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Il rapporto col cane cambia il nostro modo di essere

Doge Store - Il rapporto col cane ci migliora

Avete mai notato che chi ha un rapporto con un cane ha un’attitudine diversa a relazionarsi con le altre persone? Tutto ciò ha una spiegazione ben precisa ed è esattamente l’argomento che vi proponiamo oggi!

Come ragionano i cani?

L’errore più grande che possiamo commettere è pensare che il cane abbia la capacità di capire ogni singola parola che gli rivolgiamo. Come disse Albert Einstein, “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”… Senza renderci conto che se ci aspettiamo di poter avere un rapporto col cane proprio come potremmo averlo con un conoscente forse lo sciocco non è il nostro amico a quattro zampe, poverino!

Al contrario il cane ha tutto un altro modo di ragionare e pensare. Come abbiamo potuto leggere nello scorso articolo, i cani hanno un modo di associare gesti, odori e immagini visive molto simile al nostro, ciò non toglie però che non sono in grado di capire il significato di ogni parola che gli rivolgiamo. Questo è possibile solo se ad ogni parola è associato qualcosa che lui percepisce come comando, e quindi come conseguenza di un impegno educativo nei suoi confronti.

Ma siamo sicuri che sia solo il nostro cane a imparare qualcosa di nuovo?

Il rapporto col cane cambia le nostre abitudini

In realtà nel momento stesso in cui instauriamo un rapporto col cane non facciamo altro che cercare una maniera congeniale a entrambi per capire ed essere capiti. Questo comporta indubbiamente un impegno da parte nostra.

Un esempio calzante può essere il rapporto con un figlio piccolo: è difficile insegnargli delle regole ricoprendolo con una grande quantità di parole di cui non capisce il significato. Molto più funzionale, nei primi mesi, è insegnargli il significato di parole semplici, utilizzare il giusto tono di voce, servirsi del linguaggio non verbale come ad esempio quello dello sguardo.

Le stesse identiche tecniche funzionano alla perfezione anche per creare empatia e comprensione nel nostro rapporto col cane.

In che modo il rapporto col cane ci migliora?

Avere quest’attitudine a trovare maniere differenti di esprimerci ci rende più inclini a metterci “nei panni dell’altro”.

Questo modo di essere, questa propensione all’andare in contro, questo impegno nel capire il punto di vista altrui ci dona un impagabile stile di vita. La nostra predisposizione a comprendere l’altro – anche quando l’altro appartiene ad un’altra specie –  ci rende amici, partner, persone migliori, degne di quell’empatia che forse solo il rapporto con un cane poteva regalarci!

 

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Comunicare col cane: più facile a farsi che a dirsi!

Doge - Comunicare col cane

Vi siete mai chiesti come facciano gli animali a farsi seguire dal resto del branco? Di certo a differenza di noi umani non sono in grado di comunicare tra di loro con la parola. Come fanno allora?

La risposta è semplice: attraverso i gesti.

Comunicare col cane attraverso i gesti

La comunicazione non verbale nel regno animale è fondamentale, per certi versi molto più importante di quella verbale. Il loro comportamento e le loro espressioni ci dicono molto su quello che non riescono a manifestare a voce.

Stessa cosa vale per il loro apprendimento: in fase di addestramento conta molto di più quello che facciamo noi padroni rispetto a quello che diciamo al nostro Fido. L’espressione del nostro viso, il nostro sguardo, anche la postura che assumiamo inviano al cane dei segnali che il nostro amico può imparare a riconoscere come comandi ben precisi.

Il metodo del branco: comunicare col cane non è mai stato più naturale!

E’ proprio per questo che i più esperti addestratori cinofili consigliano il metodo del branco: imparare – noi per primi – a comunicare col corpo prima ancora che con la voce è una tecnica per molti versi notevolmente più efficiente. Basti pensare che ci sono razze che quasi mai ascoltano i comandi verbali che gli vengono rivolti: finalmente abbiamo una soluzione!

Imparare a comunicare col cane utilizzando il corpo anziché gli ordini verbali ci permetterà di educare il nostro amico in una maniera a lui più congeniale, rendendola di conseguenza la migliore.

Occhio ai toni!

