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Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione

Doge store - Cani e processionarie: sintomi, rimedi e prevenzione per il periodo primaverile

Se avete un cane avrete certo sentito parlare delle processionarie e di quanto siano letali per i nostri amici a quattro zampe.Doge Store - Nido di processionarie

Doge store - ProcessionarieLe processionarie sono falene allo stato larvale chiamate così poiché note per strisciare sul terreno una dietro l’altra, come in processione appunto. Questo bruco, lungo circa 4 cm, è ricoperto da migliaia di peli urticanti e lunghi che contengono una sostanza irritante per l’uomo e addirittura fatale per gli animali quando vi entrano in contatto.

Questi peli vengono rilasciati dalla larva quando si sente in pericolo e possono anche essere trasportati dal vento. A causa della loro forma a uncino rimangono facilmente aggrappati alla vittima creando irritazioni.

Il periodo in cui è possibile imbattersi nelle processionarie è in primavera, prevalentemente tra marzo e maggio, in particolare attorno a pini e querce, anche se non è insolito trovarle in strada o identificare nidi di processionarie anche su castagni, cedri, noccioli, faggi e betulle. In ogni caso, le piante predilette dalle processionarie sono giovani.

Cani e processionaria: i sintomi

Gli animali che più di frequente entrano in contatto con le processionarie, brucando l’erba o annusando il terreno, sono cani e cavalli.

Quando gli animali ingeriscono i peli urticanti delle processionarie manifestano immediatamente una serie di sintomi:

  • improvviso aumento della salivazione
  • ingrossamento della lingua
  • vomito e diarrea emorragica
  • necrosi della parte che è venuta in contatto con l’insetto
  • febbre
  • rifiuto del cibo
  • dolore

Nei casi più gravi l’ingrossamento della lingua può essere tale da provocare soffocamento e la necrosi della stessa può portare alla perdita di porzioni di lingua.

Cani e processionarie: i rimedi

Quando cani e processionarie entrano in contatto è necessario portare immediatamente l’animale dal veterinario.

E’ possibile però intervenire con qualche piccola ma importante operazione:

  • allontanare il cane dalle processionarie per evitare che entri in contatti con altre;
  • se presente, cercare di togliere l’insetto dal muso utilizzando dei guanti per evitare di entrarvi in contatto anche voi;
  • sciacquare abbondantemente il muso e la bocca dell’animale con una soluzione di acqua e bicarbonato.

Cani e processionarie: prevenire e meglio che curare!

Il miglior modo per prevenire il contatto con questi insetti e le relative conseguenze è assicurarsi di non avere nel proprio giardino nidi di processionarie.

Se siete soliti lasciare il vostro amico libero durante le passeggiate, tenetelo lontano dagli alberi, soprattutto pini, cedri e querce e controllatelo sempre. All’occorrenza, se dovesse ritenersi necessario, purtroppo l’utilizzo della museruola potrebbe rendersi necessario per evitare le spiacevoli conseguenze di questo brutto incontro.

Disinfestazione

La disinfestazione dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2007 e, essendo nociva anche per l’uomo, deve essere svolta dal Corpo forestale o da professionisti della disinfestazione. Se i peli della processionaria vengono a contatto con la nostra pelle infatti, possono scatenare reazioni epidermiche e allergiche. Se inalate invece possono addirittura causare reazioni infiammatorie locali particolarmente pericolose per i più sensibili. Come nel caso dei nostri amici a quattro zampe, in caso di contatto si consiglia di lavare abbondantemente la zona interessata per rimuovere i peli e consultare immediatamente un medico.

Esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, tra le quali la rimozione manuale dei nidi durante l’inverno prima che le larve escano dal nido, attraverso l’utilizzo di insetticidi oppure con l’utilizzo di trappole ai feromoni, che attraggono i maschi riducendo quindi la possibilità di procreazione.

E’ importante tenere presente che le processionarie sono pericolose anche se morte: i peli infatti mantengono la loro capacità urticante anche se la larva non è più in vita. Occhio quindi anche alle passeggiate in strada!

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E se anche gli animali fossero persone?

Doge Store - I cani sono persone?

La vita emozionale dei mammiferi superiori è così complessa che non possiamo non affermare che sono persone.

Marc Bekoff, Il pensiero animale

Vi siete mai chiesti o vi è mai venuto il dubbio che anche i cani abbiano una personalità?

