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Cani in ufficio? Via libera per gli uffici dell’Ats a Milano

Doge Store - Cani in ufficio

Cani in ufficio? Sì, finalmente sarà possibile a Milano! Cani, gatti e ogni tipo di animale domestico potrà essere portato con sé dai dipendenti dell’Ats, ovvero l’Azienda di Tutela della Salute. In tempi brevi chi lavora all’Ats potrà dunque passare le giornate in ufficio in compagnia del suo animale domestico.

Ovviamente tutto sarà disciplinato da un regolamento, già approvato lunedì scorso dalla Regione Lombardia.

Amanti degli animali, è ora di festeggiare!

Non saranno pochi gli amanti degli animali a gioire di questa notizia: gli animali del territorio della Città Metropolitana di Milano ad essere iscritti all’anagrafe della regione infatti sono ben 400mila, di cui 351.311 cani e 49.000 gatti. Numeri peraltro in continua crescita, basti pensare che nella sola città di Milano si registrano già ben oltre 100.000 cani iscritti.

Ovviamente, come dicevamo, il tutto sarà disciplinato da un regolamento. Un vero e proprio codice di comportamento che dovranno seguire sia il dipendente che l’animale: alcune norme e regole molto severe per la tutela del lavoro comune e del benessere di tutti.

Cani in ufficio, le parole dell’assessore

Del provvedimento ha parlato anche l’assessore Gallera. “La presenza dei nostri animali d’affezione incide in maniera determinante nel migliorare la qualità della vita delle persone. Ricordo che già nel 2017 la Regione Lombardia ha approvato un regolamento che individuava i criteri per l’accesso degli animali d’affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, permettendo ai pazienti ricoverati di ricevere la visita dei loro animali domestici, regolamento che con grande soddisfazione è stato approvato nelle aziende ospedaliere lombarde”.

Si tratta di “un percorso virtuoso che oggi ha la sua evoluzione naturale proprio nell’ambiente di lavoro dove i vantaggi della compagnia degli amici ‘pet’ sono stati confermati da più di uno studio. Tenere un cane o un gatto in ufficio contribuisce infatti a ridurre lo stress lavorativo e ad aumentare la produttività, rende più creativi e moltiplica le gratificazioni, favorendo la socializzazione tra le persone e producendo empatia”.

 

Noi di Doge non possiamo che essere felici di questa notizia, auspicando che venga presto replicata anche nelle altre regioni italiane!

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Cane: migliore amico dell’uomo? La risposta è da sempre!

Cane miglior amico dell'uomo

Cane: migliore amico dell’uomo? Tranquilli, non ci stiamo specializzando in proverbi e detti popolari!

Al contrario gli articoli del nostro blog sono sempre frutto di curiosità e domande che ci vengono poste. Ed è proprio da una domanda curiosa che è nato l’articolo di questa settimana: “E’ davvero il cane il migliore amico dell’uomo?”.

La risposta è sì e da sempre, secondo quanto riportato da un saggio di Yuval Noah Harari che parla della storia dell’umanità, dalla comparsa del primo homo fino ad oggi, toccando anche il rapporto tra uomini e animali e il binomio vincente cane-uomo.

Secondo quanto si apprende appunto dal saggio, il cane sarebbe stato il primo animale ad essere stato addomesticato sin dall’era dell’Homo sapiens. I cani addomesticati dunque risalirebbero a 15.000 anni fa, ma secondo Yuval questo legame potrebbe essersi creato anche prima, anche se non ci sono prove concrete dell’amicizia tra cani ed esseri umani.

Cane migliore amico dell’uomo: l’estratto del saggio

Il cane è stato il primo animale addomesticato da Homo sapiens, e ciò accadde prima della Rivoluzione agricola. Non c’è accordo fra gli esperti circa la data precisa, ma disponiamo di prove incontrovertibili del fatto che ci fossero già cani addomesticati circa 15.000 anni fa. Può darsi, però, che questi animali si siano uniti ai gruppi umani migliaia di anni prima. I cani venivano usati per la caccia e il combattimento, e anche come sistema d’allarme contro le bestie feroci e gli umani intrusi. Nel corso delle generazioni, le due specie svilupparono una buona comunicazione reciproca. I cani più attenti alle necessità e ai modi di sentire dei loro compagni umani ottenevano una maggiore considerazione e più cibo, per cui avevano più probabilità di sopravvivere. Allo stesso tempo, i cani impararono a manipolare gli umani in funzione delle proprie esigenze. Un legame che dura da 15.000 anni ha prodotto tra gli umani e i cani una comprensione e un affetto molto più profondo di quello che può esistere tra gli umani e qualsiasi altro animale.

Tratto da “Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità.” di Yuval Noah Harari.

E’ questo il bellissimo estratto che ci rivela l’intensità e la durata di un amore ultramillenario: due destini indissolubilmente legati in eterno!

E allora se il cane è il migliore amico dell’uomo da sempre perché non fargli (e farvi) un bel regalo approfittando degli sconti del black friday? Vi aspettiamo venerdì 23 novembre su Doge Store con sconti del 20% su tutte le collezioni: non fatevi scappare questa occasione, inserite BLACKDOGE tra i vostri coupon e il gioco è fatto!

