di trappole ai feromoni, che attraggono i maschi riducendo quindi la possibilità di procreazione.

E’ importante tenere presente che le processionarie sono pericolose anche se morte: i peli infatti mantengono la loro capacità urticante anche se la larva non è più in vita. Occhio quindi anche alle passeggiate in strada!

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Passeggiata col cane: qual è il guinzaglio migliore?

Doge Store - Il guinzaglio migliore per una buona passeggiata col cane

Nello scorso articolo vi abbiamo dato 4 buoni consigli per far sì che la vostra passeggiata col cane sia perfetta per entrambi.

In molti ci avete posto domande e dubbi riguardo l’utilizzo e la scelta del guinzaglio adatto alle passeggiate. Che ne dite di approfondire insieme l’argomento?

Guinzaglio lungo o corto?

Come vi abbiamo accennato, utilizzare un guinzaglio un po’ più lungo durante una passeggiata col cane presenta molti vantaggi rispetto ad uno più corto.

Le normative riguardanti le passeggiate in luoghi pubblici obbligano i padroni ad avere il cane a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Questo è dovuto ai potenziali classici pericoli che potrebbero presentarsi: incontri con altri animali, bambini piccoli, attraversamenti pedonali e via dicendo.

Se queste normative sono sensate e vanno indubbiamente rispettate, è anche vero però che nel caso in cui si presenti la situazione adatta, avere la possibilità di lasciare un po’ più di corda al nostro amico regala un’esperienza meravigliosa (come meravigliose saranno le successive) ad entrambi.

Vediamo nello specifico perché!

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

Quando è possibile, servirsi di un guinzaglio più lungo durante una passeggiata col cane regala al nostro amico un’esperienza di libertà. Questa sensazione gli permette di avere più spazio a disposizione, potendo inoltre muoversi col suo ritmo, a un’andatura a lui più congeniale e non necessariamente al nostro passo.

Alta tensione

La tensione di un guinzaglio tirato per la maggior parte del tempo genera inquietudine nel nostro cane. Immaginate di avere un guinzaglio corto agganciato al collare di un amico a quattro zampe giocherellone, col passo leggermente più veloce del nostro: entro pochi passi avrà tirato tutta la corda e comincerà a sentire la tensione del guinzaglio.

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di tensione del guinzaglio nei cani li abitua a tirare… hai voglia a dirgli di non farlo: è inconsciamente un insegnamento che gli diamo noi creando quell’inquietudine da guinzaglio! Questa particolare diseducazione è stata comprovata: i cani che si abituano a passeggiare con un guinzaglio un po’ più lungo perderanno il vizio di tirare. Provare per credere!

You’ve got a friend in me!

Lo sappiamo, per i nostri cani le interazioni sono importantissime. Dargli una più ampia possibilità di movimento lo aiuterà a socializzare molto di più con le persone e con gli altri cani. Non solo, questa ritrovata serenità ci darà modo di avere un miglior rapporto e una migliore comunicazione con lui e questo renderà entrambi più felici.

Parola di Doge!

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Il rapporto col cane cambia il nostro modo di essere

Doge Store - Il rapporto col cane ci migliora

Avete mai notato che chi ha un rapporto con un cane ha un’attitudine diversa a relazionarsi con le altre persone? Tutto ciò ha una spiegazione ben precisa ed è esattamente l’argomento che vi proponiamo oggi!

Come ragionano i cani?

L’errore più grande che possiamo commettere è pensare che il cane abbia la capacità di capire ogni singola parola che gli rivolgiamo. Come disse Albert Einstein, “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”… Senza renderci conto che se ci aspettiamo di poter avere un rapporto col cane proprio come potremmo averlo con un conoscente forse lo sciocco non è il nostro amico a quattro zampe, poverino!

Al contrario il cane ha tutto un altro modo di ragionare e pensare. Come abbiamo potuto leggere nello scorso articolo, i cani hanno un modo di associare gesti, odori e immagini visive molto simile al nostro, ciò non toglie però che non sono in grado di capire il significato di ogni parola che gli rivolgiamo. Questo è possibile solo se ad ogni parola è associato qualcosa che lui percepisce come comando, e quindi come conseguenza di un impegno educativo nei suoi confronti.