Per chi ha in casa un amico a quattro zampe questa domanda non suona nuova. La risposta più ovvia che ci viene alla mente è “Sì certo, altrimenti perché alcuni dovrebbero avere indole e carattere completamente diversi da altri?”

La risposta è corretta ma solo in parte, almeno stando a studi condotti sui nostri amici.

Molti etologi oggi infatti concordano sul fatto che per quanto sia indubbia una determinata propensione caratteriale basata sull’appartenenza razziale dei cani, la gran parte del comportamento e della temperamento dell’animale dipendano principalmente dalla sua personalità, che, come dizionario suggerisce, è personale.

Ma “personalità” non si riferisce alle persone?

E’ qui che la maggior parte di noi comuni mortali e non-etologi sbaglia. Siamo per convenzione linguistica abituati ad utilizzare queste due parole quasi fossero sinonimi. In realtà la parola “persona” ha origine latina e voleva dire, in epoca antica, “maschera, carattere“, cioè ciò che caratterizza qualcuno e non necessariamente una persona. Solo nel XIV secolo ha assunto il significato che oggi siamo soliti attribuirgli di “individuo”.

A dare manforte ai cari vecchi latini ci ha pensato il neuroscienziato Gregory Berns.

What it’s like to be a dog?

“Com’è essere un cane” è l’ultimo libro di Gregory Berns, autore e neuroscienziato statunitense. Nel suo libro racconta dei risultati ottenuti dallo studio del cervello dei cani svolto grazie all’utilizzo della macchina per le risonanze magnetiche.

Prima di cominciare lo studio, Gregory Berns ha dovuto insegnare ai cani, con l’aiuto di addestratori cinofili, ad entrare nei macchinari e a rimanere fermi il più a lungo possibile, così da poter ricavare risultati su animali completamente svegli e tranquilli, senza l’utilizzo di anestetici o guinzagli che avrebbero potuto provocare nei cani sentimenti di paura.

Da questo studio condotto su 90 cani, è emerso che se anche cani ed esseri umani hanno una struttura cerebrale piuttosto differente, esistono aree funzionali analoghe che rispondono agli stimoli in maniera moto simile. Come spiega l’autore, non è certo un modo per “antropomorfizzare” i cani, certo però è che dobbiamo rivedere il modo in cui ci comportiamo con loro.

E se gli animali fossero persone?

Ma allora i nostri cani ci amano perché gli diamo affetto o perché siamo distributori semi-automatici di cibo? Uno dei risultati scaturiti da queste risonanze magnetiche è che, riconoscendo volto e odore del padrone, i nostri amici rispondono positivamente sia con la zona cerebrale legata all’appagamento sentimentale che con quella dedita a ricordargli quant’è buono il cibo. Anzi, circa il 20% di loro rispondono maggiormente alla previsione di coccole e amore da parte nostra.

Per farla breve insomma ogni animale sviluppa un proprio carattere e una propria personalità. Perché non immaginare allora che anche i nostri cani siano persone e comportarci di conseguenza?

Al di là delle indoli in realtà ogni cane sviluppa un certo carattere in base alla relazione che ha con i membri della famiglia. Il modo in cui comunichiamo con lui, se abbiamo fiducia, se ci giochiamo, se abbiamo empatia e sensibilità sufficiente da capire come sta il nostro amico, tutto questo contribuirà a formare la sua personalità.

Il modo migliore per educare il cane e creare empatia con lui è proprio quello di considerarlo una persona. Il nostro Fido è senziente, pensante, ha un sistema cognitivo con il quale si interfaccia con noi in quanto persona dotata di personalità. A nessuno infatti verrebbe mai in mente di mettere un essere umano in gabbia o alla catena.

Perché non farlo allora anche con i nostri amici comportandoci proprio come ci comporteremmo con i nostri simili? Tutta questione di empatia 😉

 

 

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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!

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Sei cuccioli di cane sopravvissuti cercano casa

Doge - Cuccioli di cane cercano casa

Sono sei i cuccioli di cane ritrovati che sono sopravvissuti in una cava nella provincia romana: sei cuccioli di una randagia che vive a sud delle capitale.

Si chiamano Ginevra, Morgana, Isotta, Isadora, Costanza e Lancillotto. Hanno vissuto fino ad ora in una cava abbandonata, salvati dal Gruppo Enpa dei Castelli Romani. Ora sono alla ricerca di qualcuno che si prenda cura di loro e gli dia una vita dignitosa e felice, facendogli sentire tutto il calore umano al quale non sono abituati.

