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Spiagge per cani: le migliori del 2018, guida alla scelta

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Spiagge per cani, la scelta giusta per il divertimento e per preservare la salute del vostro cane. È arrivata l’estate ed è tempo di portare al mare ed in spiaggia anche i vostri cani! Eh già, ormai numerose sono infatti le spiagge attrezzate per ospitare i nostri amici a quattro zampe evitando di farli soffrire di caldo ed aiutandoli a socializzare con altri animali della stessa specie oltre che regalandogli un bel bagnetto rinfrescante.

Il cane infatti durante la stagione estiva può soffrire eccessivamente il caldo torrido. Per questo motivo e per far sì che possa restare fresco e divertirsi al tempo stesso facendo anche movimento e attività fisica, sono essenziali queste spiagge.

Spiagge per cani 2018: le migliori scelte

Andiamo a vedere insieme una lista delle spiagge attrezzate per cani più in voga per l’estate 2018. Ne abbiamo selezionata una in Toscana, una in Liguria, in Sardegna ed infine una in Emilia Romagna ed una nel Lazio. Quali sono le spiagge per cani più attrezzate d’Italia?

  • Dog Beach a San Vincenzo provincia di Livorno in Toscana nella bella Costa degli Etruschi completamente attrezzata per ospitare gli amici a quattro zampe
  • Porto fido a Santa Teresa di Gallura in Sardegna in uno scenario meraviglioso come quello di questa spiaggia attrezzata e provvista anche di 25 postazioni e ombrelloni
  • Bau Beach a Maccarese in provincia di Roma, nel Lazio, si tratta di una spiaggia dove i cani possono essere lasciati liberi e giocare tra di loro ma anche farsi il bagno
  • Bagno 81 no problem in Emilia Romagna in provincia di Rimini. Anche in questo caso nella Riviera Romagnola c’è una spiaggia privata con fontanelle, ombrelloni e tutto quello che volete per tenere al fresco il vostro cane e passare una bella estate con il vostro amico a quattro zampe
  • Bau Village in Liguria nella città di Albissola Marina. Come nelle precedenti in questa spiaggia per cani privata sono ammessi animali di ogni taglia che possono giocare e socializzare tra di loro restando freschi

E voi in quale di queste spiagge per cani passerete l’estate? Se avete già in programma una vacanza e non sapete come comportarvi col vostro Fido scegliete una di queste opzioni per portare con voi il vostro amico a quattro zampe!

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Come proteggere il vostro cane dal caldo?

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Estate, caldo torrido soprattutto nelle città e di giorno, temperature bollenti ed afa: una situazione che oltre ad essere fastidiosa per l’essere umano può risultare addirittura dannosa per i nostri amici a quattro zampe. Come possiamo proteggere il nostro cane dal caldo asfissiante dell’estate? Quali precauzioni prendere per far sì che non soffra di malori estivi dovuti all’eccessiva temperatura ed umidità dell’aria? Seguite i nostri utili consigli e non ve ne pentirete!

Come proteggere il cane dal caldo? Primo consiglio: non fatelo affaticare

Il caldo rende arduo ogni lavoro, ogni movimento e per gli animali può essere rischioso poiché potrebbero incorrere in colpi di calore se posti a sforzo in maniera eccessiva. Per questo motivo evitate di portare a spasso il vostro animale nelle ore più calde, ossia nella fascia oraria che va dalle 12 alle 15: insegnategli ad uscire quando le temperature sono più fresche.

Se notate inoltre che ha il respiro affannato o lo vedete stanco e affaticato evitate di farlo camminare o correre: è essenziale per la prevenzione della salute del cane non farlo stancare eccessivamente, anche se l’animale può sembrare voglioso di correre o giocare. Evitiamo di farlo in ore calde e la sua salute ne beneficerà.

Come proteggere il cane dal caldo? Secondo consiglio: fatelo bere molto

Uno dei consigli più utili in periodi di caldo eccessivo è quello di mettere sempre a disposizione del cane una ciotola di acqua fresca, senza ghiaccio ma sempre abbondante e pulita per farlo rifocillare. Bere acqua fresca infatti aiuta l’animale ad abbassare la propria temperatura corporea ed inoltre lo assiste nella respirazione e nel recupero dei liquidi persi. Se lo vedrete bere più del solito non preoccupatevi, è positivo che il cane beva e mangi soltanto quello che gradisce.