Ma siamo sicuri che sia solo il nostro cane a imparare qualcosa di nuovo?

Il rapporto col cane cambia le nostre abitudini

In realtà nel momento stesso in cui instauriamo un rapporto col cane non facciamo altro che cercare una maniera congeniale a entrambi per capire ed essere capiti. Questo comporta indubbiamente un impegno da parte nostra.

Un esempio calzante può essere il rapporto con un figlio piccolo: è difficile insegnargli delle regole ricoprendolo con una grande quantità di parole di cui non capisce il significato. Molto più funzionale, nei primi mesi, è insegnargli il significato di parole semplici, utilizzare il giusto tono di voce, servirsi del linguaggio non verbale come ad esempio quello dello sguardo.

Le stesse identiche tecniche funzionano alla perfezione anche per creare empatia e comprensione nel nostro rapporto col cane.

In che modo il rapporto col cane ci migliora?

Avere quest’attitudine a trovare maniere differenti di esprimerci ci rende più inclini a metterci “nei panni dell’altro”.

Questo modo di essere, questa propensione all’andare in contro, questo impegno nel capire il punto di vista altrui ci dona un impagabile stile di vita. La nostra predisposizione a comprendere l’altro – anche quando l’altro appartiene ad un’altra specie –  ci rende amici, partner, persone migliori, degne di quell’empatia che forse solo il rapporto con un cane poteva regalarci!

 

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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!

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Sei cuccioli di cane sopravvissuti cercano casa

Doge - Cuccioli di cane cercano casa

Sono sei i cuccioli di cane ritrovati che sono sopravvissuti in una cava nella provincia romana: sei cuccioli di una randagia che vive a sud delle capitale.

Si chiamano Ginevra, Morgana, Isotta, Isadora, Costanza e Lancillotto. Hanno vissuto fino ad ora in una cava abbandonata, salvati dal Gruppo Enpa dei Castelli Romani. Ora sono alla ricerca di qualcuno che si prenda cura di loro e gli dia una vita dignitosa e felice, facendogli sentire tutto il calore umano al quale non sono abituati.

Cuccioli di cane: l’appello di Giovanna Riccardelli

“Non avendo quasi per nulla avuto conoscenza diretta con gli umani nel periodo più importante per la loro  socializzazione, mostrano, chi più chi meno, molta paura e disagio nell’approccio immediato con le persone, pur non essendo mai aggressivi. Cosa cerchiamo per loro? Padroni o altre associazioni di volontariato che abbiano degli educatori che possano lavorare su questi cani”. Si tratta di un vero e proprio appello lanciato a “tutti coloro che vogliano sostenere questi cuccioli nel loro recupero, per garantirgli una vita felice”

Chi sono questi meravigliosi cuccioli di cane?

I sei cuccioli hanno circa 10 mesi di età e sono una futura taglia media: sono ancora piccoli e indifesi ma diventeranno cani grandi con un peso tra i 22 ed i 25 chili.

Come adottarli? Serviranno, come affermato da Giovanna Riccardelli di Enpa “persone empatiche che abbiano già avuto esperienza con i cani ma anche voglia e disponibilità ad attendere i loro tempi di adattamento, che potrebbero essere anche relativamente lunghi. Ancor meglio se in casa ci sono altri cani, equilibrati, strutturati e socievoli che possano dar loro il buon esempio”.

Per aiutarli a vivere e tornare a fidarsi degli esseri umani servirà grande calore e persone che amano questi animali: per adottarli chiamate il numero 366.25.22.013, oppure potete comunicare via mail con giovannariccardelli@gmail.com e via Whatsapp al 329.24.21.255.

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Cani in lutto: nasce il primo rifugio a Bracciano

Doge - Cani in lutto

Cani in lutto per la perdita dei padroni? Fortunatamente ora c’è chi si prende cura di loro, grazie all’intuizione di Daniela Salvi, etologa e responsabile della formazione degli insegnanti e degli istruttori cinofili della Protezione Civile e della Polizia.