Oltre la comunicazione non verbale, ad ogni modo, è importante ricordare sempre l’importanza del modo in cui ci si rivolge al cane: dare un comando con tono troppo morbido ad esempio potrebbe far percepire al nostro cane una poca fermezza da parte nostra. Potrebbe addirittura scambiare il nostro ordine per un gioco, continuando quindi in quello che stava facendo.

Farsi vedere fermi sulle proprie decisioni andando al contempo incontro al vostro Fido nel metodo di apprendimento più semplice per lui da capire, renderà l’addestramento e il vostro rapporto ancora più unico e forte. Parola di Doge!

 

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Cani e bambini: cosa non fare per una sana convivenza

Doge Store - Cani e bambini

Nello scorso appuntamento abbiamo approfondito le regole per far sì che cani e bambini possano avere un buon rapporto di amicizia.

In particolare abbiamo visto che abituare sia i più piccoli che i nostri amici a quattro zampe a convivere insieme è il modo migliore per insegnare ad entrambi la fiducia nell’altro.

Quelle che analizzeremo oggi sono le cose da non fare assolutamente se vogliamo perseguire il nostro obiettivo. Vediamole insieme!

Le cose da non fare per una buona convivenza tra cani e bambini

Quella tra cani e bambini è una delle amicizie più belle e incantevoli: c’è divertimento, tenerezza, complicità. E’ un rapporto magico che necessita però di essere costruito giorno per giorno con costanza attraverso l’educazione sia del nostro amico a quattro zampe che del nostro bambino.

Molti studi evidenziano quanto avere un rapporto di amicizia con un animale domestico sviluppi nei bambini un’intelligenza sociale maggiore rispetto a chi non lo ha; irrobustisce il sistema immunitario e diminuisce le allergie. Un vero toccasana insomma, ma come far sì che possa crearsi un legame rispettoso tra i due?

Il cane non è un giocattolo

La prima cosa da insegnare al nostro bambino è che non possono fare tutto ciò che vogliono. Il nostro Fido non è uno dei suoi giocattoli e anzi, al contrario, ha sentimenti, emozioni e istinti proprio come l’uomo e quindi ci sono dei limiti da rispettare. E’ l’insegnamento primo che dobbiamo dare ai nostri bambini: questo è ciò che sviluppa l’intelligenza sociale nei bambini, la consapevolezza che anche gli altri (animali o umani che siano) hanno delle proprie emozioni e delle proprie percezioni del mondo e che queste vanno rispettate.

A ognuno il proprio

Un’altra regola fondamentale da seguire è impostare e far riconoscere da entrambi dei confini. E’ bene insegnare ai bambini ad esempio a non avvicinarsi al cane mentre sta mangiando (e quindi vicino alla ciotola) e mentre sta dormendo. La sua cuccia non è uno spazio di gioco e allo stesso tempo i giochi del bambino non sono giochi per il cane: a ognuno il proprio!

Contenere l’esuberanza

Un altro istinto innato da tenere d’occhio è l’esuberanza. Sono istinti che appartengono sia ai cani, in particolare se molto giocosi, sia ai bambini. Ovvio, nessuno dei due agisce con l’intenzione di fare del male all’altro. E’ proprio per questo che dobbiamo insegnare ai bambini a non fare dispetti al cane, a non infastidirli toccando parti delicate come coda e orecchie (vere e proprie attrazioni per i bambini!) e a non disturbarli con urla.

Allo stesso tempo, se da un lato è un enorme errore sgridare il cane che ha bofonchiato un ringhio al bambino dispettoso (non dimentichiamo mai che nella maggior parte dei casi è il cane ad essere vittima del bambino e che quindi ha diritto a tutta la nostra comprensione), è molto importante educare il cane a rispettare il nostro piccolo uomo e a considerarlo come parte integrante della famiglia.

Supervisione

La parola d’ordine per eccellenza sempre, in qualunque momento. Supervisione non vuol dire riempirsi di inutili preoccupazioni ma impostare regole chiare sin dal primo giorno e farle rispettare quotidianamente da ognuno. Vuol dire insomma non lasciare nulla al caso. Così facendo tra i due cuccioli di casa nascerà qualcosa di speciale e magico che nessuno potrà mai togliergli: l’amicizia più bella e duratura del mondo, quella tra cani e uomini!