Anche sotto l’aspetto del cibo è meglio durante la stagione estiva preparare composti umidi che possano stimolare il suo appetito. Non è infatti una novità che il caldo eccessivo possa portare l’animale a mangiare meno e soltanto nelle ore più fresche per non appesantirsi. Altro consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di non forzarlo a mangiare e soprattutto non costringerlo a mangiare determinati alimenti perché potreste ottenere l’effetto contrario a quello desiderato.

Come proteggere il cane dal caldo? Ultimo consiglio: una bella nuotata

L’ultimo consiglio che desideriamo darvi è quello di portare il vostro cane a nuotare. Sì, avete capito bene: esistono ormai in ogni città piscine e spiagge attrezzate per venire incontro alle necessità di chi ha un animale a quattro zampe. Una bella rinfrescata non potrà che fare bene al cane, facendolo al tempo stesso divertire: il vostro amico apprezzerà!

Servendoci di questi piccoli rimedi e precauzioni faremo sì che il nostro amico a quattro zampe non soffra di malori per via del caldo eccessivo di queste torridi estati.

E se non ne avete ancora abbastanza, per rendere il vostro cane ancora più unico date un’occchiata alla Collezione Doge-Dog Empathy: una medaglietta personalizzata o un magnifico gioiello di design in argento non lo faranno passare di certo inosservato!

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Perché il cioccolato fa male ai cani? Doge-Dog Empathy risponde

scopriamo insieme perché il cioccolato fa male ai cani e quali sono i sintomi

Dopo una Pasqua da campioni, si sa che le case degli umani sono invase da uova di cioccolato. Ma nonostante gli occhioni imploranti dei nostri amici a quattro zampe, dovremmo resistere alla tentazione di concedergliene troppo: perché il cioccolato fa male ai cani, sul serio! Ecco quali sono i maggiori disturbi che può causare.

Occhio alla tavola imbandita: dolci e grassi sono nocivi per i cani!

Per quanto possiamo fare attenzione, capita spesso che i nostri cani ingeriscano cibi non esattamente adeguati alla loro alimentazione. Di certo non possiamo vegliare h24 sulla loro dieta, ma possiamo scegliere con cura ciò che concediamo loro.

È piuttosto frequente infatti, soprattutto durante le festività, che i nostri amici a quattro zampe si trasformino in squaletti pelosi durante pranzi e cene tra amici e parenti, aggirandosi intorno alla tavola imbandita per guadagnare qualche bocconcino prelibato.

Ma quanto potremmo pagare questa concessione fatta al nostro Fido? È davvero il modo giusto per farlo sentire parte della famiglia? Cosa succede se il nostro cane ingerisce del cioccolato, ad esempio? E perché il cioccolato fa male ai cani?

Un alimento dannoso: ecco perché il cioccolato fa male ai cani

Partiamo dall’ultima domanda: perché il cioccolato fa male ai cani? Per una ragione molto semplice: perché contiene la teobromina, una sostanza eccitante, presente nel cacao e considerata tossica per l’organismo dei nostri amici a quattro zampe se ingerita in grandi quantità.

Gli effetti che questo tipo di molecola può avere cambiano molto fra umani e animali: se infatti il nostro corpo è in grado di metabolizzarla in 7 ore, beneficiandone in termini di attività cardiaca e cerebrale, nei cani la reazione chimica dura molto più a lungo, ripercuotendosi in modo negativo sul sistema nervoso centrale.

Concedere quindi un pezzo di cioccolata al nostro amico peloso può essere tutt’altro che una coccola, o un premio. Al contrario, potrebbe esporlo ad una serie di problematiche legate all’avvelenamento da cioccolato che, in alcuni casi, può rivelarsi letale. Cosa succede quindi se il nostro cane ingerisce del cioccolato? Scopriamo insieme i sintomi di una possibile intossicazione.