La molla è scattata grazie a una telefonata: “Quando mi hanno chiamato era troppo tardi”, racconta la donna parlando della storia di un cane morto di fame in un canile perché rifiutava il cibo. Perché sì, anche gli animali possono soffrire di depressione, e in questo caso è stato proprio questo sentimento di tristezza spingerlo a rifiutare il cibo.

“Allora mi sono chiesta – continua Daniela – che fine fanno i cani che restano orfani della persona con cui hanno vissuto per lungo tempo? Molti passano in un attimo dal divano di casa a un canile, lasciandosi lentamente morire”.

A Bracciano la prima casa di riposo per cani in lutto

Nasce così la prima pensione per i cani che hanno perso il loro padrone, una sorta di luogo dove questi animali vengono coccolati e accuditi dopo aver perso i propri cari: lo scopo e la mission del rifugio è quello di permettere a questi animali che soffrono di trovare conforto e ristoro in un luogo in cui vengono accuditi, curati e laddove necessario accompagnati negli ultimi giorni di vita. Per questo motivo è nata a Bracciano, a pochi chilometri da Roma, questa casa di riposo per cani senza padroni.

“Attualmente abbiamo tre cani e altri tre sono in arrivo – spiega Daniela Salvi. Uno, Nebbia, che era anziano e molto malato, è morto dopo 15 giorni, ma è valsa comunque la pena stargli accanto e prendersi cura di lui. L’ unico discrimine per accettarli è che non devono essere aggressivi o creare problemi con gli altri cani. Questo è il posto adatto per loro. C’è un giardino di un ettaro recintato dove la mattina vengono lasciati liberi di stare al fresco degli alberi o a riposare”.

Questo meraviglioso mondo chiamato Baffi d’argento ha preso vita anche grazie a piccole e grandi donazioni, sempre utili e necessarie, ma non solo: per sostenere l’attività il personale offre servizi di toelettatura, pensione casalinga e training con metodo gentile. “Con Baffi d’argento vogliamo far riflettere che anche la morte di un cane va affrontata. Molti li lasciano morire soli. E’ importante invece accompagnarli verso le fine seguendo e rispettando il processo naturale. E far vedere che anche i cani orfani possono avere una seconda vita”.

 

Che dire, un’iniziativa e un’umanità degne di nota a cui non potevamo non dedicare la nostra attenzione!

 

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Abbandono dei cani, gli angeli degli animali a quattro zampe

Abbandono cani

Abbandono dei cani, una pratica barbarica sempre più frequente con l’avvicinarsi dell’estate: sempre più spesso molte persone si trovano ad abbandonare i cani per differenti motivi, tutti però legati alla scarsa coscienza dei rischi per l’uomo e l’animale, dei rischi pecuniari e di scarso rispetto per la vita dei nostri amici a quattro zampe.

Ovviamente l’abbandono dei cani è ormai reato e in una società sempre più sensibile e rispettosa nei confronti degli animali, l’incuria e la negligenza nei loro confronti diventano comportamenti da condannare duramente. Soprattutto nei mesi estivi assistiamo ad una crescita esponenziale di casi di abbandono: cani lasciati in condizioni pietose negli appartamenti mentre i padroni si godono le loro vacanze o peggio ancora abbandonati in strada.

Abbandono dei cani: gli angeli custodi esistono e sono umani

Esistono per fortuna dei veri e propri angeli custodi, persone di gran cuore che vanno in soccorso dei nostri amici a quattro zampe portandoli al sicuro e al riparo. Amiamo definirla una vocazione e una coppia degna di nota e molto importante per questo compito è sicuramente quella rappresentata da una famiglia di Vaccarolo, una località nel bresciano. Si tratta di Walter e Graziella, che nella loro casa di campagna accolgono, curano e regalano amore a quelle che ritengono creature di Dio.

