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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!

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Cani in ufficio? Via libera per gli uffici dell’Ats a Milano

Doge Store - Cani in ufficio

Cani in ufficio? Sì, finalmente sarà possibile a Milano! Cani, gatti e ogni tipo di animale domestico potrà essere portato con sé dai dipendenti dell’Ats, ovvero l’Azienda di Tutela della Salute. In tempi brevi chi lavora all’Ats potrà dunque passare le giornate in ufficio in compagnia del suo animale domestico.

Ovviamente tutto sarà disciplinato da un regolamento, già approvato lunedì scorso dalla Regione Lombardia.

Amanti degli animali, è ora di festeggiare!

Non saranno pochi gli amanti degli animali a gioire di questa notizia: gli animali del territorio della Città Metropolitana di Milano ad essere iscritti all’anagrafe della regione infatti sono ben 400mila, di cui 351.311 cani e 49.000 gatti. Numeri peraltro in continua crescita, basti pensare che nella sola città di Milano si registrano già ben oltre 100.000 cani iscritti.

Ovviamente, come dicevamo, il tutto sarà disciplinato da un regolamento. Un vero e proprio codice di comportamento che dovranno seguire sia il dipendente che l’animale: alcune norme e regole molto severe per la tutela del lavoro comune e del benessere di tutti.

Cani in ufficio, le parole dell’assessore

Del provvedimento ha parlato anche l’assessore Gallera. “La presenza dei nostri animali d’affezione incide in maniera determinante nel migliorare la qualità della vita delle persone. Ricordo che già nel 2017 la Regione Lombardia ha approvato un regolamento che individuava i criteri per l’accesso degli animali d’affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, permettendo ai pazienti ricoverati di ricevere la visita dei loro animali domestici, regolamento che con grande soddisfazione è stato approvato nelle aziende ospedaliere lombarde”.

Si tratta di “un percorso virtuoso che oggi ha la sua evoluzione naturale proprio nell’ambiente di lavoro dove i vantaggi della compagnia degli amici ‘pet’ sono stati confermati da più di uno studio. Tenere un cane o un gatto in ufficio contribuisce infatti a ridurre lo stress lavorativo e ad aumentare la produttività, rende più creativi e moltiplica le gratificazioni, favorendo la socializzazione tra le persone e producendo empatia”.

 

Noi di Doge non possiamo che essere felici di questa notizia, auspicando che venga presto replicata anche nelle altre regioni italiane!

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Cane: migliore amico dell’uomo? La risposta è da sempre!

Cane miglior amico dell'uomo

Cane: migliore amico dell’uomo? Tranquilli, non ci stiamo specializzando in proverbi e detti popolari!

Al contrario gli articoli del nostro blog sono sempre frutto di curiosità e domande che ci vengono poste. Ed è proprio da una domanda curiosa che è nato l’articolo di questa settimana: “E’ davvero il cane il migliore amico dell’uomo?”.

La risposta è sì e da sempre, secondo quanto riportato da un saggio di Yuval Noah Harari che parla della storia dell’umanità, dalla comparsa del primo homo fino ad oggi, toccando anche il rapporto tra uomini e animali e il binomio vincente cane-uomo.

Secondo quanto si apprende appunto dal saggio, il cane sarebbe stato il primo animale ad essere stato addomesticato sin dall’era dell’Homo sapiens. I cani addomesticati dunque risalirebbero a 15.000 anni fa, ma secondo Yuval questo legame potrebbe essersi creato anche prima, anche se non ci sono prove concrete dell’amicizia tra cani ed esseri umani.

Cane migliore amico dell’uomo: l’estratto del saggio

Il cane è stato il primo animale addomesticato da Homo sapiens, e ciò accadde prima della Rivoluzione agricola. Non c’è accordo fra gli esperti circa la data precisa, ma disponiamo di prove incontrovertibili del fatto che ci fossero già cani addomesticati circa 15.000 anni fa. Può darsi, però, che questi animali si siano uniti ai gruppi umani migliaia di anni prima. I cani venivano usati per la caccia e il combattimento, e anche come sistema d’allarme contro le bestie feroci e gli umani intrusi. Nel corso delle generazioni, le due specie svilupparono una buona comunicazione reciproca. I cani più attenti alle necessità e ai modi di sentire dei loro compagni umani ottenevano una maggiore considerazione e più cibo, per cui avevano più probabilità di sopravvivere. Allo stesso tempo, i cani impararono a manipolare gli umani in funzione delle proprie esigenze. Un legame che dura da 15.000 anni ha prodotto tra gli umani e i cani una comprensione e un affetto molto più profondo di quello che può esistere tra gli umani e qualsiasi altro animale.

