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Comunicare col cane: più facile a farsi che a dirsi!

Doge - Comunicare col cane

Vi siete mai chiesti come facciano gli animali a farsi seguire dal resto del branco? Di certo a differenza di noi umani non sono in grado di comunicare tra di loro con la parola. Come fanno allora?

La risposta è semplice: attraverso i gesti.

Comunicare col cane attraverso i gesti

La comunicazione non verbale nel regno animale è fondamentale, per certi versi molto più importante di quella verbale. Il loro comportamento e le loro espressioni ci dicono molto su quello che non riescono a manifestare a voce.

Stessa cosa vale per il loro apprendimento: in fase di addestramento conta molto di più quello che facciamo noi padroni rispetto a quello che diciamo al nostro Fido. L’espressione del nostro viso, il nostro sguardo, anche la postura che assumiamo inviano al cane dei segnali che il nostro amico può imparare a riconoscere come comandi ben precisi.

Il metodo del branco: comunicare col cane non è mai stato più naturale!

E’ proprio per questo che i più esperti addestratori cinofili consigliano il metodo del branco: imparare – noi per primi – a comunicare col corpo prima ancora che con la voce è una tecnica per molti versi notevolmente più efficiente. Basti pensare che ci sono razze che quasi mai ascoltano i comandi verbali che gli vengono rivolti: finalmente abbiamo una soluzione!

Imparare a comunicare col cane utilizzando il corpo anziché gli ordini verbali ci permetterà di educare il nostro amico in una maniera a lui più congeniale, rendendola di conseguenza la migliore.

Occhio ai toni!

Oltre la comunicazione non verbale, ad ogni modo, è importante ricordare sempre l’importanza del modo in cui ci si rivolge al cane: dare un comando con tono troppo morbido ad esempio potrebbe far percepire al nostro cane una poca fermezza da parte nostra. Potrebbe addirittura scambiare il nostro ordine per un gioco, continuando quindi in quello che stava facendo.

Farsi vedere fermi sulle proprie decisioni andando al contempo incontro al vostro Fido nel metodo di apprendimento più semplice per lui da capire, renderà l’addestramento e il vostro rapporto ancora più unico e forte. Parola di Doge!

 

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Cani e bambini: le 4 regole per una buona convivenza

Doge store - Le quattro buone regole per far convivere pacificamente cani e bambini

Sempre più spesso sentiamo parlare di tragedie aventi per protagonisti cani e bambini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di animali non appartenenti alla famiglia o comunque poco inclini alla socializzazione. Vediamo insieme allora le quattro buone regole da seguire per evitare che questi cupi avvenimenti accadano proprio con il nostro amico a quattro zampe.

Regola n. 1: supervisione

E’ la prima e la più importante di tutte: quando abbiamo a che fare con cani e bambini la nostra totale attenzione non deve assolutamente mancare. Importantissimo è quindi far caso sia al comportamento del bambino nei confronti del cane, che a quello del nostro amico a quattro zampe nei confronti dei più piccoli.

E’ possibile infatti che il nostro cane abbia una forte attitudine territoriale o che comunque non tolleri di buon grado qualche piccola tirata di orecchie che il bambino potrebbe imprudentemente fare. Proprio qui entriamo in gioco noi padroni: se vogliamo che il nostro amico a quattro zampe e il nostro bambino (o il bambino di altri!) possano convivere pacificamente dobbiamo insegnare ad entrambi il rispetto reciproco.

Seconda regola: le dimensioni contano

Una tra le situazioni più difficili da affrontare è quando il bambino si trova in presenza di cani di grossa taglia. Con questo non vogliamo dire che sia il caso di evitare l’incontro, al contrario chi vi parla è nato e cresciuto in una casa piena di adorabili Boxer. Certo è che in questo caso l’attenzione deve essere massima, non perché il cane di taglia grande sia meno incline alla socializzazione o abbia un carattere meno mansueto, ma perché è inevitabile che, date le dimensioni, il nostro amico a quattro zampe si senta in una posizione di superiorità rispetto al bambino.