Walter e Graziella, angeli custodi dei nostri amici a quattro zampe

Come detto questi due signori amano molto i loro animali, ma non solo: si sono offerti di accudire cani e gatti maltrattati o abbandonati di molta gente prendendoli sotto la loro ala protettrice. Queste sono state le dichiarazioni dei due riguardo l’abbandono dei cani, una condanna forte nei confronti di chi è totalmente irrispettoso di queste creature. Li lasciano lì “come un pacco che un postino recapita dopo aver suonato il campanello” dice la donna riguardo un abbandono recente che si è trovata ad affrontare, “poi la persona che mi ha lasciato la cagnolina dopo avermi detto il nome non l’ha degnata di uno sguardo. Non una carezza per quella bestiolina che di certo negli anni le avrà concesso fedeltà, amore, che le avrà scodinzolato attorno, abbaiato per la gioia di vederla. La persona allontanandosi ha biascicato qualcosa tipo «è di razza», come se il valore aggiunto facesse differenza. E con l’abbandono è stata ripagata”.

Questa la storia di a Mia, una cagnetta dal manto bianco sempre fedele al suo padrone ripagata con l’abbandono. Una cagnetta fortunata ad aver trovato riparo nell’asilo di Walter e Graziella, che passano le loro ferie estive a ricercare cani sul ciglio della strada per salvarli e accudirli. Una bestiolina tenera che grazie all’appello dei due ha trovato subito una nuova famiglia piena di amore da darle.

Non solo angeli custodi, ma una vera e propria garanzia

Oltre a salvare ed accudire cani abbandonati, questa coppia accetta ogni bestiolina purché non venga lasciata in strada, offrendosi di accudirla: anziché mettere a rischio la vita dei nostri amici a quattro zampe quindi è possibile rivolgersi a loro. Il cane è il migliore amico dell’uomo, e per fortuna qualche persona mette al suo servizio la propria vita per dargli l’amore di cui ha bisogno.

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Come proteggere il vostro cane dal caldo?

Cane-Caldo-proteggere

Estate, caldo torrido soprattutto nelle città e di giorno, temperature bollenti ed afa: una situazione che oltre ad essere fastidiosa per l’essere umano può risultare addirittura dannosa per i nostri amici a quattro zampe. Come possiamo proteggere il nostro cane dal caldo asfissiante dell’estate? Quali precauzioni prendere per far sì che non soffra di malori estivi dovuti all’eccessiva temperatura ed umidità dell’aria? Seguite i nostri utili consigli e non ve ne pentirete!

Come proteggere il cane dal caldo? Primo consiglio: non fatelo affaticare

Il caldo rende arduo ogni lavoro, ogni movimento e per gli animali può essere rischioso poiché potrebbero incorrere in colpi di calore se posti a sforzo in maniera eccessiva. Per questo motivo evitate di portare a spasso il vostro animale nelle ore più calde, ossia nella fascia oraria che va dalle 12 alle 15: insegnategli ad uscire quando le temperature sono più fresche.

Se notate inoltre che ha il respiro affannato o lo vedete stanco e affaticato evitate di farlo camminare o correre: è essenziale per la prevenzione della salute del cane non farlo stancare eccessivamente, anche se l’animale può sembrare voglioso di correre o giocare. Evitiamo di farlo in ore calde e la sua salute ne beneficerà.

Come proteggere il cane dal caldo? Secondo consiglio: fatelo bere molto

Uno dei consigli più utili in periodi di caldo eccessivo è quello di mettere sempre a disposizione del cane una ciotola di acqua fresca, senza ghiaccio ma sempre abbondante e pulita per farlo rifocillare. Bere acqua fresca infatti aiuta l’animale ad abbassare la propria temperatura corporea ed inoltre lo assiste nella respirazione e nel recupero dei liquidi persi. Se lo vedrete bere più del solito non preoccupatevi, è positivo che il cane beva e mangi soltanto quello che gradisce.