L’intossicazione da cioccolato: i sintomi

Se il nostro cane ha ingerito – a nostra insaputa, chiaramente – grandi quantità di cioccolato, i primi sintomi potrebbero comparire dopo le prime 6/12 ore dall’evento. Le avvisaglie sono riconoscibili in:

  • iperattività e irrequietezza
  • tremori muscolari
  • diarrea
  • vomito
  • aumento della temperatura corporea
  • respiro affannoso
  • aumento della pressione arteriosa
  • convulsioni
  • minzione frequente

Nel caso in cui vengano riconosciuti questi sintomi, è necessario innanzitutto indurre il rigurgito al nostro amico golosone entro due ore dall’ingestione, per poi rivolgersi tempestivamente al veterinario.

Da cosa dipende l’intossicazione da cioccolato?

Per non creare falsi allarmismi è necessario chiarire prima di tutto un punto focale: il nostro cane non rischia l’avvelenamento se assume un quantitativo minimo di cioccolato. Quindi no panic: un quadratino di cioccolato non sarà letale per i nostri amici pelosi.

Come riportato su un articolo molto interessante di adnkronos sul perché il cioccolato fa male ai cani infatti, l’intossicazione da cioccolato dipende da una serie di parametri.

  • Stazza: l’organismo dei cani di piccola taglia sopporta meno gli effetti del cioccolato.
  • Età: gli amici a quattro zampe più anziani sono più esposti all’avvelenamento, a causa del funzionamento rallentato del loro metabolismo.
  • Quantità di cioccolato ingerita: un biscotto al cioccolato non è letale, per quanto pieno di zuccheri e grassi. Ma un’intera ciotola lo è, eccome!
  • Tipologia di cioccolato ingerita: il cioccolato fondente è più pericoloso rispetto a quello bianco o al latte, a causa della maggior concentrazione per grammo di dimetilxantina.

Quale cioccolato concedere al nostro cane?

Se proprio non riusciamo a resistere allo sguardo tenero e furbacchione del nostro amico a quattro zampe, possiamo almeno selezionare quale tipo di cioccolato concedere per evitare danni collaterali. Scegliere infatti un cioccolato con una minore percentuale di cacao ci consentirà di accontentare la richiesta, senza provocare effetti indesiderati.

Prima di passare in rassegna le tipologie di cioccolato e le quantità consentite, vi proponiamo una veloce lezione di matematica: potremo in questo modo capire perché il cioccolato fa male ai cani, e quali dosi sono letali per i nostri amici.

Secondo studi scientifici, la dose mortale è di 330 mg di teobromina per kg di peso corporeo. Se consideriamo che nel cacao possiamo riscontrare dallo 0,6 al 2% di questa sostanza, la dose letale per il cane di 10 chili è di circa 235 grammi di cacao. Scegliere tipologie di cioccolato con livelli di cacao più bassi può quindi aiutare a scongiurare l’intossicazione.

  • Cioccolato bianco: contenendo livelli molto bassi di teobramina, questa tipologia di cioccolato espone il nostro cane ad un rischio di intossicazione quasi nullo. Un cane di 10 chili dovrebbe infatti ingerire circa 25 chili di cioccolato bianco per avvelenarsi.
  • Cioccolato al latte: la quantità tossica minima di questo tipo di cioccolato è di circa 40 grammi per chilo di peso corporeo. Ad un cane di 10 chili sono sufficienti quindi circa 400 grammi di cioccolato al latte per rischiare l’intossicazione.
  • Cioccolato semi-dolce: la proporzione di tossicità di questa tipologia di cioccolato è di circa 16 grammi per chilo. Ciò vuol dire che 160 grammi potrebbero essere dannosi per l’organismo di un cane che pesa 10 chili.
  • Cioccolato fondente: presentando livelli di teobromina molti alti, questa tipologia di cioccolato è sicuramente la più dannosa per i nostri amici a quattro zampe. Appena 63,78 grammi di cacao amaro sono infatti sufficienti per produrre sintomi in un cane di 10 chili.

Per quanto difficile possa essere, dobbiamo prima di tutto noi umani educarci a non cedere alle richieste dei nostri amici pelosi e golosi, tentando di trovare nuovi metodi per coccolare i nostri cani.