Cuccioli di cane: l’appello di Giovanna Riccardelli

“Non avendo quasi per nulla avuto conoscenza diretta con gli umani nel periodo più importante per la loro  socializzazione, mostrano, chi più chi meno, molta paura e disagio nell’approccio immediato con le persone, pur non essendo mai aggressivi. Cosa cerchiamo per loro? Padroni o altre associazioni di volontariato che abbiano degli educatori che possano lavorare su questi cani”. Si tratta di un vero e proprio appello lanciato a “tutti coloro che vogliano sostenere questi cuccioli nel loro recupero, per garantirgli una vita felice”

Chi sono questi meravigliosi cuccioli di cane?

I sei cuccioli hanno circa 10 mesi di età e sono una futura taglia media: sono ancora piccoli e indifesi ma diventeranno cani grandi con un peso tra i 22 ed i 25 chili.

Come adottarli? Serviranno, come affermato da Giovanna Riccardelli di Enpa “persone empatiche che abbiano già avuto esperienza con i cani ma anche voglia e disponibilità ad attendere i loro tempi di adattamento, che potrebbero essere anche relativamente lunghi. Ancor meglio se in casa ci sono altri cani, equilibrati, strutturati e socievoli che possano dar loro il buon esempio”.

Per aiutarli a vivere e tornare a fidarsi degli esseri umani servirà grande calore e persone che amano questi animali: per adottarli chiamate il numero 366.25.22.013, oppure potete comunicare via mail con giovannariccardelli@gmail.com e via Whatsapp al 329.24.21.255.

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Artrosi e cani: una problematica da non sottovalutare

Artrosi e cani

Artrosi e cani: una problematica che può presentarsi con l’avanzare dell’età per i nostri amici a quattro zampe e da non prendere sotto gamba. In questo periodo dell’anno nel quale le temperature si abbassano notevolmente alcuni cani potrebbero avere piccoli problemi di salute relativi a problematiche a livello scheletrico e articolare.

Soprattutto i cani in sovrappeso potrebbero in questo periodo dell’anno avere problematiche alle loro zampe per via dell’artrosi. E’ proprio questo infatti uno dei fastidi da tenere d’occhio e che attanaglia i nostri amici durante il periodo di passaggio al freddo, tra autunno e inverno.

Artrosi e cani: sintomi e cura

Come notiamo questo problema nei nostri amici a quattro zampe? I sintomi non sono subito evidenti. Spesso si manifestano quando il nostro amico si sveglia: fa fatica a camminare e potrebbe zoppicare per qualche passo, per poi riprendere un’andatura normale. È un problema direttamente collegato al freddo, che colpisce le ossa e soprattutto gli arti sui quali il cane poggia il suo peso. E’ proprio per questo motivo che l’artrosi si manifesta soltanto quando diventa d’intralcio al naturale movimento del cane.

Come possiamo risolvere questa problematica? Oltre a qualche “regola invernale” da seguire, ovviamente è sempre bene rivolgersi al proprio veterinario di fiducia per una visita medica. Com’è possibile infatti che il vostro cane non abbia nulla di grave, è anche possibile che si stia manifestando uno stadio iniziale di artrosi. Spetterà dunque al veterinario far fronte a questa emergenza: se non presa per tempo e curata a dovere, l’artrosi può portare l’animale a camminare con sempre più difficoltà, avvertendo inoltre molto dolore.

Artrosi e cani: prevenire è meglio che curare!

Come cura è molto probabile che il vostro veterinario somministri al vostro amico a quattro zampe dei farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Il consiglio ovviamente è quello di seguire alla lettera quanto detto dall’esperto veterinario. Ma come prevenire l’artrosi?

Il metodo più efficace è far camminare il vostro animale: una buona forma fisica e un peso regolare sono le condizioni ideali per arrivare alla stagione invernale in perfette condizioni fisiche. L’importante è non gravare eccessivamente sulle zampe posteriori o anteriori.

Una dieta ricca di Omega 3 e un rapporto equilibrato di proteine e carboidrati è quindi il consiglio di Doge per regalare al vostro animale benessere e salute più a lungo!