Anche sotto l’aspetto del cibo è meglio durante la stagione estiva preparare composti umidi che possano stimolare il suo appetito. Non è infatti una novità che il caldo eccessivo possa portare l’animale a mangiare meno e soltanto nelle ore più fresche per non appesantirsi. Altro consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di non forzarlo a mangiare e soprattutto non costringerlo a mangiare determinati alimenti perché potreste ottenere l’effetto contrario a quello desiderato.

Come proteggere il cane dal caldo? Ultimo consiglio: una bella nuotata

L’ultimo consiglio che desideriamo darvi è quello di portare il vostro cane a nuotare. Sì, avete capito bene: esistono ormai in ogni città piscine e spiagge attrezzate per venire incontro alle necessità di chi ha un animale a quattro zampe. Una bella rinfrescata non potrà che fare bene al cane, facendolo al tempo stesso divertire: il vostro amico apprezzerà!

Servendoci di questi piccoli rimedi e precauzioni faremo sì che il nostro amico a quattro zampe non soffra di malori per via del caldo eccessivo di queste torridi estati.

E se non ne avete ancora abbastanza, per rendere il vostro cane ancora più unico date un’occchiata alla Collezione Doge-Dog Empathy: una medaglietta personalizzata o un magnifico gioiello di design in argento non lo faranno passare di certo inosservato!

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Perché il cioccolato fa male ai cani? Doge-Dog Empathy risponde

scopriamo insieme perché il cioccolato fa male ai cani e quali sono i sintomi

Dopo una Pasqua da campioni, si sa che le case degli umani sono invase da uova di cioccolato. Ma nonostante gli occhioni imploranti dei nostri amici a quattro zampe, dovremmo resistere alla tentazione di concedergliene troppo: perché il cioccolato fa male ai cani, sul serio! Ecco quali sono i maggiori disturbi che può causare.

Occhio alla tavola imbandita: dolci e grassi sono nocivi per i cani!

Per quanto possiamo fare attenzione, capita spesso che i nostri cani ingeriscano cibi non esattamente adeguati alla loro alimentazione. Di certo non possiamo vegliare h24 sulla loro dieta, ma possiamo scegliere con cura ciò che concediamo loro.

È piuttosto frequente infatti, soprattutto durante le festività, che i nostri amici a quattro zampe si trasformino in squaletti pelosi durante pranzi e cene tra amici e parenti, aggirandosi intorno alla tavola imbandita per guadagnare qualche bocconcino prelibato.

Ma quanto potremmo pagare questa concessione fatta al nostro Fido? È davvero il modo giusto per farlo sentire parte della famiglia? Cosa succede se il nostro cane ingerisce del cioccolato, ad esempio? E perché il cioccolato fa male ai cani?

Un alimento dannoso: ecco perché il cioccolato fa male ai cani

Partiamo dall’ultima domanda: perché il cioccolato fa male ai cani? Per una ragione molto semplice: perché contiene la teobromina, una sostanza eccitante, presente nel cacao e considerata tossica per l’organismo dei nostri amici a quattro zampe se ingerita in grandi quantità.

Gli effetti che questo tipo di molecola può avere cambiano molto fra umani e animali: se infatti il nostro corpo è in grado di metabolizzarla in 7 ore, beneficiandone in termini di attività cardiaca e cerebrale, nei cani la reazione chimica dura molto più a lungo, ripercuotendosi in modo negativo sul sistema nervoso centrale.

Concedere quindi un pezzo di cioccolata al nostro amico peloso può essere tutt’altro che una coccola, o un premio. Al contrario, potrebbe esporlo ad una serie di problematiche legate all’avvelenamento da cioccolato che, in alcuni casi, può rivelarsi letale. Cosa succede quindi se il nostro cane ingerisce del cioccolato? Scopriamo insieme i sintomi di una possibile intossicazione.

