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Cani e bambini: cosa non fare per una sana convivenza

Doge Store - Cani e bambini

Nello scorso appuntamento abbiamo approfondito le regole per far sì che cani e bambini possano avere un buon rapporto di amicizia.

In particolare abbiamo visto che abituare sia i più piccoli che i nostri amici a quattro zampe a convivere insieme è il modo migliore per insegnare ad entrambi la fiducia nell’altro.

Quelle che analizzeremo oggi sono le cose da non fare assolutamente se vogliamo perseguire il nostro obiettivo. Vediamole insieme!

Le cose da non fare per una buona convivenza tra cani e bambini

Quella tra cani e bambini è una delle amicizie più belle e incantevoli: c’è divertimento, tenerezza, complicità. E’ un rapporto magico che necessita però di essere costruito giorno per giorno con costanza attraverso l’educazione sia del nostro amico a quattro zampe che del nostro bambino.

Molti studi evidenziano quanto avere un rapporto di amicizia con un animale domestico sviluppi nei bambini un’intelligenza sociale maggiore rispetto a chi non lo ha; irrobustisce il sistema immunitario e diminuisce le allergie. Un vero toccasana insomma, ma come far sì che possa crearsi un legame rispettoso tra i due?

Il cane non è un giocattolo

La prima cosa da insegnare al nostro bambino è che non possono fare tutto ciò che vogliono. Il nostro Fido non è uno dei suoi giocattoli e anzi, al contrario, ha sentimenti, emozioni e istinti proprio come l’uomo e quindi ci sono dei limiti da rispettare. E’ l’insegnamento primo che dobbiamo dare ai nostri bambini: questo è ciò che sviluppa l’intelligenza sociale nei bambini, la consapevolezza che anche gli altri (animali o umani che siano) hanno delle proprie emozioni e delle proprie percezioni del mondo e che queste vanno rispettate.

A ognuno il proprio

Un’altra regola fondamentale da seguire è impostare e far riconoscere da entrambi dei confini. E’ bene insegnare ai bambini ad esempio a non avvicinarsi al cane mentre sta mangiando (e quindi vicino alla ciotola) e mentre sta dormendo. La sua cuccia non è uno spazio di gioco e allo stesso tempo i giochi del bambino non sono giochi per il cane: a ognuno il proprio!

Contenere l’esuberanza

Un altro istinto innato da tenere d’occhio è l’esuberanza. Sono istinti che appartengono sia ai cani, in particolare se molto giocosi, sia ai bambini. Ovvio, nessuno dei due agisce con l’intenzione di fare del male all’altro. E’ proprio per questo che dobbiamo insegnare ai bambini a non fare dispetti al cane, a non infastidirli toccando parti delicate come coda e orecchie (vere e proprie attrazioni per i bambini!) e a non disturbarli con urla.

Allo stesso tempo, se da un lato è un enorme errore sgridare il cane che ha bofonchiato un ringhio al bambino dispettoso (non dimentichiamo mai che nella maggior parte dei casi è il cane ad essere vittima del bambino e che quindi ha diritto a tutta la nostra comprensione), è molto importante educare il cane a rispettare il nostro piccolo uomo e a considerarlo come parte integrante della famiglia.

Supervisione

La parola d’ordine per eccellenza sempre, in qualunque momento. Supervisione non vuol dire riempirsi di inutili preoccupazioni ma impostare regole chiare sin dal primo giorno e farle rispettare quotidianamente da ognuno. Vuol dire insomma non lasciare nulla al caso. Così facendo tra i due cuccioli di casa nascerà qualcosa di speciale e magico che nessuno potrà mai togliergli: l’amicizia più bella e duratura del mondo, quella tra cani e uomini!

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Cani e bambini: le 4 regole per una buona convivenza

Doge store - Le quattro buone regole per far convivere pacificamente cani e bambini

Sempre più spesso sentiamo parlare di tragedie aventi per protagonisti cani e bambini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di animali non appartenenti alla famiglia o comunque poco inclini alla socializzazione. Vediamo insieme allora le quattro buone regole da seguire per evitare che questi cupi avvenimenti accadano proprio con il nostro amico a quattro zampe.