Crescere bene, crescere insieme

Questo è indubbiamente il miglior modo per far sì che il nostro animale sia piacevolmente incline ad accettare nel suo territorio bambini di famiglia e non. Abituare il nostro amico a interagire con i bambini insegnandogli a riconoscerne e rispettarne al tempo stesso la loro posizione di inferiorità è il modo migliore per evitare che il nostro amico possa mal reagire alla presenza di bambini nel suo territorio… e sulla sua coda!

Quarta regola: attenzione ai segnali!

Questa è forse la regola più delicata. Abbiamo parlato all’inizio della supervisione necessaria durante i momenti di incontro tra cani e bambini. Oltre a supervisionare è importante far caso ai segnali inviati dai nostri amici a quattro zampe.

Il nostro cane infatti potrebbe reagire in due modi: potrebbe tollerare le “angherie” del bimbo vivendo però la convivenza con un certo disagio o al contrario non tollerarlo affatto, passando direttamente alle cattive maniere.

Qui il nostro compito si fa spinoso: sgridare un cane tollerante perché ad esempio ha ringhiato al bambino per comunicargli il suo fastidio vuol dire insegnare al cane che non deve lamentarsi se vive del disagio. Questo nella maggior parte dei casi, in base al suo carattere, porterà il nostro amico a quattro zampe a non ringhiare più, certo, passando però direttamente ai fatti. In questa fase perciò la nostra presenza è importantissima: non è solo il cane a dover imparare le buone maniere in presenza dei bambini ma anche i bambini stessi.

Insegnare ai più piccoli il rispetto per tutti gli animali è il primo, grande, importantissimo passo per una felice e duratura amicizia. Parola di Doge!

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Le interazioni tra cani: come possono andare d’accordo?

Doge Store - Le interazioni tra cani

Le interazioni tra cani sono fondamentali affinché questi animali possano socializzare, imparare gli uni dagli altri, crescere e divertirsi. Come possono però i cani imparare ad andare d’accordo tra di loro?

Nella maggior parte dei casi i padroni hanno paura di gestire il proprio cane in maniera inadeguata e di conseguenza sono restii all’idea di liberare il proprio animale e farlo socializzare con gli altri amici a 4 zampe. A lungo andare questa paura può diventare molto dannosa sia per il benessere dell’animale che per la sua socializzazione con altri simili.

Quelli che vogliamo darvi oggi sono dei piccoli consigli per prendere fiducia ed evitare che i vostri amici diventino degli animali poco socievoli.

Cosa è fondamentale per le interazioni tra cani?

Il concetto principale da tenere sempre a mente per il bene del nostro cane è l’importanza che la confidenza nei confronti degli altri simili ha nella sua vita. E’ bene quindi lasciarlo socializzare ponendo sempre molta attenzione al modo in cui si comporta con gli altri.

Per poterlo lasciare libero di socializzare però dobbiamo aver presente le regole che esistono nel mondo animale.

Le regole fondamentali

La prima di questa è la gerarchia: quando sentiamo parlare di “cane alpha”, “cane beta” e via dicendo, ci si riferisce proprio a questo. Nel mondo animale infatti esistono delle vere e proprie scale gerarchiche. Essere in grado di capire (e far capire al nostro amico) chi dei cani presenti al momento della socializzazione è l’animale dal carattere più forte permetterà, a noi e al nostro amico, di capire fino a che punto saranno in grado di andare d’accordo.

Come capire la gerarchia? Nel modo che ci sembra più assurdo: attraverso lo scontro. Mettere il nostro amico nelle condizioni di essere trascinato via ogni volta che vorrà abbaiare, ringhiare o allontanare in qualche modo i suoi simili infatti, gli insegnerà a non trattenersi dalla lite. La conseguenza sarà una mancanza di limiti per i quali il nostro amico tenderà a maturare un carattere scontroso nei confronti degli altri cani.

