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Doge Store - I cani sono persone?

E se anche gli animali fossero persone?

La vita emozionale dei mammiferi superiori è così complessa che non possiamo non affermare che sono persone.

Marc Bekoff, Il pensiero animale

Vi siete mai chiesti o vi è mai venuto il dubbio che anche i cani abbiano una personalità?

Per chi ha in casa un amico a quattro zampe questa domanda non suona nuova. La risposta più ovvia che ci viene alla mente è “Sì certo, altrimenti perché alcuni dovrebbero avere indole e carattere completamente diversi da altri?”

La risposta è corretta ma solo in parte, almeno stando a studi condotti sui nostri amici.

Molti etologi oggi infatti concordano sul fatto che per quanto sia indubbia una determinata propensione caratteriale basata sull’appartenenza razziale dei cani, la gran parte del comportamento e della temperamento dell’animale dipendano principalmente dalla sua personalità, che, come dizionario suggerisce, è personale.

Ma “personalità” non si riferisce alle persone?

E’ qui che la maggior parte di noi comuni mortali e non-etologi sbaglia. Siamo per convenzione linguistica abituati ad utilizzare queste due parole quasi fossero sinonimi. In realtà la parola “persona” ha origine latina e voleva dire, in epoca antica, “maschera, carattere“, cioè ciò che caratterizza qualcuno e non necessariamente una persona. Solo nel XIV secolo ha assunto il significato che oggi siamo soliti attribuirgli di “individuo”.

A dare manforte ai cari vecchi latini ci ha pensato il neuroscienziato Gregory Berns.

What it’s like to be a dog?

“Com’è essere un cane” è l’ultimo libro di Gregory Berns, autore e neuroscienziato statunitense. Nel suo libro racconta dei risultati ottenuti dallo studio del cervello dei cani svolto grazie all’utilizzo della macchina per le risonanze magnetiche.

Prima di cominciare lo studio, Gregory Berns ha dovuto insegnare ai cani, con l’aiuto di addestratori cinofili, ad entrare nei macchinari e a rimanere fermi il più a lungo possibile, così da poter ricavare risultati su animali completamente svegli e tranquilli, senza l’utilizzo di anestetici o guinzagli che avrebbero potuto provocare nei cani sentimenti di paura.

Da questo studio condotto su 90 cani, è emerso che se anche cani ed esseri umani hanno una struttura cerebrale piuttosto differente, esistono aree funzionali analoghe che rispondono agli stimoli in maniera moto simile. Come spiega l’autore, non è certo un modo per “antropomorfizzare” i cani, certo però è che dobbiamo rivedere il modo in cui ci comportiamo con loro.

E se gli animali fossero persone?

Ma allora i nostri cani ci amano perché gli diamo affetto o perché siamo distributori semi-automatici di cibo? Uno dei risultati scaturiti da queste risonanze magnetiche è che, riconoscendo volto e odore del padrone, i nostri amici rispondono positivamente sia con la zona cerebrale legata all’appagamento sentimentale che con quella dedita a ricordargli quant’è buono il cibo. Anzi, circa il 20% di loro rispondono maggiormente alla previsione di coccole e amore da parte nostra.

Per farla breve insomma ogni animale sviluppa un proprio carattere e una propria personalità. Perché non immaginare allora che anche i nostri cani siano persone e comportarci di conseguenza?

Al di là delle indoli in realtà ogni cane sviluppa un certo carattere in base alla relazione che ha con i membri della famiglia. Il modo in cui comunichiamo con lui, se abbiamo fiducia, se ci giochiamo, se abbiamo empatia e sensibilità sufficiente da capire come sta il nostro amico, tutto questo contribuirà a formare la sua personalità.

Il modo migliore per educare il cane e creare empatia con lui è proprio quello di considerarlo una persona. Il nostro Fido è senziente, pensante, ha un sistema cognitivo con il quale si interfaccia con noi in quanto persona dotata di personalità. A nessuno infatti verrebbe mai in mente di mettere un essere umano in gabbia o alla catena.

Perché non farlo allora anche con i nostri amici comportandoci proprio come ci comporteremmo con i nostri simili? Tutta questione di empatia 😉

 

 

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