L’intossicazione da cioccolato: i sintomi

Se il nostro cane ha ingerito – a nostra insaputa, chiaramente – grandi quantità di cioccolato, i primi sintomi potrebbero comparire dopo le prime 6/12 ore dall’evento. Le avvisaglie sono riconoscibili in:

  • iperattività e irrequietezza
  • tremori muscolari
  • diarrea
  • vomito
  • aumento della temperatura corporea
  • respiro affannoso
  • aumento della pressione arteriosa
  • convulsioni
  • minzione frequente

Nel caso in cui vengano riconosciuti questi sintomi, è necessario innanzitutto indurre il rigurgito al nostro amico golosone entro due ore dall’ingestione, per poi rivolgersi tempestivamente al veterinario.

Da cosa dipende l’intossicazione da cioccolato?

Per non creare falsi allarmismi è necessario chiarire prima di tutto un punto focale: il nostro cane non rischia l’avvelenamento se assume un quantitativo minimo di cioccolato. Quindi no panic: un quadratino di cioccolato non sarà letale per i nostri amici pelosi.

Come riportato su un articolo molto interessante di adnkronos sul perché il cioccolato fa male ai cani infatti, l’intossicazione da cioccolato dipende da una serie di parametri.

  • Stazza: l’organismo dei cani di piccola taglia sopporta meno gli effetti del cioccolato.
  • Età: gli amici a quattro zampe più anziani sono più esposti all’avvelenamento, a causa del funzionamento rallentato del loro metabolismo.
  • Quantità di cioccolato ingerita: un biscotto al cioccolato non è letale, per quanto pieno di zuccheri e grassi. Ma un’intera ciotola lo è, eccome!
  • Tipologia di cioccolato ingerita: il cioccolato fondente è più pericoloso rispetto a quello bianco o al latte, a causa della maggior concentrazione per grammo di dimetilxantina.

Quale cioccolato concedere al nostro cane?

Se proprio non riusciamo a resistere allo sguardo tenero e furbacchione del nostro amico a quattro zampe, possiamo almeno selezionare quale tipo di cioccolato concedere per evitare danni collaterali. Scegliere infatti un cioccolato con una minore percentuale di cacao ci consentirà di accontentare la richiesta, senza provocare effetti indesiderati.

Prima di passare in rassegna le tipologie di cioccolato e le quantità consentite, vi proponiamo una veloce lezione di matematica: potremo in questo modo capire perché il cioccolato fa male ai cani, e quali dosi sono letali per i nostri amici.

Secondo studi scientifici, la dose mortale è di 330 mg di teobromina per kg di peso corporeo. Se consideriamo che nel cacao possiamo riscontrare dallo 0,6 al 2% di questa sostanza, la dose letale per il cane di 10 chili è di circa 235 grammi di cacao. Scegliere tipologie di cioccolato con livelli di cacao più bassi può quindi aiutare a scongiurare l’intossicazione.

  • Cioccolato bianco: contenendo livelli molto bassi di teobramina, questa tipologia di cioccolato espone il nostro cane ad un rischio di intossicazione quasi nullo. Un cane di 10 chili dovrebbe infatti ingerire circa 25 chili di cioccolato bianco per avvelenarsi.
  • Cioccolato al latte: la quantità tossica minima di questo tipo di cioccolato è di circa 40 grammi per chilo di peso corporeo. Ad un cane di 10 chili sono sufficienti quindi circa 400 grammi di cioccolato al latte per rischiare l’intossicazione.
  • Cioccolato semi-dolce: la proporzione di tossicità di questa tipologia di cioccolato è di circa 16 grammi per chilo. Ciò vuol dire che 160 grammi potrebbero essere dannosi per l’organismo di un cane che pesa 10 chili.
  • Cioccolato fondente: presentando livelli di teobromina molti alti, questa tipologia di cioccolato è sicuramente la più dannosa per i nostri amici a quattro zampe. Appena 63,78 grammi di cacao amaro sono infatti sufficienti per produrre sintomi in un cane di 10 chili.

Per quanto difficile possa essere, dobbiamo prima di tutto noi umani educarci a non cedere alle richieste dei nostri amici pelosi e golosi, tentando di trovare nuovi metodi per coccolare i nostri cani.

Doge-Dog Empathy ha la soluzione: che ne dite di una medaglietta personalizzata per il vostro Fido della Collezione Doge-Dog Empathy? O un magnifico gioiello di design in argento? Pensateci: almeno non lo mangerebbe!

