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Cani e padroni: le personalità coincidono?

Doge Store - Le personalità di cani e padroni coincidono

Che il carattere di cani e padroni siano simili non è una novità né tanto meno un luogo comune.

Avete presente la scena iniziale del famoso cartone animato della Disney “La carica dei 101”? Una trovata divertente proprio perché vera!

Personalità di cani e padroni: lo studio

A confermare che il carattere dei cani e dei loro proprietari sia simile c’è uno studio che ha preso in esame 1681 coppie, condotto dagli psicologi William J. Chopik e Jonathan R. Weaver.

Questo studio ha confermato che non solo cani e padroni si assomigliano spesso nel loro aspetto esteriore, ma che anche le loro personalità tendono effettivamente ad avere dei tratti comuni.

Nella loro indagine hanno chiesto ai proprietari di valutare la loro personalità e quella dei loro animali domestici, compilando un questionario standardizzato e uguale per tutti. Questo test ha rivelato che cani e padroni condividono effettivamente tratti di personalità: è molto più probabile che una persona socievole abbia un cane attivo, giocherellone e poco aggressivo rispetto ad una persona meno socievole.

La grande difficoltà nella conduzione dello studio è stata la “parzialità di giudizio” dei padroni sui loro cani: com’è ovvio che sia spesso si tende a proiettare la propria personalità su chi ci sta vicino. Nonostante ciò Chopik è riuscito a ricavare risultati validi e credibili.

Chopik sostiene che quando le persone scelgono un cane, tendono a sceglierne uno compatibile con i loro ritmi di vita quotidiana. “Un aspetto – dice – è che ognuno si sceglie il suo cane. Un altro aspetto è che il cane finisce per essere inevitabilmente influenzato”.

Lo studio non prende in esame le cause, ma come sappiamo dalla ricerca del neuroscienziato statunitense Gregory Berns, i cani tendono a sviluppare una loro autentica personalità, un carattere tutto loro indipendente dal nostro.

Certo è che una influenza in tal senso avviene: sia i cani che i padroni tendono ad assumere caratteristiche simili e le loro qualità tendono a combaciare. Come dice l’etologa Zazie Todd, “è possibile che le persone plasmino la personalità dei loro cani e questa dal mio punto di vista è la possibilità più interessante”.

 

Doge: questione di Empatia!

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Pet therapy: a Torino sono arrivati i medici a 4 zampe!

Doge Store - Pet Therapy Torino

Vi ricordate quando vi abbiamo parlato delle strutture ospedaliere con aree attrezzate per la “visita” dei nostri animali domestici?

Bene, a Torino i nostri amici a 4 zampe sono stati riconosciuti come dei veri e propri “assistenti sanitari”!

La Pet Therapy promossa da WALCE Onlus

Dallo scorso 25 marzo infatti, 14 cani addestrati fanno compagnia a circa 20 pazienti oncologici.

Come spiega Silvia Novello, presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne Contro il Tumore del Polmone in Europa), responsabile Oncologia Polmonare all’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e Ordinario di Oncologia medica presso l’Università degli Studi di Torino, “nelle persone colpite da tumore polmonare, il sintomo acuto più frequente, prima e dopo il trattamento, è la fatique, uno stato di stanchezza profonda e prolungata”.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di evitare un peggioramento delle condizioni dei malati oncologici, riducendo il conseguente rischio di ansia, depressione, disturbi dell’umore e del sonno. Disturbi che colpiscono fino al 70% di questi pazienti.

La PT in oncologia

In Italia negli ultimi anni si è registrato un aumento delle strutture ospedaliere che includono la Pet Therapy nelle normali terapie. Lo scopo è alleviare la sofferenza, restitiure confidenza e, in alcuni casi, dare sostegno alla riabilitazione psicomotoria.

I benefici sui pazienti sono evidenti: gli animali fungendo da distrazione riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, facendo rievocare ricordi e pensieri positivi.

Il benessere però non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Come sottolinea la dott. Novello, “la fatique raramente viene descritta come sintomo isolato. E’ anzi spesso associata ad ansia, depressione, stress e disturbi del sonno, con conseguente impatto negativo sulla qualità della vita e sulla risposta alle terapie”.