Regola n. 1: supervisione

E’ la prima e la più importante di tutte: quando abbiamo a che fare con cani e bambini la nostra totale attenzione non deve assolutamente mancare. Importantissimo è quindi far caso sia al comportamento del bambino nei confronti del cane, che a quello del nostro amico a quattro zampe nei confronti dei più piccoli.

E’ possibile infatti che il nostro cane abbia una forte attitudine territoriale o che comunque non tolleri di buon grado qualche piccola tirata di orecchie che il bambino potrebbe imprudentemente fare. Proprio qui entriamo in gioco noi padroni: se vogliamo che il nostro amico a quattro zampe e il nostro bambino (o il bambino di altri!) possano convivere pacificamente dobbiamo insegnare ad entrambi il rispetto reciproco.

Seconda regola: le dimensioni contano

Una tra le situazioni più difficili da affrontare è quando il bambino si trova in presenza di cani di grossa taglia. Con questo non vogliamo dire che sia il caso di evitare l’incontro, al contrario chi vi parla è nato e cresciuto in una casa piena di adorabili Boxer. Certo è che in questo caso l’attenzione deve essere massima, non perché il cane di taglia grande sia meno incline alla socializzazione o abbia un carattere meno mansueto, ma perché è inevitabile che, date le dimensioni, il nostro amico a quattro zampe si senta in una posizione di superiorità rispetto al bambino.

Crescere bene, crescere insieme

Questo è indubbiamente il miglior modo per far sì che il nostro animale sia piacevolmente incline ad accettare nel suo territorio bambini di famiglia e non. Abituare il nostro amico a interagire con i bambini insegnandogli a riconoscerne e rispettarne al tempo stesso la loro posizione di inferiorità è il modo migliore per evitare che il nostro amico possa mal reagire alla presenza di bambini nel suo territorio… e sulla sua coda!

Quarta regola: attenzione ai segnali!

Questa è forse la regola più delicata. Abbiamo parlato all’inizio della supervisione necessaria durante i momenti di incontro tra cani e bambini. Oltre a supervisionare è importante far caso ai segnali inviati dai nostri amici a quattro zampe.

Il nostro cane infatti potrebbe reagire in due modi: potrebbe tollerare le “angherie” del bimbo vivendo però la convivenza con un certo disagio o al contrario non tollerarlo affatto, passando direttamente alle cattive maniere.

Qui il nostro compito si fa spinoso: sgridare un cane tollerante perché ad esempio ha ringhiato al bambino per comunicargli il suo fastidio vuol dire insegnare al cane che non deve lamentarsi se vive del disagio. Questo nella maggior parte dei casi, in base al suo carattere, porterà il nostro amico a quattro zampe a non ringhiare più, certo, passando però direttamente ai fatti. In questa fase perciò la nostra presenza è importantissima: non è solo il cane a dover imparare le buone maniere in presenza dei bambini ma anche i bambini stessi.

Insegnare ai più piccoli il rispetto per tutti gli animali è il primo, grande, importantissimo passo per una felice e duratura amicizia. Parola di Doge!

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Le interazioni tra cani: come possono andare d’accordo?

Doge Store - Le interazioni tra cani

Le interazioni tra cani sono fondamentali affinché questi animali possano socializzare, imparare gli uni dagli altri, crescere e divertirsi. Come possono però i cani imparare ad andare d’accordo tra di loro?

Nella maggior parte dei casi i padroni hanno paura di gestire il proprio cane in maniera inadeguata e di conseguenza sono restii all’idea di liberare il proprio animale e farlo socializzare con gli altri amici a 4 zampe. A lungo andare questa paura può diventare molto dannosa sia per il benessere dell’animale che per la sua socializzazione con altri simili.

Quelli che vogliamo darvi oggi sono dei piccoli consigli per prendere fiducia ed evitare che i vostri amici diventino degli animali poco socievoli.