Doge-Dog Empathy ha la soluzione: che ne dite di una medaglietta personalizzata per il vostro Fido della Collezione Doge-Dog Empathy? O un magnifico gioiello di design in argento? Pensateci: almeno non lo mangerebbe!

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Dog Street View di Odate: Doge-Dog Empathy ve la racconta

la prima street view a misura di cane. Dog Street View di Odate: Doge-Dog Empathy ve la racconta

Vi abbiamo già parlato di Hachiko, e del fatto che questo meraviglioso esemplare di Akita sia diventato in Giappone un monumento nazionale. Grazie alla toccante storia del cane che attese alla stazione dei treni il ritorno del padrone per dieci anni, questa razza è divenuta infatti simbolo di fedeltà e affetto, tanto da meritare due statue di bronzo: una fuori dalla stazione di Shibuya e l’altra fuori da quella di Odate.

Ed è proprio di Odate che vogliamo parlarvi oggi. Sì, perché questa cittadina situata nel nord del Giappone, che conta attualmente meno di 80 mila abitanti, si è resa protagonista di un progetto a dir poco innovativo. Odate infatti è stata la prima città a sperimentare la Dog Street View: la visuale cittadina a dorso di cane.

Cos’è la Dog Street View?

Siamo abituati a dare per scontato il fatto che buona parte delle cartine che consultiamo su Google Maps siano correlate anche a Street View. Ma come funziona di solito?

Per quanti non lo sappiano, la Street View è un servizio fornito da Google dal 2007, che mette a disposizione fotografie a 360° orizzontale e a 160° verticale scattate a livello dell’occhio umano, per consentire una visualizzazione pressoché completa del territorio circostante.

Questo particolare genere di fotografie viene scattato con apposite macchine, le Dodeca 2360 della canadese Immersive Media. Le Dodeca scattano foto attraverso 11 obiettivi, garantendo una visione totale delle strade, grazie anche alla loro collocazione: sono infatti poste sul tetto delle Google Cars o, nelle zone interdette al traffico, sulle Google Bikes.

Cosa c’è di nuovo quindi nella Dog Street View di Odate? Beh, che la Google Car/Bike si trasforma in un quadrupede peloso e simpatico, che accompagna il viewer alla scoperta della cittadina giapponese! Un modo tutto nuovo per vivere un’esperienza a misura di cane, nata dalla collaborazione fra Google Japan e l’amministrazione di questo centro abitato fortemente legato alla razza Akita.

Odate e gli Akita: questione di origini

Gli amici a quattro zampe scelti come veicoli dell’occhio virtuale di Google sono tre magnifici esemplari di Akita: Puuko, Ako e Asuka. Ma come mai è proprio questa razza a fare da testimonial per questo nuovo progetto turistico?

La ragione è molto semplice: gli Akita sono originari della regione nella quale si trova Odate, chiamata oggi Akita Prefecture. Ed è per questo che nella stessa cittadina, fino a qualche anno fa quasi sconosciuta, sorge anche il museo dedicato a questa razza, ma soprattutto al cane più famoso del Giappone: Hachiko.

L’Akita Dog Museum nasce da un progetto dell’Akita Dog Preservation Society, con lo scopo di preservare la purezza della razza canina, considerata dal 1931 Tesoro Naturale per il Giappone. Unico museo al mondo dedicato alla razza giapponese, l’ingresso all’Akita Dog Museum è segnalato da una statua di Hachiko: ovviamente il tutto è visibile nella Dog Street View di Odate!

Dog Street View di Odate: un modo diverso di scoprire la città

Non è la prima volta che ai cani sono demandati compiti che in genere vengono svolti dagli esseri umani. Ma possiamo di certo affermare che, forse per la prima volta nella storia, sono i cani a portare a spasso l’uomo! E ad accompagnarlo alla scoperta di una cittadina quasi del tutto sconosciuta al mondo.

Cosa ci consente di vedere quindi la Dog Street View di Odate? Esattamente quello che ci permetterebbe di scoprire una comunissima Street View, ma da una prospettiva canina! Non solo luoghi fondamentali per il turismo della cittadina giapponese, ma soprattutto dettagli che, mantenendo un livello visivo “umano”, potrebbero sfuggirci.