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Cani e bambini: le 4 regole per una buona convivenza

Doge store - Le quattro buone regole per far convivere pacificamente cani e bambini

Sempre più spesso sentiamo parlare di tragedie aventi per protagonisti cani e bambini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di animali non appartenenti alla famiglia o comunque poco inclini alla socializzazione. Vediamo insieme allora le quattro buone regole da seguire per evitare che questi cupi avvenimenti accadano proprio con il nostro amico a quattro zampe.

Regola n. 1: supervisione

E’ la prima e la più importante di tutte: quando abbiamo a che fare con cani e bambini la nostra totale attenzione non deve assolutamente mancare. Importantissimo è quindi far caso sia al comportamento del bambino nei confronti del cane, che a quello del nostro amico a quattro zampe nei confronti dei più piccoli.

E’ possibile infatti che il nostro cane abbia una forte attitudine territoriale o che comunque non tolleri di buon grado qualche piccola tirata di orecchie che il bambino potrebbe imprudentemente fare. Proprio qui entriamo in gioco noi padroni: se vogliamo che il nostro amico a quattro zampe e il nostro bambino (o il bambino di altri!) possano convivere pacificamente dobbiamo insegnare ad entrambi il rispetto reciproco.

Seconda regola: le dimensioni contano

Una tra le situazioni più difficili da affrontare è quando il bambino si trova in presenza di cani di grossa taglia. Con questo non vogliamo dire che sia il caso di evitare l’incontro, al contrario chi vi parla è nato e cresciuto in una casa piena di adorabili Boxer. Certo è che in questo caso l’attenzione deve essere massima, non perché il cane di taglia grande sia meno incline alla socializzazione o abbia un carattere meno mansueto, ma perché è inevitabile che, date le dimensioni, il nostro amico a quattro zampe si senta in una posizione di superiorità rispetto al bambino.

Crescere bene, crescere insieme

Questo è indubbiamente il miglior modo per far sì che il nostro animale sia piacevolmente incline ad accettare nel suo territorio bambini di famiglia e non. Abituare il nostro amico a interagire con i bambini insegnandogli a riconoscerne e rispettarne al tempo stesso la loro posizione di inferiorità è il modo migliore per evitare che il nostro amico possa mal reagire alla presenza di bambini nel suo territorio… e sulla sua coda!

Quarta regola: attenzione ai segnali!

Questa è forse la regola più delicata. Abbiamo parlato all’inizio della supervisione necessaria durante i momenti di incontro tra cani e bambini. Oltre a supervisionare è importante far caso ai segnali inviati dai nostri amici a quattro zampe.

Il nostro cane infatti potrebbe reagire in due modi: potrebbe tollerare le “angherie” del bimbo vivendo però la convivenza con un certo disagio o al contrario non tollerarlo affatto, passando direttamente alle cattive maniere.

Qui il nostro compito si fa spinoso: sgridare un cane tollerante perché ad esempio ha ringhiato al bambino per comunicargli il suo fastidio vuol dire insegnare al cane che non deve lamentarsi se vive del disagio. Questo nella maggior parte dei casi, in base al suo carattere, porterà il nostro amico a quattro zampe a non ringhiare più, certo, passando però direttamente ai fatti. In questa fase perciò la nostra presenza è importantissima: non è solo il cane a dover imparare le buone maniere in presenza dei bambini ma anche i bambini stessi.

Insegnare ai più piccoli il rispetto per tutti gli animali è il primo, grande, importantissimo passo per una felice e duratura amicizia. Parola di Doge!

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Le interazioni tra cani: come possono andare d’accordo?

Doge Store - Le interazioni tra cani

Le interazioni tra cani sono fondamentali affinché questi animali possano socializzare, imparare gli uni dagli altri, crescere e divertirsi. Come possono però i cani imparare ad andare d’accordo tra di loro?

Nella maggior parte dei casi i padroni hanno paura di gestire il proprio cane in maniera inadeguata e di conseguenza sono restii all’idea di liberare il proprio animale e farlo socializzare con gli altri amici a 4 zampe. A lungo andare questa paura può diventare molto dannosa sia per il benessere dell’animale che per la sua socializzazione con altri simili.