Cosa è fondamentale per le interazioni tra cani?

Il concetto principale da tenere sempre a mente per il bene del nostro cane è l’importanza che la confidenza nei confronti degli altri simili ha nella sua vita. E’ bene quindi lasciarlo socializzare ponendo sempre molta attenzione al modo in cui si comporta con gli altri.

Per poterlo lasciare libero di socializzare però dobbiamo aver presente le regole che esistono nel mondo animale.

Le regole fondamentali

La prima di questa è la gerarchia: quando sentiamo parlare di “cane alpha”, “cane beta” e via dicendo, ci si riferisce proprio a questo. Nel mondo animale infatti esistono delle vere e proprie scale gerarchiche. Essere in grado di capire (e far capire al nostro amico) chi dei cani presenti al momento della socializzazione è l’animale dal carattere più forte permetterà, a noi e al nostro amico, di capire fino a che punto saranno in grado di andare d’accordo.

Come capire la gerarchia? Nel modo che ci sembra più assurdo: attraverso lo scontro. Mettere il nostro amico nelle condizioni di essere trascinato via ogni volta che vorrà abbaiare, ringhiare o allontanare in qualche modo i suoi simili infatti, gli insegnerà a non trattenersi dalla lite. La conseguenza sarà una mancanza di limiti per i quali il nostro amico tenderà a maturare un carattere scontroso nei confronti degli altri cani.

Al contrario, lasciarlo “libero” di esprimere il suo disappunto (senza rischiare ovviamente dei veri e propri litigi) farà sì che il nostro amico a quattro zampe impari ad allontanare da sé situazioni sgradevoli con i suoi simili.

L’amicizia: uno scambio continuo

Un’altra cosa molto utile da sapere è che ogni animale prende qualcosa da un suo simile e a sua volta insegna qualcosa ad uno di loro. Avviene cioè un interscambio molto interessante.

Affinché questo avvenga però è fondamentale il comportamento del padrone. Attraverso i suoi gesti, i suoi movimenti, i comandi o anche attraverso la mancanza di alcuni di questi fattori infatti, il padrone non fa altro che segnalare al cane delle indicazioni che egli recepisce e che cambiano ovviamente il suo atteggiamento.

Lo stato d’animo del padrone quindi è fondamentale: la direzione nella quale si muove (andando incontro o al contrario allontanandosi da altri cani, ad esempio) o il modo in cui tiene il guinzaglio sono input ben precisi che il cane recepisce come comandi. Tutti questi nostri comportamenti influenzano la reazione del nostro amico alla presenza di altri simili.

A tal proposito l’ambiente stesso è importantissimo: trovarsi con altri animali in spazi piccoli ridurrà necessariamente la possibilità di movimento e aumenterà la pressione che il nostro amico potrebbe percepire in fase di socializzazione. Al contrario, uno spazio più grande permetterà ai nostri amici di non subire pressioni e a noi padroni di avere una più ampia possibilità di movimento (nonché maggior capacità di allontanamento!).

 

Naturalmente questi sono solo dei piccoli consigli che bisogna tenere a mente quando portiamo a spasso il nostro amico. Qualora il vostro abbia un carattere abbastanza diffidente è sempre bene rivolgersi ad istruttori esperti per insegnargli a socializzare con i suoi simili!

Con questa buona dose di suggerimenti cogliamo l’occasione per farvi tanti auguri di buone feste a voi e… ai vostri cuccioloni!

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Cani e gatti in ospedale: finalmente è possibile anche nel Lazio!

Doge Store - Cani e gatti in ospedale

Una grande novità quella che riguarda cani e gatti in ospedale: la regione Lazio si apre ad una svolta animalista permettendo l’accesso, nelle strutture pubbliche e private convenzionate, agli animali a quattro zampe per alleviare il dolore dei padroni ricoverati.

Non sarà l’interno dell’ospedale, per ovvi motivi igienici e sanitari, ma l’esterno con aree quali giardini o sale d’aspetto appositamente create. Ci saranno anche dei veri e propri orari di visita per gli animali, che dovranno però avere un certificato sanitario rilasciato non oltre 7 giorni prima della visita che attesti il loro benessere.