Ecco quindi che le vie innevate di Odate prendono un’altra forma: se ne intravedono scorci inaspettati, angolature nascoste e viste rese più simpatiche dalle fugaci apparizioni di code e orecchie soffici e pelose. È per questo che anche Google ha ribattezzato questo tipo di Street View con il nome di Pup-View: una visione “cucciolosa” del mondo.

Pensate che meraviglia sarebbe portare i nostri pacifici Pastori Maremmani, o i simpatici Segugi dell’Appennino, in giro per le città italiane per dare una prospettiva canina delle nostre bellezze storiche e naturali! E quale sarebbe il premio per tanto lavoro, vi chiedete? Ma che domande! Una delle medagliette della Collezione Doge: un gioiello da veri Street Viewer!

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E se i cani vincessero gli Oscar? I 10 migliori attori secondo Doge-Dog Empathy

e se i cani vincessero gli oscar? Doge

A pochi giorni dalla notte più colma di Star di Los Angeles ci siamo chiesti: e se i cani vincessero gli Oscar? Dopo una serie di ricerche ci siamo resi conto che dal 1929 la posizione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences non è mai cambiata: i cani non possono essere insigniti del premio più importante nella carriera di qualsiasi attore.

Niente red carpet dunque per i nostri amici a quattro zampe. E che peccato: pensate che meraviglia veder sfilare il magnifico pastore tedesco Rin Tin Tin con al collo una delle medagliette in argento Doge poco prima della consegna della tanto meritata Statuetta.

Ci rendiamo conto che la nostra ultima affermazione è piuttosto ambiziosa, ma che male c’è ad immaginare un mondo più a misura di cane? Per questo, Doge-Dog Empathy ha stilato una lista dei 10 migliori attori a quattro zampe della storia del Cinema.

Oscar da cani: the winner is…

Se i cani vincessero gli Oscar, significherebbe che sono stati in grado di andare oltre le capacità canine, riuscendo ad interpretare in maniera quasi umana la parte che è stata affidata loro.

Dovendo quindi scegliere fra i molti amici a quattro zampe che nella loro carriera sono stati parte attiva nella realizzazione di pellicole cinematografiche, Doge-Dog Empathy ne ha scelti 10. Ve li proponiamo in ordine cronologico: dal primo vincitore, fino all’ultimo.

1. Rin Tin Tin – Where The North Begins (1923)

e se i cani vincessero gli oscar? Doge Dog Empathy Rin Tin Tin

Detto anche Rinty, questo magnifico Pastore Tedesco esordì nel 1923 con il film “Where The North Begins” al fianco della con la stella del cinema muto, Claire Adams. In realtà, è tutta la vita di questo cane ad essere da Oscar. Ritrovato da un soldato americano nel 1918 in un canile francese bombardato, venne portato negli States e addestrato dal suo padrone a cimentarsi in diverse figure. A Los Angeles venne casualmente notato dal produttore cinematografico Darryl F. Zanuck, che lo rese la Star che ancora oggi conosciamo. La sua carriera gli è valsa, tra le diverse menzioni di popolarità, anche una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

2. Asta – L’uomo ombra (1934)

Nome al secolo Skippy, Asta è la Fox Terrier a pelo ruvido che dal 1934 viene impiegata nel film di W. S. Van Dyke “L’uomo ombra” come accompagnatrice inseparabile dei due umani protagonisti, i coniugi Nick e Nora Charles. Ispirata all’omonimo romanzo giallo di Dashiell Hammett, questa pellicola divenne la base per una serie di film interpretati dalla coppia William Powell e da Myrna Loy: ovviamente Asta rimase sulla carta parte integrante del cast… Ma il suo carattere ingovernabile le costò la sostituzione con altri esemplari della stessa razza. Poco importa: Asta rimane una delle prime star di Hollywood della commedia in celluloide.

3. Toto – Il Mago di Oz (1939)

Toto (o Totò), il protagonista a quattro zampe de “Il Mago di Oz” di Victor Fleming, era nella realtà una femmina. Il nome di questa cagnetta era Terry, Cairn Terrier di cinque anni, e venne scelta durante i provini perché incredibilmente somigliante ai disegni dell’illustratore W. W. Denslow del libro originale di L. Frank Baum. La stranezza della vicenda è legata al cachet che fu riservato all’attrice a quattro zampe: al padrone vennero infatti consegnati 125 dollari a settimana per le riprese… Molto meno di nani, il cui compenso era appena di 50 dollari ogni sette giorni di lavoro.