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Uragano Florence, storie di cani ed eroi d’oggigiorno

cani ed eroi

Cani ed eroi: arriva una storia dagli Stati Uniti d’America riguardante il salvataggio di alcuni animali a quattro zampe rimasti intrappolati dalla furia dell’Urgano Florence.

Cosa è successo? Una coppia stava sfruttando il momento in cui non era presente l’uragano a colpire le zone di Kingston per portare dei gatti ad un’amica e si sono ritrovati loro malgrado ad assistere ad una scena impietosa nella quale hanno trovato delle gabbie all’interno di un canile in cui i cani abbaiavano disperati in quanto l’acqua stava salendo sempre più rapidamente e stava per farli annegare.

Cani ed eroi: un salvataggio andato a buon fine

I due hanno raccontato al  The News Observer: “Potevamo sentirli chiaramente. Ce n’erano almeno otto, tutti in piedi sul tetto delle loro cucce. Non potevamo lasciarli in quelle condizioni.” La donna, Casey, si è affrettata nel chiamare chiunque conoscesse nella zona per dargli una mano con moto d’acqua e barche per portarli in salvo. Dopo quasi una ora e mezza sono riusciti a tirarli fuori tutti, ma loro malgrado una cagnolina ha visto morire tutti i suoi cuccioli. Non sono riusciti a salvarli, li aveva appena partoriti ed erano davvero piccoli avevano pochi giorni. La cagnetta, stando alle parole di April, “li aveva appena partoriti. Ora è depressa, triste. È distrutta”.

Per loro fortuna però sono riusciti a salvare gli altri animali in trappola: “Amo i cani. Amo gli animali, punto. Non possono salvare loro stessi. Uno era chiuso in casa. Un altro era ferito e chiuso sotto i gradini di una scala. Altri erano nelle gabbie del canile. Erano ovunque”. Oltre ai cani del canile sono riusciti a portare al sicuro ben 18 cani, mentre la casa e le gabbie in cui erano rimasti soli ad ululare sono state completamente sommerse dal livello dell’acqua. Sarebbero morti senza nessuna possibile via di fuga se non fosse stato per questi eroi.

A proposito di cani ed eroi, non vi ricorda un po’ la storia di Walter e Graziella? Per fortuna di eroi amanti degli animali ne è pieno il mondo!

 

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Gran Bretagna e Cani: arrivano novità per la Lucy’s Law

Lucy's Law

Lucy’s Law pronta a diventare legge in Gran Bretagna. La spinta degli attivisti e degli animalisti ha portato ad una possibile legge che sarà votata nei prossimi mesi per diventare rapidamente effettiva dopo la morte della cagnolina Lucy, avvenuta ormai due anni fa ma sempre di grande attualità. Il motivo? Le condizioni in cui fu ritrovata la cagnetta, che ha destato scandalo nell’opinione pubblica inglese sollevando molte coscienze.

Andiamo a vedere insieme la storia di questo animale e l’impegno del Primo Ministro Theresa May e del Ministro dell’ambiente Michael Gove.

Lucy’s Law, cosa ne pensa il Governo?

«Il divieto di vendita da parte di terzi garantirà che gli animali domestici più amati della nazione possano avere tutelato il primo periodo della loro vita. Le persone che ignorano completamente il benessere degli animali non potranno più trarre profitto da questo miserabile commercio». Michael Gove, Ministro dell’ambiente, ha parlato così la scorsa settimana della possibile legge. Ma cosa è successo alla cagnetta Lucy di così sconvolgente da destare tutto questo scalpore e questa movimentazione di massa e del Governo stesso?

La sconcertante storia che ha portato alla luce la Lucy’s Law

Lucy era una cagnetta Cavalier King Charles spaniel di circa otto anni, cinque de quali passati in una fabbrica di cuccioli. Ha vissuto oltre metà della sua vita in condizioni spaventose, come tante altre femmine di cane usate per partorire cuccioli da vendere, costretta quindi a più gravidanze all’anno. Lucy è stata salvata da questo inferno in uno stato di salute raccapricciante, con ampie chiazze prive di pelo su tutto il corpo, la schiena ricurva probabilmente perché tenuta in una gabbia così stretta da impedirle di muoversi. Addosso un odore di carne bruciata causato dall’ammoniaca delle sue urine in cui era costretta a dormire e malata di epilessia. Ha issuto libera dalle catene dell’uomo per soli tre anni, coccolata dall’amore di molte persone, prima di non farcela più.