Cani e gatti in ospedale: le parole di Zingaretti

Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha parlato della scelta, studiata e regolamentata per aiutare nel recupero i pazienti degli ospedali e delle strutture sanitarie.

“Per noi la salute dei pazienti è al primo posto. Ogni iniziativa che possa contribuire a migliorare la loro condizione per noi è di fondamentale importanza. Per questo abbiamo pensato di mettere a disposizione delle strutture sanitarie del Lazio questo nuovo servizio. Il momento della malattia è una fase molto difficile da affrontare e avere al proprio fianco, oltre ai parenti e le persone care,  anche i nostri animali domestici è un fattore che può avere ricadute molto positive nel processo di cura e riabilitazione dei pazienti di qualsiasi età”.

Strutture pet friendly: in arrivo l’inaugurazione della prima

Il primo ospedale pubblico pet friendly convenzionato secondo il regolamento regionale denominato “quattro zampe con te” sarà il policlinico dei Castelli Romani, che vedra i suoi primi pazienti entrare il prossimo 18 dicembre. Sarà quindi la provincia di Roma l’apripista a livello regionale di una novità che potrà portare gioia e calore a chi vive momenti di malattia all’interno delle strutture sanitarie.

Un bel regalo per questi ultimi sprazzi di 2018!

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Il nostro cane è felice? Ecco cinque semplici modi per capirlo

Doge Store - Cani felici

Il desiderio più grande di chiunque abbia un animale a quattro zampe è che sia gioioso e pieno di vita. Ma come possiamo capire se i nostri cani sono realmente felici come lo siamo noi?

I cani sono degli animali eccezionali, ci fanno compagnia nei momenti felici come in quelli più difficili e riescono a regalarci e strapparci un sorriso continuamente.  Per capire il livello di serenità ci sono alcuni segnali che manifestano il benessere o meno dell’animale: si tratta di comportamenti che sono evidenti in quasi tutti gli esemplari.

I cani, come è ormai noto, non scodinzolano soltanto quando sono felici ma anche quando provano sentimenti differenti. Per questo motivo non basta questo segnale per stabilirne o meno la felicità. Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori del benessere dei nostri amici a quattro zampe nel dettaglio.

Cane felice? Cinque indicatori per capirlo

Lo sguardo del cane è il primo indicatore del suo benessere: i cani come gli uomini hanno delle chiare espressioni facciali che mostrano tristezza, gioia, paura, rassegnazione e altri sentimenti. Fare caso allo sguardo del nostro amico a quattro zampe è tanto semplice quanto importante per percepire il suo stato d’animo. Altro indicatore è la postura: se il cane salta ad esempio vuol dire che è sereno e giocoso. Questi due indicatori parlano chiaro, la vera scommessa però è capire se sono stati passeggeri o se, in altre circostanze, l’animale non è ugualmente gioioso. Come facciamo a capire anche quanto è duraturo questo stato del nostro animale?

Un altro segnale di comunicazione non verbale è per l’appunto la frequenza degli stati gioiosi dell’animale. Quando e quanto è felice? Cosa accade tra il momento in cui il cane ad esempio gioca e l’altro? Cosa fa quando dorme o quando è concentrato a fare altro? Notare se c’è un cambiamento nello stato d’animo dell’animale in questi lassi di tempo può aiutarci ad avere chiaro lo stato emotivo del nostro cane.

Il quarto punto interessante è la persistenza. Un esempio: che tipo di comportamento ha il cane quando lo portiamo dal veterinario? In molti casi non ne sarà felice, ma chi di noi è mai felice di andare dal medico?
Il vero segnale non è tanto il suo livello di serenità in quel momento, ma nel periodo successivo. Quando tempo impiega il cane a recuperare la serenità è un indicatore generale del suo carattere: più rapidamente ritrova la serenità, meno possiamo definirlo un animale dal carattere fragile.