4. Lessie – Torna a casa Lessie! (1943)

Chi non ricorda il Collie più noto della nostra infanzia? Divenuta famosa in seguito al successo del film “Lassie Come Home”, la protagonista di questa pellicola è, in realtà, un esemplare maschio: Plan venne scelto fra le altre cagnette papabili per la parte grazie al suo standing. Le dimensioni maggiori e il pelo più morbido e soffice lo rendevano infatti più “telegenico”. L’apparenza è tutto, anche nel mondo delle audizioni canine!

5. Hooch – Turner e il casinaro (1989)

Per quanto meno noto rispetto agli altri compagni di set, Hooch merita sicuramente una menzione fra i nostri vincitori del Premio Oscar. Al fianco di Tom Hanks nel film di Roger Spottiswoode “Turner & Hooch”, questo ingombrante Dogue de Bordeaux recita la parte di unico testimone nella morte del suo padrone, sconvolgendo la vita del detective che porta avanti le indagini. Il nome scelto è tutto un programma: hooch infatti vuol dire nello slang americano “intruglio, liquore di contrabbando”.

6. Beethoven – Beethoven (1991)

Il cane feral di razza San Bernardo più amato del cinema è sicuramente Beethoven. Addestrato da Karl Miller, uno dei migliori istruttori dei tempi, Chris (questo il vero nome del protagonista) venne scritturato all’età di due anni. Sebbene non si sappia con esattezza se sia stato lo stesso esemplare a girare il sequel, una cosa è certa: il film fu un successo. 140 milioni di dollari incassati su scala mondiale! Non conosciamo il cachet riservato all’attore quadrupede, ma immaginiamo che non fosse proprio… da cani!

7. Samantha – Io sono leggenda (2007)

Samantha e se i cani vincessero gli oscar? Doge Dog Empathy io sono leggenda

Un altro Pastore Tedesco al cinema, un esemplare femmina questa volta. Parliamo di Samantha, unica compagna animata di Will Smith nel film di Francis Lawrence “Io sono Leggenda”. Il vero nome di questa meravigliosa cagnetta è Abbey, e una storia tenera la lega al protagonista di questa pellicola: sembra infatti che Will Smith fosse entrato così in sintonia con la sua “collega”, che fece di tutto per adottarla alla fine delle riprese. Il trainer di Abbey tuttavia si oppose alla proposta di Will Smith. Niente padrone da Oscar per Abbey, che comunque potrà vantare per sempre il fatto di aver fatto innamorare il bell’attore.

8.  Marley – Io & Marley (2008)

Altro film, altro cane che sconvolge la vita di una giovane coppia in crisi: “Marley & Me”, un film diretto da David Frankel e realizzato sulla base dell’omonimo romanzo autobiografico di John Grogan. Sebbene il protagonista indiscusso della pellicola sia Marley, un cucciolo di Labrador Retriever, durante le riprese non è stato un solo esemplare a ricoprire il ruolo di cane combina guai. Ben 22 “attori” diversi infatti sono stati impiegati per la realizzazione del film. Chi meriterà davvero il nostro Oscar fra questi?

9. Hachiko – Il tuo miglior amico (2009)

Una delle storie più commoventi della cinematografia canina è sicuramente quella di Hachiko, un cane di razza Akita che attese per dieci anni il ritorno del padrone alla stazione dei treni. Tratto da una vicenda reale e remake del film giapponese del 1987 “Hachikō Monogatari”, questo cane è rimasto a tal punto nel cuore del popolo nipponico da esser ricordato con una statua nella stazione di Shibuya a Tokyo.