Lucy’s Law: una speranza per i nostri amici a quattro zampe oltremanica

Anche il Primo Ministro inglese Theresa May si espressa positivamente sulla possibile legge dicendo che durante il suo mandato farà tutto il possibile per farla approvare e diventare legge.

Nel pacchetto di misure per combattere questo crudele business, il Primo Ministro ha previsto che i cuccioli di età inferiore ai sei mesi non possano essere separati dalla madre. Seguirà la clausola che consentirà la vendita solo alla presenza dei nuovi proprietari per eliminare il mercato nero online e per mettere al bando i venditori di cani che non abbiano un numero di licenza o che commercino animali non provenienti da allevamenti di proprietà. Infine sarà vietato ai venditori autorizzati il commercio di cani e gatti di età inferiore a otto settimane.

Insomma, le sofferenze e la morte di Lucy non sono state vane: salverà milioni di cani e gatti tenuti in condizioni di vita e salute atroci e metterà al bando rivenditori commerciali non autorizzati che lucrano sulla pelle dei nostri amici a quattro zampe!

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Cani-Aria condizionata: un binomio (non) perfetto

Cani-Aria Condizionata

Cani-Aria condizionata: un binomio da evitare in casa e in macchina quando trasportiamo i nostri animali a quattro zampe da un luogo ad un altro? Assolutamente sì. E’ infatti stato dimostrato che l’aria condizionata può avere effetti negativi sulla salute del nostro amico a quattro zampe, come anche per i gatti. Andiamo a vedere insieme perché è meglio evitare di esporre i nostri animali all’aria condizionata, soprattutto se a temperature troppo fredde.

Cani-Aria condizionata: istruzioni per l’uso

Caldo e afa sono opprimenti, ma di quale rimedio servirsi? In ufficio e in casa il condizionatore è d’obbligo per molte persone, ma soprattutto nell’ambiente domestico può essere controproducente sia per la nostra bolletta quanto per la salute di cani e gatti. Ebbene sì, il condizionatore non dona refrigerio agli animali ma anzi a lungo termine può essere molto dannoso per la loro salute.

Soprattutto se l’aria esterna è molto, troppo calda, il cane può incorrere in seri rischi cardiaci a passare da un ambiente molto fresco ad uno caldo ed avere dunque colpi di calore. Se dovete portare Fido a spasso quindi, assicuratevi di spegnere l’aria condizionata qualche minuto prima di uscire, in modo da farlo ambientare ad un clima diverso e gradualmente più caldo senza sbalzi climatici, dannosi anche per la nostra salute.

Cani-Aria condizionata: non esageriamo con le temperature!

Altro consiglio per l’uso di condizionatori è quello di non abbassare mai eccessivamente la temperatura: vietato per la salute dei cani arrivare a temperature al di sotto dei 22 gradi: le basse temperature potrebbero causare una scarsa idratazione degli occhi, con conseguenti irritazioni. Per questo motivo non fateli mai posizionare verso il getto dell’aria: molto meglio trovare un angolino fresco lontano dalla fonte diretta di refrigerio.

Usare o meno dunque l’aria condizionata?

Per la salute dell’animale è meglio non esporlo a correnti fredde, soprattutto nell’orario successivo alla pappa poiché la bassa temperatura potrebbe influire negativamente sulla sua digestione. Meglio usufruire dell’aria di un ventilatore se ha caldo e tenere sempre a disposizione una ciotola di acqua fresca ma priva di ghiaccio, anche questo dannoso per il suo stomaco e la digestione.

Se quindi dovete e potete scegliere tra l’aria delle finestre – preferibilmente quelle non esposte al sole – e quella fresca del condizionatore, optate sempre per la prima: il vostro Fido ve ne sarà grato!

 

 

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Cani-Anguria: sì, ma senza esagerare!

Cani-Anguria

Cani-anguria è un binomio vincente? O si tratta di un alimento dannoso per la digestione del nostro amico a quattro zampe? Facciamo chiarezza su questa vicenda che è sempre delicata poiché tratta della salute dei nostri animali.

Durante l’estate siamo tentati dal dare al nostro animale a quattro zampe dei frutti o delle pietanze che possano rinfrescarlo oltre al solito cibo come scatolette e croccantini o preparati in casa. Ma cosa possiamo effettivamente dare al nostro animale per aiutare a rinfrescarlo senza sottoporre il suo stomaco a stress o dolori per aver mangiato dei frutti o degli ingredienti per lui dannosi? Andiamo a scoprire insieme se il cane può mangiare l’anguria ed in che quantità possiamo servirgliela.