Ultimo metodo è la prospettiva, ossia il modo in cui l’animale reagisce di fronte alle cose che non conosce o che conosce meno. Ogni amante degli animali ha avuto almeno una volta nella vita a che fare con un cane che reagisce alle cose sconosciute a volte anche in maniera imprevedibile. Più il cane interpreta un cambiamento in maniera positiva, più è felice. Cosa fare per gli amici più paurosi? Far sembrare ciò che li terrorizza un gioco è un ottimo espediente: se il cane vedrà felici e allegri i suoi amici umani sarà più propenso a tranquillizzarsi!

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Cani in ufficio? Via libera per gli uffici dell’Ats a Milano

Doge Store - Cani in ufficio

Cani in ufficio? Sì, finalmente sarà possibile a Milano! Cani, gatti e ogni tipo di animale domestico potrà essere portato con sé dai dipendenti dell’Ats, ovvero l’Azienda di Tutela della Salute. In tempi brevi chi lavora all’Ats potrà dunque passare le giornate in ufficio in compagnia del suo animale domestico.

Ovviamente tutto sarà disciplinato da un regolamento, già approvato lunedì scorso dalla Regione Lombardia.

Amanti degli animali, è ora di festeggiare!

Non saranno pochi gli amanti degli animali a gioire di questa notizia: gli animali del territorio della Città Metropolitana di Milano ad essere iscritti all’anagrafe della regione infatti sono ben 400mila, di cui 351.311 cani e 49.000 gatti. Numeri peraltro in continua crescita, basti pensare che nella sola città di Milano si registrano già ben oltre 100.000 cani iscritti.

Ovviamente, come dicevamo, il tutto sarà disciplinato da un regolamento. Un vero e proprio codice di comportamento che dovranno seguire sia il dipendente che l’animale: alcune norme e regole molto severe per la tutela del lavoro comune e del benessere di tutti.

Cani in ufficio, le parole dell’assessore

Del provvedimento ha parlato anche l’assessore Gallera. “La presenza dei nostri animali d’affezione incide in maniera determinante nel migliorare la qualità della vita delle persone. Ricordo che già nel 2017 la Regione Lombardia ha approvato un regolamento che individuava i criteri per l’accesso degli animali d’affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, permettendo ai pazienti ricoverati di ricevere la visita dei loro animali domestici, regolamento che con grande soddisfazione è stato approvato nelle aziende ospedaliere lombarde”.

Si tratta di “un percorso virtuoso che oggi ha la sua evoluzione naturale proprio nell’ambiente di lavoro dove i vantaggi della compagnia degli amici ‘pet’ sono stati confermati da più di uno studio. Tenere un cane o un gatto in ufficio contribuisce infatti a ridurre lo stress lavorativo e ad aumentare la produttività, rende più creativi e moltiplica le gratificazioni, favorendo la socializzazione tra le persone e producendo empatia”.

 

Noi di Doge non possiamo che essere felici di questa notizia, auspicando che venga presto replicata anche nelle altre regioni italiane!

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Animali e anziani: vivere felici e in compagnia!

Doge Store - Animali e anziani

Animali e anziani: una coppia felice e contenta!

Cosa può unire animali e anziani? Una semplice cosa: la compagnia. Si sa, sia gli anziani che gli animali domestici, come cani e gatti, hanno bisogno di vivere in compagnia e di non sentirsi soli o abbandonati. E’ proprio per questo motivo che possono formare una coppia bene assortita!

Animali e anziani: vivere felici insieme

Sappiamo bene che gli animali domestici, soprattutto i cani, hanno bisogno di sentirsi parte di una famiglia e coccolati: odiano infatti vivere in solitudine. Lo stesso si può dire degli anziani, che per vivere sereni hanno bisogno di una compagnia costante. Perché allora non proprio quella degli animali domestici?

Conosciamo bene i benefici di quella che è correntemente chiamata pet therapy e sappiamo quanto i nostri amici a quattro zampe siano in grado di aiutare gli esseri umani nei loro periodi più difficili grazie alla loro presenza e al loro affetto.