Quelli che vogliamo darvi oggi sono dei piccoli consigli per prendere fiducia ed evitare che i vostri amici diventino degli animali poco socievoli.

Cosa è fondamentale per le interazioni tra cani?

Il concetto principale da tenere sempre a mente per il bene del nostro cane è l’importanza che la confidenza nei confronti degli altri simili ha nella sua vita. E’ bene quindi lasciarlo socializzare ponendo sempre molta attenzione al modo in cui si comporta con gli altri.

Per poterlo lasciare libero di socializzare però dobbiamo aver presente le regole che esistono nel mondo animale.

Le regole fondamentali

La prima di questa è la gerarchia: quando sentiamo parlare di “cane alpha”, “cane beta” e via dicendo, ci si riferisce proprio a questo. Nel mondo animale infatti esistono delle vere e proprie scale gerarchiche. Essere in grado di capire (e far capire al nostro amico) chi dei cani presenti al momento della socializzazione è l’animale dal carattere più forte permetterà, a noi e al nostro amico, di capire fino a che punto saranno in grado di andare d’accordo.

Come capire la gerarchia? Nel modo che ci sembra più assurdo: attraverso lo scontro. Mettere il nostro amico nelle condizioni di essere trascinato via ogni volta che vorrà abbaiare, ringhiare o allontanare in qualche modo i suoi simili infatti, gli insegnerà a non trattenersi dalla lite. La conseguenza sarà una mancanza di limiti per i quali il nostro amico tenderà a maturare un carattere scontroso nei confronti degli altri cani.

Al contrario, lasciarlo “libero” di esprimere il suo disappunto (senza rischiare ovviamente dei veri e propri litigi) farà sì che il nostro amico a quattro zampe impari ad allontanare da sé situazioni sgradevoli con i suoi simili.

L’amicizia: uno scambio continuo

Un’altra cosa molto utile da sapere è che ogni animale prende qualcosa da un suo simile e a sua volta insegna qualcosa ad uno di loro. Avviene cioè un interscambio molto interessante.

Affinché questo avvenga però è fondamentale il comportamento del padrone. Attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti, i comandi o anche attraverso la mancanza di alcuni di questi fattori infatti, il padrone non fa altro che segnalare al cane delle indicazioni che egli recepisce e che cambiano ovviamente il suo atteggiamento.

Lo stato d’animo del padrone quindi è fondamentale: la direzione nella quale si muove (andando incontro o al contrario allontanandosi da altri cani, ad esempio) o il modo in cui tiene il guinzaglio sono input ben precisi che il cane recepisce come comandi. Tutti questi nostri comportamenti influenzano la reazione del nostro amico alla presenza di altri simili.

A tal proposito l’ambiente stesso è importantissimo: trovarsi con altri animali in spazi piccoli ridurrà necessariamente la possibilità di movimento e aumenterà la pressione che il nostro amico potrebbe percepire in fase di socializzazione. Al contrario, uno spazio più grande permetterà ai nostri amici di non subire pressioni e a noi padroni di avere una più ampia possibilità di movimento (nonché maggior capacità di allontanamento!).

 

Naturalmente questi sono solo dei piccoli consigli che bisogna tenere a mente quando portiamo a spasso il nostro amico. Qualora il vostro abbia un carattere abbastanza diffidente è sempre bene rivolgersi ad istruttori esperti per insegnargli a socializzare con i suoi simili!

Con questa buona dose di suggerimenti cogliamo l’occasione per farvi tanti auguri di buone feste a voi e… ai vostri cuccioloni!

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Dos and don’ts : Consigli su come educare un cane nel modo giusto

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Educazione Canina: Come comportarsi con i propri cani?

Il più grande errore che un padrone può commettere è quello di trattare il proprio cane come fosse un umano, quando in realtà, bisognerebbe rispettare e tenere in considerazione la sua natura canina.

Il cane è un animale che vive in branco, in cui si distingue un leader forte che guida gli altri membri, garantendo la sicurezza e l’ordine sociale del gruppo.