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Winter tips: le 7 regole per proteggere dal gelo il proprio cane

Winter tips: le 7 regole per proteggere dal gelo il proprio cane

Il gelo di questi giorni ha messo a dura prova molti di noi e le temperature polari di Burian sono state l’argomento principale di conversazione della settimana appena trascorsa. Tuttavia, non sono solo gli esseri umani a soffrire il freddo! Anche i nostri amici a quattro zampe risentono del gelo e dell’alto tasso di umidità. Per far fronte nel migliore dei modi a questa ultima (speriamo) ondata di freddo, Doge-Dog Empathy vi propone alcuni consigli per proteggere dal gelo il proprio cane.

1. Considera le caratteristiche e le abitudini del tuo cane

Prima di parlare di come proteggere dal gelo il proprio cane, bisogna ricordare che i nostri amici a quattro zampe risentono del freddo in modo diverso a seconda della razza, della taglia, ma soprattutto dell’età.

I cuccioli e i cani più anziani infatti, oltre ad essere più soggetti a patologie, saranno più freddolosi dei loro amici giovani e forti.

Nel caso di cani adulti e in forze, il freddo non è comunque un buon alleato. Per quanto infatti i nostri compagni di avventure (di taglia media e a pelo lungo) possano tranquillamente vivere all’esterno con un buon riparo fino a 4°C, necessitano allo stesso modo di accorgimenti per far sì che il gelo non diventi causa di sofferenza. Vediamoli insieme!

2. Assicura al tuo cane un riparo idoneo

Come abbiamo detto, i nostri cani possono essere più o meno “freddolosi”: questo dipende dall’età ma anche dalla taglia e dalle caratteristiche della razza.

Se infatti razze come il Pastore tedesco, il San Bernardo, il Maremmano, l’Husky o il Terranova siano maggiormente abituate alle temperature invernali, i cani di taglia piccola o nana e razze come Rottweiler,  Dobermann, Pinscher, Boxer e Beagle soffrono di più il freddo. È quindi necessario proteggere dal gelo il proprio cane nonostante l’abitudine alle basse temperature.

Come sappiamo, in Italia ogni regione ha il proprio regolamento in merito alla tutela degli animali, i cui punti salienti possono essere riassunti come segue.

  1. È vietato la detenzione a catena, sia fissa che mobile.
  2. È necessario provvedere ad un riparo per gli animali che vivono all’esterno: pulito, asciutto e non esposto a correnti.
  3. la cuccia deve essere impermeabilizzata, ben coibentata e deve presentare all’interno un rialzo in plastica o legno.
  4. la cuccia deve presentare un’apertura verso l’esterno, per consentire illuminazione e ventilazione.
  5. in caso di spazi delimitati, essi non devono avere una superficie inferiore agli 8 metri quadri.

3. Assicura al tuo cane un’alimentazione bilanciata

Chiaramente anche il cibo concorre a proteggere dal gelo il proprio cane. Un’alimentazione corretta aiuterà infatti in nostro amico a quattro zampe a mantenere costante la temperatura corporea, grazie all’apporto equilibrato tra proteine e grassi.

Anche in questo caso, il bilanciamento corretto dipende dalla razza e dalle abitudini del nostro cane. Se il nostro pet è abituato a vivere all’esterno, ricordiamo di aumentare le quantità di carne e il livello di grassi in esso presente. Se invece il nostro amico a quattro zampe vive in casa con noi, sarà altrettanto necessario incrementare i livelli di proteine, vitamine e minerali, senza tuttavia aumentare le quantità di cibo: potrebbe essere una buona idea ad esempio inserire nella dieta dello yogurt o del rosso d’uovo.

Come sempre, ricordiamo che qualsiasi modifica delle abitudini alimentari non deve essere repentina, ma graduale. Consigliamo inoltre di confrontarsi con il veterinario, nel caso in cui si renda necessaria la somministrazione di integratori proteici e minerali, per un maggiore apporto di omega 3 e 6, zinco e rame.