In questo contesto, anziani e cani possono completarsi a vicenda, aiutandosi reciprocamente a sconfiggere la solitudine e il potenziale stato di depressione derivante da questo stadio avanzato della loro vita.

Pet therapy: cani e gatti: i nostri angeli custodi 

Non solo i cani, ma anche i gatti possono svolgere questo compito: secondo diversi studi scientifici la presenza dei nostri amici con i baffi aiuta proprio le persone più anziane. Anche i gatti infatti hanno una sorta di propensione nell’aiutare chi soffre che sviluppano nel corso della loro vita a contatto con gli esseri umani.

Insomma, ancora una volta animali domestici e esseri umani sono un binomio vincente!

 

PS oggi è il Black Friday! Approfittate del coupon BLACKDOGE per regalare al vostro amico a quattro zampe un dono speciale nel nostro shop!

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Cane: migliore amico dell’uomo? La risposta è da sempre!

Cane miglior amico dell'uomo

Cane: migliore amico dell’uomo? Tranquilli, non ci stiamo specializzando in proverbi e detti popolari!

Al contrario gli articoli del nostro blog sono sempre frutto di curiosità e domande che ci vengono poste. Ed è proprio da una domanda curiosa che è nato l’articolo di questa settimana: “E’ davvero il cane il migliore amico dell’uomo?”.

La risposta è sì e da sempre, secondo quanto riportato da un saggio di Yuval Noah Harari che parla della storia dell’umanità, dalla comparsa del primo homo fino ad oggi, toccando anche il rapporto tra uomini e animali e il binomio vincente cane-uomo.

Secondo quanto si apprende appunto dal saggio, il cane sarebbe stato il primo animale ad essere stato addomesticato sin dall’era dell’Homo sapiens. I cani addomesticati dunque risalirebbero a 15.000 anni fa, ma secondo Yuval questo legame potrebbe essersi creato anche prima, anche se non ci sono prove concrete dell’amicizia tra cani ed esseri umani.

Cane migliore amico dell’uomo: l’estratto del saggio

Il cane è stato il primo animale addomesticato da Homo sapiens, e ciò accadde prima della Rivoluzione agricola. Non c’è accordo fra gli esperti circa la data precisa, ma disponiamo di prove incontrovertibili del fatto che ci fossero già cani addomesticati circa 15.000 anni fa. Può darsi, però, che questi animali si siano uniti ai gruppi umani migliaia di anni prima. I cani venivano usati per la caccia e il combattimento, e anche come sistema d’allarme contro le bestie feroci e gli umani intrusi. Nel corso delle generazioni, le due specie svilupparono una buona comunicazione reciproca. I cani più attenti alle necessità e ai modi di sentire dei loro compagni umani ottenevano una maggiore considerazione e più cibo, per cui avevano più probabilità di sopravvivere. Allo stesso tempo, i cani impararono a manipolare gli umani in funzione delle proprie esigenze. Un legame che dura da 15.000 anni ha prodotto tra gli umani e i cani una comprensione e un affetto molto più profondo di quello che può esistere tra gli umani e qualsiasi altro animale.

Tratto da “Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità.” di Yuval Noah Harari.

E’ questo il bellissimo estratto che ci rivela l’intensità e la durata di un amore ultramillenario: due destini indissolubilmente legati in eterno!

E allora se il cane è il migliore amico dell’uomo da sempre perché non fargli (e farvi) un bel regalo approfittando degli sconti del black friday? Vi aspettiamo venerdì 23 novembre su Doge Store con sconti del 20% su tutte le collezioni: non fatevi scappare questa occasione, inserite BLACKDOGE tra i vostri coupon e il gioco è fatto!

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Cani e malaria, un esperimento per sfruttare l’olfatto di questi animali

Dogestore - Cani e malaria

Cani e malaria: possibile che esista una correlazione tra questi animali e la malattia?