10. Uggie – The Artist (2011)

Doge Dog Empathy e se i cani vincessero gli oscar? Uggie the artist

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il coprotagonista del film muto in bianco e nero “The Artist”. Unico ad essere conosciuto per il suo nome reale, questo magnifico Jack Russel Terrier si è effettivamente aggiudicato nel 2011 la massima onorificenza riservata agli attori a quattro zampe: il Palm Dog Award. Interprete in diverse pellicole, Uggie ha lasciato il monto terrestre nel 2015: una pioggia di messaggi affettuosi ne hanno commemorato la scomparsa, ma la sua orma sulla Hollywood Walk of Fame ne segnerà sempre il ricordo.

 

 

 

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Winter tips: le 7 regole per proteggere dal gelo il proprio cane

Winter tips: le 7 regole per proteggere dal gelo il proprio cane

Il gelo di questi giorni ha messo a dura prova molti di noi e le temperature polari di Burian sono state l’argomento principale di conversazione della settimana appena trascorsa. Tuttavia, non sono solo gli esseri umani a soffrire il freddo! Anche i nostri amici a quattro zampe risentono del gelo e dell’alto tasso di umidità. Per far fronte nel migliore dei modi a questa ultima (speriamo) ondata di freddo, Doge-Dog Empathy vi propone alcuni consigli per proteggere dal gelo il proprio cane.

1. Considera le caratteristiche e le abitudini del tuo cane

Prima di parlare di come proteggere dal gelo il proprio cane, bisogna ricordare che i nostri amici a quattro zampe risentono del freddo in modo diverso a seconda della razza, della taglia, ma soprattutto dell’età.

I cuccioli e i cani più anziani infatti, oltre ad essere più soggetti a patologie, saranno più freddolosi dei loro amici giovani e forti.

Nel caso di cani adulti e in forze, il freddo non è comunque un buon alleato. Per quanto infatti i nostri compagni di avventure (di taglia media e a pelo lungo) possano tranquillamente vivere all’esterno con un buon riparo fino a 4°C, necessitano allo stesso modo di accorgimenti per far sì che il gelo non diventi causa di sofferenza. Vediamoli insieme!

2. Assicura al tuo cane un riparo idoneo

Come abbiamo detto, i nostri cani possono essere più o meno “freddolosi”: questo dipende dall’età ma anche dalla taglia e dalle caratteristiche della razza.

Se infatti razze come il Pastore tedesco, il San Bernardo, il Maremmano, l’Husky o il Terranova siano maggiormente abituate alle temperature invernali, i cani di taglia piccola o nana e razze come Rottweiler,  Dobermann, Pinscher, Boxer e Beagle soffrono di più il freddo. È quindi necessario proteggere dal gelo il proprio cane nonostante l’abitudine alle basse temperature.

Come sappiamo, in Italia ogni regione ha il proprio regolamento in merito alla tutela degli animali, i cui punti salienti possono essere riassunti come segue.

  1. È vietato la detenzione a catena, sia fissa che mobile.
  2. È necessario provvedere ad un riparo per gli animali che vivono all’esterno: pulito, asciutto e non esposto a correnti.
  3. la cuccia deve essere impermeabilizzata, ben coibentata e deve presentare all’interno un rialzo in plastica o legno.
  4. la cuccia deve presentare un’apertura verso l’esterno, per consentire illuminazione e ventilazione.
  5. in caso di spazi delimitati, essi non devono avere una superficie inferiore agli 8 metri quadri.

3. Assicura al tuo cane un’alimentazione bilanciata

Chiaramente anche il cibo concorre a proteggere dal gelo il proprio cane. Un’alimentazione corretta aiuterà infatti in nostro amico a quattro zampe a mantenere costante la temperatura corporea, grazie all’apporto equilibrato tra proteine e grassi.

Anche in questo caso, il bilanciamento corretto dipende dalla razza e dalle abitudini del nostro cane. Se il nostro pet è abituato a vivere all’esterno, ricordiamo di aumentare le quantità di carne e il livello di grassi in esso presente. Se invece il nostro amico a quattro zampe vive in casa con noi, sarà altrettanto necessario incrementare i livelli di proteine, vitamine e minerali, senza tuttavia aumentare le quantità di cibo: potrebbe essere una buona idea ad esempio inserire nella dieta dello yogurt o del rosso d’uovo.