 

Quale miglior compagno se non il nostro migliore amico di sempre? E’ proprio il caso di dirlo: il cane è davvero il migliore amico dell’uomo!

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Passeggiata col cane: qual è il guinzaglio migliore?

Doge Store - Il guinzaglio migliore per una buona passeggiata col cane

Nello scorso articolo vi abbiamo dato 4 buoni consigli per far sì che la vostra passeggiata col cane sia perfetta per entrambi.

In molti ci avete posto domande e dubbi riguardo l’utilizzo e la scelta del guinzaglio adatto alle passeggiate. Che ne dite di approfondire insieme l’argomento?

Guinzaglio lungo o corto?

Come vi abbiamo accennato, utilizzare un guinzaglio un po’ più lungo durante una passeggiata col cane presenta molti vantaggi rispetto ad uno più corto.

Le normative riguardanti le passeggiate in luoghi pubblici obbligano i padroni ad avere il cane a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Questo è dovuto ai potenziali classici pericoli che potrebbero presentarsi: incontri con altri animali, bambini piccoli, attraversamenti pedonali e via dicendo.

Se queste normative sono sensate e vanno indubbiamente rispettate, è anche vero però che nel caso in cui si presenti la situazione adatta, avere la possibilità di lasciare un po’ più di corda al nostro amico regala un’esperienza meravigliosa (come meravigliose saranno le successive) ad entrambi.

Vediamo nello specifico perché!

Nessuno è libero se non è padrone di se stesso

Quando è possibile, servirsi di un guinzaglio più lungo durante una passeggiata col cane regala al nostro amico un’esperienza di libertà. Questa sensazione gli permette di avere più spazio a disposizione, potendo inoltre muoversi col suo ritmo, a un’andatura a lui più congeniale e non necessariamente al nostro passo.

Alta tensione

La tensione di un guinzaglio tirato per la maggior parte del tempo genera inquietudine nel nostro cane. Immaginate di avere un guinzaglio corto agganciato al collare di un amico a quattro zampe giocherellone, col passo leggermente più veloce del nostro: entro pochi passi avrà tirato tutta la corda e comincerà a sentire la tensione del guinzaglio.

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di tensione del guinzaglio nei cani li abitua a tirare… hai voglia a dirgli di non farlo: è inconsciamente un insegnamento che gli diamo noi creando quell’inquietudine da guinzaglio! Questa particolare diseducazione è stata comprovata: i cani che si abituano a passeggiare con un guinzaglio un po’ più lungo perderanno il vizio di tirare. Provare per credere!

You’ve got a friend in me!

Lo sappiamo, per i nostri cani le interazioni sono importantissime. Dargli una più ampia possibilità di movimento lo aiuterà a socializzare molto di più con le persone e con gli altri cani. Non solo, questa ritrovata serenità ci darà modo di avere un miglior rapporto e una migliore comunicazione con lui e questo renderà entrambi più felici.

Parola di Doge!

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Passeggiata col cane: 4 consigli per far sì che sia perfetta!

Doge Store - 5 buoni consigli per una passeggiata col cane perfetta

Uscire per fare una passeggiata col cane risulta spesso essere un’incombenza anche seccante a cui tocca arrendersi almeno due-tre volte al giorno per fargli fare i bisogni.

E se la passeggiata col cane diventasse un appuntamento importante per voi? Oggi vi sveleremo qualche piccolo segreto per far sì che questo momento non sia più un fastidioso dovere ma una grande esperienza di relazione tra voi e il vostro Fido!

La passeggiata col cane perfetta esiste!

Dai luoghi da visitare al passo da tenere, ci sono almeno 4 aspetti da tenere a mente mentre ce ne andiamo a spasso col nostro amico:

1. State al passo!

Sì, avete capito bene! La cosa che più spesso ci capita quando facciamo una passeggiata col cane è quella di trascinarlo (o essere trascinati!) perché pretendiamo di imporgli il nostro passo.