Che i cani abbiano delle capacità speciali e dei sensi molto più sviluppati dei nostro è indubbio e fuori discussione. Una delle ultime ricerche relative a questi animali ha però evidenziato un’altra particolarità: quella di combattere e aiutare nella cura di talune malattie piuttosto serie come la malaria.

Che relazione esiste tra cani e malaria?

Secondo quanto riportato da uno studio su questi animali, i cani sarebbero in grado di percepire eventuali presenze di virus e altri componenti di alcune malattie come appunto la malaria. Un esperimento quindi che dà ulteriore importanza alla già nota qualità olfattiva super sviluppata dei cani.

Secondo un gruppo di scienziati del National Malaria Control Programme in Gambia infatti, i cani hanno sviluppato questa qualità dopo un breve addestramento ed hanno dimostrato la loro tesi grazie a un esperimento molto particolare. Gli scienziati hanno fatto indossare per una notte a 30 bambini infetti e 145 sani dei calzini che poi sono stati congelati e fatti annusare ad alcuni cani, tra cui, in particolare, un Labrador e un Labrador Retriever della sezione Medical Detection Dogs del Regno Unito.

Gli animali hanno individuato il 70% dei calzini indossati da bambini infetti dal parassita e il 90% di quelli dei bambini sani. Il motivo? La malaria può alterare l’odore che le persone emanano dalla pelle, il che rende il nostro sangue più appetibile alle zanzare che trasmettono questa infezione.

Le conseguenze della relazione positiva tra cani e malaria

E’ indubbiamente una scoperta importantissima. Non è da escludere infatti che in futuro i nostri amici a quattro zampe possano essere impiegati per i controlli sanitari di routine negli aeroporti dei Paesi che hanno un rischio di trasmissione di malaria più alto, rendendo il procedimento di controllo molto più rapido di quello attuale.

Insomma, è proprio vero che il cane è il miglior amico dell’uomo!

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Sei cuccioli di cane sopravvissuti cercano casa

Doge - Cuccioli di cane cercano casa

Sono sei i cuccioli di cane ritrovati che sono sopravvissuti in una cava nella provincia romana: sei cuccioli di una randagia che vive a sud delle capitale.

Si chiamano Ginevra, Morgana, Isotta, Isadora, Costanza e Lancillotto. Hanno vissuto fino ad ora in una cava abbandonata, salvati dal Gruppo Enpa dei Castelli Romani. Ora sono alla ricerca di qualcuno che si prenda cura di loro e gli dia una vita dignitosa e felice, facendogli sentire tutto il calore umano al quale non sono abituati.

Cuccioli di cane: l’appello di Giovanna Riccardelli

“Non avendo quasi per nulla avuto conoscenza diretta con gli umani nel periodo più importante per la loro  socializzazione, mostrano, chi più chi meno, molta paura e disagio nell’approccio immediato con le persone, pur non essendo mai aggressivi. Cosa cerchiamo per loro? Padroni o altre associazioni di volontariato che abbiano degli educatori che possano lavorare su questi cani”. Si tratta di un vero e proprio appello lanciato a “tutti coloro che vogliano sostenere questi cuccioli nel loro recupero, per garantirgli una vita felice”

Chi sono questi meravigliosi cuccioli di cane?

I sei cuccioli hanno circa 10 mesi di età e sono una futura taglia media: sono ancora piccoli e indifesi ma diventeranno cani grandi con un peso tra i 22 ed i 25 chili.

Come adottarli? Serviranno, come affermato da Giovanna Riccardelli di Enpa “persone empatiche che abbiano già avuto esperienza con i cani ma anche voglia e disponibilità ad attendere i loro tempi di adattamento, che potrebbero essere anche relativamente lunghi. Ancor meglio se in casa ci sono altri cani, equilibrati, strutturati e socievoli che possano dar loro il buon esempio”.

Per aiutarli a vivere e tornare a fidarsi degli esseri umani servirà grande calore e persone che amano questi animali: per adottarli chiamate il numero 366.25.22.013, oppure potete comunicare via mail con giovannariccardelli@gmail.com e via Whatsapp al 329.24.21.255.