Come sempre, ricordiamo che qualsiasi modifica delle abitudini alimentari non deve essere repentina, ma graduale. Consigliamo inoltre di confrontarsi con il veterinario, nel caso in cui si renda necessaria la somministrazione di integratori proteici e minerali, per un maggiore apporto di omega 3 e 6, zinco e rame.

4. Controlla la ciotola dell’acqua del tuo cane

In genere si presta particolare attenzione alla ciotola dell’acqua solo in estate: sempre piena, sempre fresca. La realtà è ben diversa: anche in inverno la ciotola dell’acqua del proprio cane deve essere monitorata da vicino, esattamente come in estate.

Per evitare sgradevoli sorprese, è bene dunque fare caso a pochi elementi, ma fondamentali.

  1. Materiale della ciotola: utilizzate ciotole che siano realizzate in materiali non conduttori. La plastica è perfetta, mentre il metallo è assolutamente sconsigliato. La lingua del cane potrebbe infatti attaccarsi alla ciotola nel momento in cui il nostro amico beve.
  2. Stato dell’acqua: controllate sempre che l’acqua sia pulita e soprattutto non sia congelata: bere acqua troppo fredda infatti non fa bene al nostro cane. Per ovviare alla problematica, esistono in commercio ciotole riscaldate per l’esterno. Un’ottima soluzione per i nostri amici abituati a vivere all’esterno!

5. Non rinunciare alla passeggiata quotidiana

Sebbene la voglia – sia nostra che del nostro cane – di uscire in giornate particolarmente fredde non sia proprio ai massimi livelli storici, è comunque importante mantenere questa abitudine, soprattutto per gli amici a quattro zampe che vivono in casa. Per prevenire obesità e problematiche legate alla digestione è infatti consigliabile un esercizio fisico di minimo 30 minuti al giorno.

È chiaro che la stagione invernale porta con sé una serie di accorgimenti particolari utili per proteggere dal gelo il proprio cane senza che la routine giornaliera venga troppo modificata. Vediamoli insieme.

  1. Fare passeggiate più brevi del solito, ma più frequenti.
  2. Scegliete percorsi privi di neve o ghiaccio.
  3. Fare attenzione al sale e agli altri agenti chimici utilizzati per accelerare lo scioglimento della neve.

6. Proteggi le zampe del tuo cane

Essendo la passeggiata quotidiana molto importante, è necessario prestare particolare attenzione per proteggere dal gelo il proprio cane e le sue zampine. Nel caso in cui non sia possibile evitare percorsi con ghiaccio e neve, portate con voi un asciugamano per rimuovere di tanto in tanto la neve dalle zampe e dai polpastrelli.

È utile inoltre considerare che alcune razze sono meno affini al gelo (e alle scarpette) di altre: trattate quindi le zampe dei vostri cani di taglia piccola o nana con particolari lozioni (meglio se naturali), vasellina o E45. Questo aiuterà ad ammorbidire i polpastrelli e ad evitare tagli e lesioni.

Infine, ricordate sempre di tenere ben curato il pelo intorno ai polpastrelli del vostro amico a quattro zampe: palline di ghiaccio o neve potrebbero provocare infatti dolorose conseguenze. Meglio non rischiare!

7. Attenzione alla toelettatura

Posto che la cura del nostro amico a quattro zampe passa 365 giorni l’anno per la sua igiene, in inverno è necessario prestare attenzione alla problematica “umidità”. Soprattutto per i cani abituati a vivere all’esterno infatti, il bagno potrebbe essere pericoloso: asciugare completamente il pelo del nostro pet non è mai semplice, lo sappiamo bene! Inoltre, lavare troppo spesso il nostro cane potrebbe comportare una perdita degli oli protettivi naturalmente presenti sulla cute, causando così secchezza e desquamazioni.

Come ovviare quindi alla problematica, mantenendo comunque pulito il nostro cane? Ecco tre possibilità.

  1. Lavare il cane a secco.
  2. Lavare il cane al coperto, con brevi bagni di acqua calda e asciugarlo rapidamente.
  3. Spazzolare di frequente il cane, per fare in modo che il sottopelo si rinnovi.

Proteggere dal gelo il proprio cane è uno dei doveri del padrone modello: proprio come impreziosire il suo collare con i gioielli in argento personalizzabili della collezione DOGE!