Al contrario dell’uomo, il cane è caratterizzato da una differente capacità di ragionamento, di espressione delle emozioni, da un senso dell’olfatto molto sviluppato e da un istinto che gli permettono di relazionarsi con il mondo che lo circonda.

Avete mai pensato se i vostri gesti possano infastidire o meno il vostro cane?

Abbracciare il vostro cane : mentre l’uomo dimostra affetto, conforto e gioia attraverso questo semplice gesto, il cane, non avendo le braccia come i primati, pone gli arti anteriori e le zampe sulle ginocchia del padrone o sul dorso di un altro cane in atto di predominio.

Nel mondo canino, lo spazio è una forma di rispetto reciproco tra i membri del branco e solo il leader può irrompere nella loro sfera personale.

Il vostro abbraccio verrà percepito come un tentativo di imporvi con forza su di lui, rischiando di intensificare uno stato mentale tutt’altro che calmo o sottomesso.

Basterà prestare attenzione al linguaggio del vostro cane: se evita il contatto visivo, piega la testa, mette le orecchie all’indietro, si lecca il muso o si irrigidisce, sono tutti segni di un disagio.

Se il vostro cane ama il vostro abbraccio, potrebbe reagire diversamente con altre persone della famiglia o che non conosce.

Il consiglio è quello di verificare lo stato del vostro cane e di accarezzarlo dolcemente sul dorso, sulla base della coda, sul petto o sulla pancia.

Dare un colpetto sulla testa del cane o toccare il collo: è una delle parti più sensibili insieme al collo che viene spesso descritta come “punto materno”.

È la zona alta, dietro le orecchie, densa di nervi, tra cui quelli sensoriali che rilevano il tocco e la pressione, che solitamente la madre afferra per trasportare il cucciolo da un luogo all’altro.

Durante questa operazione il cucciolo si rilassa, sapendo di essere completamente al sicuro ma quest’area della testa può anche essere anche chiamata “punto del capobranco”.

Toccando il vostro cane dietro la testa si effettua una doppia pressione su questi punti che può essere percepita come un controllo o un tentativo di sottomissione, provocando una reazione aggressiva.

Anche noi umani non amiamo questo tipo di gesto che ci provoca fastidio e nervosismo, quindi è preferibile dare al vostro cane una carezza dietro le orecchie o sul petto.

Tenere il guinzaglio troppo stretto: come già spiegato, il cane è molto sensibile nell’area della testa e del collo, riuscendo a capire il linguaggio del  vostro corpo e il vostro umore.

Attraverso il guinzaglio si possono trasmettere ansia, tensione e paura, con il rischio che il cane si comporti come il padrone e assuma atteggiamenti difficili da correggere.

È importante insegnargli a camminare al passo, senza tirare e con il guinzaglio lento, garantendogli la possibilità di muoversi senza timore e di fidarsi di voi padroni.

Non è piacevole per nessuno dei due essere tirato o esser messo in allerta, rischiando di trasformare un momento unico, di condivisione e di qualità in uno diseducativo e carico di stress.

È una cosa molto difficile da mettere in pratica ma ne gioverete entrambi: il vostro cane sarà più rilassato, libero di esplorare, di giocare con voi e di fare conoscenza con altri cani.

Usare le parole più del linguaggio del corpo: anche se amate parlare con il vostro cane, sappiate che, per comprendere cosa state dicendo, fa affidamento sul tono della voce e sul linguaggio del vostro corpo.

È importante relazionarsi con il proprio cane attraverso il corpo cercando di non inviargli segnali contrastanti e confusi.

Se dite al vostro cane di stare fermo mentre vi piegate in avanti, con l’indice puntato verso di lui, non farete altro che invitarlo a venire verso di voi.

Sgridandolo per esser venuto meno al comando, creerà nel cane ancora più smarrimento.

Se il vostro cane salta sulle ginocchia di ogni ospite che arriva in casa, non urlategli contro perché non farà altro che aumentare il suo stato di eccitazione, assecondando il suo comportamento scorretto.

Quando gli date un comando, state dritti e in una posizione ferma, non corretegli dietro per tutta casa e usate un tono più calmo, deciso, che lo aiuterà a tranquillizzarsi.

Educazione Canina, Consigli su come educare un cane