Tratto da “Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità.” di Yuval Noah Harari.

E’ questo il bellissimo estratto che ci rivela l’intensità e la durata di un amore ultramillenario: due destini indissolubilmente legati in eterno!

E allora se il cane è il migliore amico dell’uomo da sempre perché non fargli (e farvi) un bel regalo approfittando degli sconti del black friday? Vi aspettiamo venerdì 23 novembre su Doge Store con sconti del 20% su tutte le collezioni: non fatevi scappare questa occasione, inserite BLACKDOGE tra i vostri coupon e il gioco è fatto!

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Sei cuccioli di cane sopravvissuti cercano casa

Doge - Cuccioli di cane cercano casa

Sono sei i cuccioli di cane ritrovati che sono sopravvissuti in una cava nella provincia romana: sei cuccioli di una randagia che vive a sud delle capitale.

Si chiamano Ginevra, Morgana, Isotta, Isadora, Costanza e Lancillotto. Hanno vissuto fino ad ora in una cava abbandonata, salvati dal Gruppo Enpa dei Castelli Romani. Ora sono alla ricerca di qualcuno che si prenda cura di loro e gli dia una vita dignitosa e felice, facendogli sentire tutto il calore umano al quale non sono abituati.

Cuccioli di cane: l’appello di Giovanna Riccardelli

“Non avendo quasi per nulla avuto conoscenza diretta con gli umani nel periodo più importante per la loro  socializzazione, mostrano, chi più chi meno, molta paura e disagio nell’approccio immediato con le persone, pur non essendo mai aggressivi. Cosa cerchiamo per loro? Padroni o altre associazioni di volontariato che abbiano degli educatori che possano lavorare su questi cani”. Si tratta di un vero e proprio appello lanciato a “tutti coloro che vogliano sostenere questi cuccioli nel loro recupero, per garantirgli una vita felice”

Chi sono questi meravigliosi cuccioli di cane?

I sei cuccioli hanno circa 10 mesi di età e sono una futura taglia media: sono ancora piccoli e indifesi ma diventeranno cani grandi con un peso tra i 22 ed i 25 chili.

Come adottarli? Serviranno, come affermato da Giovanna Riccardelli di Enpa “persone empatiche che abbiano già avuto esperienza con i cani ma anche voglia e disponibilità ad attendere i loro tempi di adattamento, che potrebbero essere anche relativamente lunghi. Ancor meglio se in casa ci sono altri cani, equilibrati, strutturati e socievoli che possano dar loro il buon esempio”.

Per aiutarli a vivere e tornare a fidarsi degli esseri umani servirà grande calore e persone che amano questi animali: per adottarli chiamate il numero 366.25.22.013, oppure potete comunicare via mail con giovannariccardelli@gmail.com e via Whatsapp al 329.24.21.255.

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Empatia Canina

empatia canina doge

Empatia Canina – Secondo uno studio condotto dall’università londinese Goldsmiths College, l’animale in grado di provare maggior empatia con l’uomo è il cane.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Animal Cognition, si concentra sulla risposta dei cani domestici alle emozioni degli esseri umani, in particolare ad uno stato di sofferenza o di pericolo.

Il cane, posto davanti al padrone o ad uno sconosciuto che inscena un pianto improvviso, tende a guaire, a strofinare il muso contro i piedi, a poggiare la testa sulle ginocchia e ad offrire i loro giochi preferiti per consolare la persona in difficoltà.

Sebbene tali azioni implichino il desiderio del cane di donare sollievo e conforto, potrebbero anche essere dei segni di semplice curiosità o suggerire la sua afflizione nel veder triste il proprio padrone.

L’esperimento compiuto su diciotto cani di diverse razze ha mostrato come essi sembrino partecipare alla nostra gioia e dispiacersi per la nostra tristezza.

Questa tesi sembra essere avvalorata dal fatto che cane e uomo condividono un legame simbiotico da circa 15,000 anni, un periodo in cui l’educazione e l’allevamento ha prodotto non solo razze con taglie e forme fisiche diverse ma anche disposizioni comportamentali differenziate.

Inoltre, è stato indicato che l’addomesticamento ha favorito uno sviluppo delle abilità socio-cognitive dei cani e una forte predisposizione a creare stretti legami d’affezione con l’uomo.

Che sia vera empatia o istinto innato, ogni cane occupa un ruolo importante nella vita del proprio padrone in cui amore incondizionato e fiducia sono gli elementi base di un rapporto indissolubile.

Empatia Canina

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