Al contrario, lasciarlo “libero” di esprimere il suo disappunto (senza rischiare ovviamente dei veri e propri litigi) farà sì che il nostro amico a quattro zampe impari ad allontanare da sé situazioni sgradevoli con i suoi simili.

L’amicizia: uno scambio continuo

Un’altra cosa molto utile da sapere è che ogni animale prende qualcosa da un suo simile e a sua volta insegna qualcosa ad uno di loro. Avviene cioè un interscambio molto interessante.

Affinché questo avvenga però è fondamentale il comportamento del padrone. Attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti, i comandi o anche attraverso la mancanza di alcuni di questi fattori infatti, il padrone non fa altro che segnalare al cane delle indicazioni che egli recepisce e che cambiano ovviamente il suo atteggiamento.

Lo stato d’animo del padrone quindi è fondamentale: la direzione nella quale si muove (andando incontro o al contrario allontanandosi da altri cani, ad esempio) o il modo in cui tiene il guinzaglio sono input ben precisi che il cane recepisce come comandi. Tutti questi nostri comportamenti influenzano la reazione del nostro amico alla presenza di altri simili.

A tal proposito l’ambiente stesso è importantissimo: trovarsi con altri animali in spazi piccoli ridurrà necessariamente la possibilità di movimento e aumenterà la pressione che il nostro amico potrebbe percepire in fase di socializzazione. Al contrario, uno spazio più grande permetterà ai nostri amici di non subire pressioni e a noi padroni di avere una più ampia possibilità di movimento (nonché maggior capacità di allontanamento!).

 

Naturalmente questi sono solo dei piccoli consigli che bisogna tenere a mente quando portiamo a spasso il nostro amico. Qualora il vostro abbia un carattere abbastanza diffidente è sempre bene rivolgersi ad istruttori esperti per insegnargli a socializzare con i suoi simili!

Con questa buona dose di suggerimenti cogliamo l’occasione per farvi tanti auguri di buone feste a voi e… ai vostri cuccioloni!

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Cani e malaria, un esperimento per sfruttare l’olfatto di questi animali

Dogestore - Cani e malaria

Cani e malaria: possibile che esista una correlazione tra questi animali e la malattia?

Che i cani abbiano delle capacità speciali e dei sensi molto più sviluppati dei nostro è indubbio e fuori discussione. Una delle ultime ricerche relative a questi animali ha però evidenziato un’altra particolarità: quella di combattere e aiutare nella cura di talune malattie piuttosto serie come la malaria.

Che relazione esiste tra cani e malaria?

Secondo quanto riportato da uno studio su questi animali, i cani sarebbero in grado di percepire eventuali presenze di virus e altri componenti di alcune malattie come appunto la malaria. Un esperimento quindi che dà ulteriore importanza alla già nota qualità olfattiva super sviluppata dei cani.

Secondo un gruppo di scienziati del National Malaria Control Programme in Gambia infatti, i cani hanno sviluppato questa qualità dopo un breve addestramento ed hanno dimostrato la loro tesi grazie a un esperimento molto particolare. Gli scienziati hanno fatto indossare per una notte a 30 bambini infetti e 145 sani dei calzini che poi sono stati congelati e fatti annusare ad alcuni cani, tra cui, in particolare, un Labrador e un Labrador Retriever della sezione Medical Detection Dogs del Regno Unito.

Gli animali hanno individuato il 70% dei calzini indossati da bambini infetti dal parassita e il 90% di quelli dei bambini sani. Il motivo? La malaria può alterare l’odore che le persone emanano dalla pelle, il che rende il nostro sangue più appetibile alle zanzare che trasmettono questa infezione.

Le conseguenze della relazione positiva tra cani e malaria

E’ indubbiamente una scoperta importantissima. Non è da escludere infatti che in futuro i nostri amici a quattro zampe possano essere impiegati per i controlli sanitari di routine negli aeroporti dei Paesi che hanno un rischio di trasmissione di malaria più alto, rendendo il procedimento di controllo molto più rapido di quello attuale.