Nella maggior parte dei casi non c’è nulla di più sbagliato per due motivi: innanzi tutto si tratta di una passeggiata per entrambi e non solo per noi (pensate al vostro amico a quattro zampe come se fosse un vostro conoscente: vi mettereste mai a correre obbligandolo a corrervi dietro mentre chiacchierate? O vi piacerebbe dovergli correre dietro per stargli al passo?), in secondo luogo dobbiamo sempre pensare alle caratteristiche fisiche del nostro cane. Se è anziano o soffre di qualche dolore è difficile che riesca a camminare velocemente, al contrario se il nostro è un amico gioviale e pieno di energie limitarlo potrebbe renderlo infelice.

2. Libertà (al guinzaglio) e socializzazione

Prevedere dei momenti di libertà durante la passeggiata è molto importante per la socializzazione del nostro amico. Anche se sappiamo quanto siano importanti le interazioni per i nostri cani, è necessario tenere presenti due cose:

  1. il suo carattere: ogni animale ha una propria personalità. Se il nostro cane ha un carattere tendenzialmente timido e solitario, in un luogo affollato, pieno di altri cani e altrettanti padroni potrebbe non sentirsi a proprio agio; al contrario se il nostro amico ha un carattere allegro ed espansivo, portarlo in luoghi isolati dove non ha grande modo di socializzare limiterebbe di gran lunga la possibilità di farlo esprimere.
  2. i luoghi pubblici: come sappiamo non è sempre possibile lasciare i nostri cani liberi di scorrazzare in giro. Nei luoghi pubblici per esempio è obbligatorio tenerli al guinzaglio a una distanza massima di 1,50 metri da noi. Il nostro consiglio è di comprare un guinzaglio un po’ più lungo: se durante una passeggiata col cane dovesse presentarsi la situazione adatta a lasciargli un po’ più di corda, un guinzaglio più lungo (accorciabile all’occorrenza) gli darà quell’idea di libertà che tanto gli piace!

3. Stessa storia, stesso posto, stesso bar…

Che noia già solo a leggerlo, figuriamoci a viverlo! Certo non è facile spostarsi ogni volta in un luogo nuovo mai visto prima, soprattutto vista la frequenza con la quale usciamo a fare passeggiate. Cercare di ritagliare però il tempo per delle “passeggiate fuori porta” in luoghi mai visitati farà bene sia a noi che al nostro Fido che avrà così modo, proprio come noi, di conoscere nuove cose e fare insieme a noi una nuova esperienza!

Ok, se proprio non avete idea di dove andare vi diamo un piccola giocosa dritta: mai sentito parlare dei parco giochi per i cani?

4. Mettiti in gioco

Questo è forse il consiglio più grande e amorevole che possiamo darvi. Lo sappiamo, a volte non è facile stare dietro a tutto: la casa, il lavoro, magari dei bambini ci tolgono tanto di quel tempo che quel poco che rimane vorremmo passarlo in tranquillità, possibilmente comodi sul divano.

Vi sveliamo questo segreto: divertirci durante le passeggiate col nostro Fido ci donerà più energia di quanto possiamo immaginare: vederlo felice, sapere che si sta divertendo insieme a noi e che, anzi, ci stiamo divertendo insieme ci darà nuova linfa vitale e contribuirà a stringere ancora di più quell’indissolubile rapporto che solo cane e uomo possono avere.

Parola di Doge!

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Una cura a quattro zampe: la pet therapy

Doge store - Pet therapy

I veri amici si vedono nelle difficoltà”, dice un famoso modo di dire, ed i nostri amici a quattro zampe non sono da meno.

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro il cancro del prossimo 4 febbraio, ricordiamo l’importanza della pet therapy e di come ha cambiato le vite di tanti pazienti grandi e piccoli, oncologici e non solo.

Qualche cenno storico

L’importanza del rapporto uomo-animale allo scopo di ottenere benefici per la salute è consolidata da lunghissimo tempo. Sono diversi i casi, a partire addirittura dal 1700, di utilizzo di animali domestici per aiutare i pazienti, specie psichiatrici, a recuperare condizioni psicofisiche ottimali.