Cani-Anguria: giusto o sbagliato dare il cocomero al nostro cane?

Cani-anguria è un binomio vincente, quindi, ma non del tutto. È vero, al cane piace molto il cocomero però non dobbiamo cedere troppo alla tentazione di dargli questo frutto. Il motivo è essenzialmente uno: se una piccola quantità potrebbe donargli sollievo, una dose eccessiva potrebbe danneggiare la salute dell’animale a causa dell’alta presenza di zuccheri.

Cosa fare dunque? Possiamo dare al cane una piccola parte della nostra anguria senza esagerare con le quantità, un piccolo strappo alla regola per donargli refrigerio e sollievo grazie all’alta presenza di acqua e zuccheri; stessa cosa possiamo fare con l’arancia o con un piccolo pezzo di mela, senza però dimenticare che lo stomaco del cane è differente ed agisce in modo diverso rispetto a quello umano.

L’anguria ha dei benefici per il cane? Se assunta in piccola quantità sì: aggiunge beta-carotene, migliora la vista, contiene magnesio che ha effetti benefici sull’elaborazione cellurare dei cani, oltre che la vitamina C che rafforza il sistema immunitario dei nostri amici a quattro zampe; inoltre contiene molta acqua e aiuta l’idratazione dell’animale.

Due consigli finali: non fate mangiare al cane i semi, toglieteli sempre tutti prima di dargli in pasto una piccola parte di anguria e non dategli assolutamente la buccia: sono entrambi dannosi per il suo organismo se ingeriti!

 

Vi chiedete quale sarebbe il premio per tutta questa pazienza nell’educazione del vostro amico? La risposta non può che essere una delle medagliette della Collezione Doge! Venite a dare un’occhiata!

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Spiagge per cani: le migliori del 2018, guida alla scelta

Spiagge per cani 2018-migliori-regioni-italia

Spiagge per cani, la scelta giusta per il divertimento e per preservare la salute del vostro cane. È arrivata l’estate ed è tempo di portare al mare ed in spiaggia anche i vostri cani! Eh già, ormai numerose sono infatti le spiagge attrezzate per ospitare i nostri amici a quattro zampe evitando di farli soffrire di caldo ed aiutandoli a socializzare con altri animali della stessa specie oltre che regalandogli un bel bagnetto rinfrescante.

Il cane infatti durante la stagione estiva può soffrire eccessivamente il caldo torrido. Per questo motivo e per far sì che possa restare fresco e divertirsi al tempo stesso facendo anche movimento e attività fisica, sono essenziali queste spiagge.

Spiagge per cani 2018: le migliori scelte

Andiamo a vedere insieme una lista delle spiagge attrezzate per cani più in voga per l’estate 2018. Ne abbiamo selezionata una in Toscana, una in Liguria, in Sardegna ed infine una in Emilia Romagna ed una nel Lazio. Quali sono le spiagge per cani più attrezzate d’Italia?

  • Dog Beach a San Vincenzo provincia di Livorno in Toscana nella bella Costa degli Etruschi completamente attrezzata per ospitare gli amici a quattro zampe
  • Porto fido a Santa Teresa di Gallura in Sardegna in uno scenario meraviglioso come quello di questa spiaggia attrezzata e provvista anche di 25 postazioni e ombrelloni
  • Bau Beach a Maccarese in provincia di Roma, nel Lazio, si tratta di una spiaggia dove i cani possono essere lasciati liberi e giocare tra di loro ma anche farsi il bagno
  • Bagno 81 no problem in Emilia Romagna in provincia di Rimini. Anche in questo caso nella Riviera Romagnola c’è una spiaggia privata con fontanelle, ombrelloni e tutto quello che volete per tenere al fresco il vostro cane e passare una bella estate con il vostro amico a quattro zampe
  • Bau Village in Liguria nella città di Albissola Marina. Come nelle precedenti in questa spiaggia per cani privata sono ammessi animali di ogni taglia che possono giocare e socializzare tra di loro restando freschi

E voi in quale di queste spiagge per cani passerete l’estate? Se avete già in programma una vacanza e non sapete come comportarvi col vostro Fido scegliete una di queste opzioni per portare con voi il vostro amico a quattro zampe!