Insomma, è proprio vero che il cane è il miglior amico dell’uomo!

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Cani in aeroporto: la terapia per combattere lo stress

Cani in aeroporto

Cani in aeroporto? Certo che sì: non per viaggio, ma per combattere lo stress! Il servizio, ancora fermo in Europa dove non ha preso piede come ci si aspettava sulla scia di quanto successo negli Stati Uniti, si propone di aiutare i passeggeri nell’attesa e nella paura del viaggio in aereo. Come funziona? I cuccioli di cani e gatti, ma anche un maialino, daranno sollievo a chi soffre di stress per il volo in aereo, per combattere l’ansia e superare le difficoltà che possono presentarsi in aeroporto.

Cani in aeroporto: come funziona negli Stati Uniti

Quando siete nel gate o in coda per il metal detector o in fila in bagno stanchezza e noia possono affiorare. Come potreste superare questi problemi tipici della vita in aeroporto? Ecco la soluzione: le coccole di un cucciolo! In diversi aeroporti americani è già attivo questo “servizio” anti stress per aiutare a diminuire l’ansia del volo, quindi se sentite qualche verso particolare guardatevi intorno: tra il personale adibito potreste trovare qualcuno con al guinzaglio un cane, un gatto o addirittura un maialino se siete nei pressi di San Francisco, dove è già diventato una star vera e propria.

Cani in aeroporto: una vera e propria terapia

Simile alla pet therapy, questa terapia dei cani in aeroporto previene secondo gli studi raccolti i possibili attacchi di panico. A Denver ad esempio, all’International Airport in Colorado, ci sono nelle sale di attesa dei gate, le squadre di terapia di cani, definita Canine Airport Therapy Squad. Quanti sono i cani in aeroporto a Denver? Oltre cento di circa quaranta razze differenti ed… un gatto! Si tratta di cani di diverse taglie che riescono a far rilassare i passeggeri attraverso la loro simpatia ed una super maglietta con scritto “Pet me” ovvero “fammi le coccole”.

Oltre San Francisco col suo maialino c’è anche l’Aeroporto internazionale di Cincinnati nel Kentucky settentrionale, dove è possibile trovare i pony, dei veri e propri cavalli in miniatura ad attendere passeggeri inquieti. Una terapia interessante, non trovate? Non ci resta che prenotare i biglietti!

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Foof : Alla scoperta del primo parco-museo dedicato ai cani

foof - doge blog

Foof il posto dedicato ai nostri amici a quattro zampe
Foof è uno spazio innovativo che sorge a Mondragone, in Campania, nato dal desiderio di trasformare un rifugio per cani abbandonati in un luogo piacevole ed accogliente non solo per i cuccioli da adottare ma anche per i visitatori di tutte le età.

Il cane è il protagonista indiscusso dell’intera struttura, realizzata con materiali eco sostenibili, con impianti fotovoltaici e di fitodepurazione che contribuiscono a salvaguardare la salute degli animali ospitati e dell’ambiente.

Tantissime razze di cani sono allevate con cura ed amore dove i cuccioli sono seguiti costantemente da veterinari esperti e dal personale Foof, alimentati grazie all’orto a km 0 che, presente all’interno del parco, fornisce una parte del loro cibo giornaliero.

Un immenso parco attrezzato permette di passare del tempo di qualità con il proprio cane, con gli amici o con la famiglia a giocare, rilassarsi, fare dei picnic e scoprire tante curiosità sul mondo dei vostri amici a quattro zampe.

Nel museo è presente una collezione fotografica di personaggi famosi ritratti insieme ai loro cani, una vasta collezione di collari antichi e contemporanei, opere d’arte e spazi interattivi in cui è possibile conoscere la storia, l’evoluzione e il ruolo del cane nella vita dell’uomo.

Foof ospita mostre personali di artisti contemporanei, spettacoli, laboratori didattici per bambini e ragazzi, incontri con esperti di educazione canina e molti altri eventi.

Per saperne di più: www.foof.it