4. Controlla la ciotola dell’acqua del tuo cane

In genere si presta particolare attenzione alla ciotola dell’acqua solo in estate: sempre piena, sempre fresca. La realtà è ben diversa: anche in inverno la ciotola dell’acqua del proprio cane deve essere monitorata da vicino, esattamente come in estate.

Per evitare sgradevoli sorprese, è bene dunque fare caso a pochi elementi, ma fondamentali.

  1. Materiale della ciotola: utilizzate ciotole che siano realizzate in materiali non conduttori. La plastica è perfetta, mentre il metallo è assolutamente sconsigliato. La lingua del cane potrebbe infatti attaccarsi alla ciotola nel momento in cui il nostro amico beve.
  2. Stato dell’acqua: controllate sempre che l’acqua sia pulita e soprattutto non sia congelata: bere acqua troppo fredda infatti non fa bene al nostro cane. Per ovviare alla problematica, esistono in commercio ciotole riscaldate per l’esterno. Un’ottima soluzione per i nostri amici abituati a vivere all’esterno!

5. Non rinunciare alla passeggiata quotidiana

Sebbene la voglia – sia nostra che del nostro cane – di uscire in giornate particolarmente fredde non sia proprio ai massimi livelli storici, è comunque importante mantenere questa abitudine, soprattutto per gli amici a quattro zampe che vivono in casa. Per prevenire obesità e problematiche legate alla digestione è infatti consigliabile un esercizio fisico di minimo 30 minuti al giorno.

È chiaro che la stagione invernale porta con sé una serie di accorgimenti particolari utili per proteggere dal gelo il proprio cane senza che la routine giornaliera venga troppo modificata. Vediamoli insieme.

  1. Fare passeggiate più brevi del solito, ma più frequenti.
  2. Scegliete percorsi privi di neve o ghiaccio.
  3. Fare attenzione al sale e agli altri agenti chimici utilizzati per accelerare lo scioglimento della neve.

6. Proteggi le zampe del tuo cane

Essendo la passeggiata quotidiana molto importante, è necessario prestare particolare attenzione per proteggere dal gelo il proprio cane e le sue zampine. Nel caso in cui non sia possibile evitare percorsi con ghiaccio e neve, portate con voi un asciugamano per rimuovere di tanto in tanto la neve dalle zampe e dai polpastrelli.

È utile inoltre considerare che alcune razze sono meno affini al gelo (e alle scarpette) di altre: trattate quindi le zampe dei vostri cani di taglia piccola o nana con particolari lozioni (meglio se naturali), vasellina o E45. Questo aiuterà ad ammorbidire i polpastrelli e ad evitare tagli e lesioni.

Infine, ricordate sempre di tenere ben curato il pelo intorno ai polpastrelli del vostro amico a quattro zampe: palline di ghiaccio o neve potrebbero provocare infatti dolorose conseguenze. Meglio non rischiare!

7. Attenzione alla toelettatura

Posto che la cura del nostro amico a quattro zampe passa 365 giorni l’anno per la sua igiene, in inverno è necessario prestare attenzione alla problematica “umidità”. Soprattutto per i cani abituati a vivere all’esterno infatti, il bagno potrebbe essere pericoloso: asciugare completamente il pelo del nostro pet non è mai semplice, lo sappiamo bene! Inoltre, lavare troppo spesso il nostro cane potrebbe comportare una perdita degli oli protettivi naturalmente presenti sulla cute, causando così secchezza e desquamazioni.

Come ovviare quindi alla problematica, mantenendo comunque pulito il nostro cane? Ecco tre possibilità.

  1. Lavare il cane a secco.
  2. Lavare il cane al coperto, con brevi bagni di acqua calda e asciugarlo rapidamente.
  3. Spazzolare di frequente il cane, per fare in modo che il sottopelo si rinnovi.

Proteggere dal gelo il proprio cane è uno dei doveri del padrone modello: proprio come impreziosire il suo collare con i gioielli in argento personalizzabili della collezione DOGE!