La svolta si ebbe a partire dagli anni Cinquanta, quando lo psichiatra infantile americano Boris Levinson notò la tendenza di un suo paziente, un bambino affetto da autismo, ad approcciarsi al suo cane. Il bambino proiettava sull’animale delle sensazioni che difficilmente sarebbe riuscito ad esprimere in una normale seduta di terapia.

Dal 1997, in Italia, il Ministero della Salute ha iniziato a proporre delle terapie sperimentali a persone con disturbi del comportamento, e nel 2003 ne è stata riconosciuta la validità.

A partire dal 2007 l’Istituto Superiore di Sanità, avendo pienamente approvato le terapie, stila delle linee guida per agevolare la pratica in ogni sede, senza dimenticare le regole per il trattamento etico ed il rispetto dell’animale.

Nel 2009 nasce il Centro di Referenza nazionale per la pet therapy presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

La pet therapy in oncologia

Negli ultimi anni si è registrato, in Italia, un aumento delle strutture ospedaliere che includono la pet therapy nelle normali terapie, allo scopo di alleviare la sofferenza dei pazienti, a restituire loro confidenza e, talvolta, anche come sostegno alla riabilitazione psicomotoria. E’ aumentato anche il numero di strutture che prevedono aree attrezzate per la “visita” dei nostri amici a quattro zampe durante i periodi di ricovero dei pazienti.

I benefici sui pazienti sono chiari e tangibili: gli animali riescono a far distaccare il paziente dalla malattia, fungendo da distrazione e da elemento in grado di far evocare e condividere ricordi positivi. Fondamentale è anche il tipo di presenza che l’animale sa offrire: essa è priva di ogni giudizio, favorisce le interazioni sociali e sollecita la collaborazione, senza dimenticare l’aspetto più tenero ed intimo – il contatto fisico, la “coccola”.

Ma il benessere non si ferma all’umore: la letteratura scientifica conferma che oltre all’aumento di endorfine, l’interazione paziente-animale migliora i livelli di pressione arteriosa, la risposta immunologica e la risposta allo stress.

Non solo cani

Naturalmente non sono solo i cani ad allietare le giornate degli ospedalizzati: in base a fobie, allergie e propensioni individuali vengono selezionate le specie più appropriate, appartenenti comunque a razze non selvatiche ma da affezione, ovvero cresciute in ambienti antropizzati ed abituate al contatto con l’uomo: si scelgono di solito, oltre ai cani, anche gatti, conigli, criceti, ma anche animali da fattoria, in particolare asini e cavalli.

 

E’ proprio il caso di ripeterlo: i veri amici si vedono nel momento del bisogno!

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Cani e bambini: le 4 regole per una buona convivenza

Doge store - Le quattro buone regole per far convivere pacificamente cani e bambini

Sempre più spesso sentiamo parlare di tragedie aventi per protagonisti cani e bambini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di animali non appartenenti alla famiglia o comunque poco inclini alla socializzazione. Vediamo insieme allora le quattro buone regole da seguire per evitare che questi cupi avvenimenti accadano proprio con il nostro amico a quattro zampe.

Regola n. 1: supervisione

E’ la prima e la più importante di tutte: quando abbiamo a che fare con cani e bambini la nostra totale attenzione non deve assolutamente mancare. Importantissimo è quindi far caso sia al comportamento del bambino nei confronti del cane, che a quello del nostro amico a quattro zampe nei confronti dei più piccoli.

E’ possibile infatti che il nostro cane abbia una forte attitudine territoriale o che comunque non tolleri di buon grado qualche piccola tirata di orecchie che il bambino potrebbe imprudentemente fare. Proprio qui entriamo in gioco noi padroni: se vogliamo che il nostro amico a quattro zampe e il nostro bambino (o il bambino di altri!) possano convivere pacificamente dobbiamo insegnare ad entrambi il rispetto reciproco.

Seconda regola: le dimensioni contano

Una tra le situazioni più difficili da affrontare è quando il bambino si trova in presenza di cani di grossa taglia. Con questo non vogliamo dire che sia il caso di evitare l’incontro, al contrario chi vi parla è nato e cresciuto in una casa piena di adorabili Boxer. Certo è che in questo caso l’attenzione deve essere massima, non perché il cane di taglia grande sia meno incline alla socializzazione o abbia un carattere meno mansueto, ma perché è inevitabile che, date le dimensioni, il nostro amico a quattro zampe si senta in una posizione di superiorità rispetto al bambino.

Crescere bene, crescere insieme

Questo è indubbiamente il miglior modo per far sì che il nostro animale sia piacevolmente incline ad accettare nel suo territorio bambini di famiglia e non. Abituare il nostro amico a interagire con i bambini insegnandogli a riconoscerne e rispettarne al tempo stesso la loro posizione di inferiorità è il modo migliore per evitare che il nostro amico possa mal reagire alla presenza di bambini nel suo territorio… e sulla sua coda!

Quarta regola: attenzione ai segnali!

Questa è forse la regola più delicata. Abbiamo parlato all’inizio della supervisione necessaria durante i momenti di incontro tra cani e bambini. Oltre a supervisionare è importante far caso ai segnali inviati dai nostri amici a quattro zampe.

Il nostro cane infatti potrebbe reagire in due modi: potrebbe tollerare le “angherie” del bimbo vivendo però la convivenza con un certo disagio o al contrario non tollerarlo affatto, passando direttamente alle cattive maniere.

Qui il nostro compito si fa spinoso: sgridare un cane tollerante perché ad esempio ha ringhiato al bambino per comunicargli il suo fastidio vuol dire insegnare al cane che non deve lamentarsi se vive del disagio. Questo nella maggior parte dei casi, in base al suo carattere, porterà il nostro amico a quattro zampe a non ringhiare più, certo, passando però direttamente ai fatti. In questa fase perciò la nostra presenza è importantissima: non è solo il cane a dover imparare le buone maniere in presenza dei bambini ma anche i bambini stessi.

Insegnare ai più piccoli il rispetto per tutti gli animali è il primo, grande, importantissimo passo per una felice e duratura amicizia. Parola di Doge!

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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!

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Animali e anziani: vivere felici e in compagnia!

Doge Store - Animali e anziani

Animali e anziani: una coppia felice e contenta!

Cosa può unire animali e anziani? Una semplice cosa: la compagnia. Si sa, sia gli anziani che gli animali domestici, come cani e gatti, hanno bisogno di vivere in compagnia e di non sentirsi soli o abbandonati. E’ proprio per questo motivo che possono formare una coppia bene assortita!

Animali e anziani: vivere felici insieme

Sappiamo bene che gli animali domestici, soprattutto i cani, hanno bisogno di sentirsi parte di una famiglia e coccolati: odiano infatti vivere in solitudine. Lo stesso si può dire degli anziani, che per vivere sereni hanno bisogno di una compagnia costante. Perché allora non proprio quella degli animali domestici?

Conosciamo bene i benefici di quella che è correntemente chiamata pet therapy e sappiamo quanto i nostri amici a quattro zampe siano in grado di aiutare gli esseri umani nei loro periodi più difficili grazie alla loro presenza e al loro affetto.

In questo contesto, anziani e cani possono completarsi a vicenda, aiutandosi reciprocamente a sconfiggere la solitudine e il potenziale stato di depressione derivante da questo stadio avanzato della loro vita.

Pet therapy: cani e gatti: i nostri angeli custodi 

Non solo i cani, ma anche i gatti possono svolgere questo compito: secondo diversi studi scientifici la presenza dei nostri amici con i baffi aiuta proprio le persone più anziane. Anche i gatti infatti hanno una sorta di propensione nell’aiutare chi soffre che sviluppano nel corso della loro vita a contatto con gli esseri umani.

Insomma, ancora una volta animali domestici e esseri umani sono un binomio vincente!

 

PS oggi è il Black Friday! Approfittate del coupon BLACKDOGE per regalare al vostro amico a quattro zampe un dono speciale nel nostro shop!