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Cani e malaria, un esperimento per sfruttare l’olfatto di questi animali

Dogestore - Cani e malaria

Cani e malaria: possibile che esista una correlazione tra questi animali e la malattia?

Che i cani abbiano delle capacità speciali e dei sensi molto più sviluppati dei nostro è indubbio e fuori discussione. Una delle ultime ricerche relative a questi animali ha però evidenziato un’altra particolarità: quella di combattere e aiutare nella cura di talune malattie piuttosto serie come la malaria.

Che relazione esiste tra cani e malaria?

Secondo quanto riportato da uno studio su questi animali, i cani sarebbero in grado di percepire eventuali presenze di virus e altri componenti di alcune malattie come appunto la malaria. Un esperimento quindi che dà ulteriore importanza alla già nota qualità olfattiva super sviluppata dei cani.

Secondo un gruppo di scienziati del National Malaria Control Programme in Gambia infatti, i cani hanno sviluppato questa qualità dopo un breve addestramento ed hanno dimostrato la loro tesi grazie a un esperimento molto particolare. Gli scienziati hanno fatto indossare per una notte a 30 bambini infetti e 145 sani dei calzini che poi sono stati congelati e fatti annusare ad alcuni cani, tra cui, in particolare, un Labrador e un Labrador Retriever della sezione Medical Detection Dogs del Regno Unito.

Gli animali hanno individuato il 70% dei calzini indossati da bambini infetti dal parassita e il 90% di quelli dei bambini sani. Il motivo? La malaria può alterare l’odore che le persone emanano dalla pelle, il che rende il nostro sangue più appetibile alle zanzare che trasmettono questa infezione.

Le conseguenze della relazione positiva tra cani e malaria

E’ indubbiamente una scoperta importantissima. Non è da escludere infatti che in futuro i nostri amici a quattro zampe possano essere impiegati per i controlli sanitari di routine negli aeroporti dei Paesi che hanno un rischio di trasmissione di malaria più alto, rendendo il procedimento di controllo molto più rapido di quello attuale.

Insomma, è proprio vero che il cane è il miglior amico dell’uomo!

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João: l’eroe brasiliano che salva cuccioli di cane

Dogestore - João

Di eroi ne è pieno il mondo. Abbiamo già parlato di Walter e Graziella o di Baffi d’argento. Quando però l’eroe dal cuore grande è un bambino, la storia acquista sapore ancora più dolce.

Una dolcezza che arriva direttamente dal Brasile: João Gabriel, un bambino di soli 10 anni ha salvato un cucciolo di cane mentre tornava a casa da scuola. Quando ha visto questo animaletto indifeso ha deciso di prenderlo e di portarlo alla farmacia, un posto un po’ più sicuro visto che l’animale sembrava aver bisogno di attenzioni particolari e da solo sarebbe probabilmente morto.

La storia di João, salvatore “per caso”

“Ero sconvolto perché era completamente da solo e affamato. Ho pensato di portarlo in farmacia dove passo ogni giorno”. Queste le parole del bambino ai cronisti brasiliani.

A riprendere la scena all’insaputa di João è stata una telecamera di sicurezza della farmacia, che ha registrato l’atto d’amore da parte del bambino. Il piccolo è stato ripreso mentre tirava fuori dal suo zaino questo fagotto bianco per permettergli di abbeverarsi e cibarsi nelle ciotole lasciate a disposizione degli animali randagi. I dipendenti della farmacia hanno subito raccolto la bestiolina e chiamato Josiel Pedro Barbosa, il soccorritore di animali che si occupa di tenere sempre piene quelle ciotole.

E’ stato proprio Josiel a raccontare la storia di João. Il gesto gentile del bambino, racconta, ha dato il via a molti altri atti d’amore, tanto che il cagnolino salvato da João ha trovato subito una famiglia. “L’altro giorno – racconta il bambino – sono passato dalla farmacia e ho visto che il cucciolo era stato adottato. Ero molto felice”.

Il video delle telecamere di sicurezza della farmacia (che potete vedere qui) è diventato virale in poco tempo e la clip, ripresa e riproposta da vari canali, ha ricevuto milioni di visualizzazioni. La stessa farmacia ha deciso di regalare a João un paio di scarpe da ginnastica per premiare il nobile gesto degno di una persona matura e sensibile.

Insomma una bella storia conclusasi con un lieto fine!

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Cani in lutto: nasce il primo rifugio a Bracciano

Doge - Cani in lutto

Cani in lutto per la perdita dei padroni? Fortunatamente ora c’è chi si prende cura di loro, grazie all’intuizione di Daniela Salvi, etologa e responsabile della formazione degli insegnanti e degli istruttori cinofili della Protezione Civile e della Polizia.

La molla è scattata grazie a una telefonata: “Quando mi hanno chiamato era troppo tardi”, racconta la donna parlando della storia di un cane morto di fame in un canile perché rifiutava il cibo. Perché sì, anche gli animali possono soffrire di depressione, e in questo caso è stato proprio questo sentimento di tristezza spingerlo a rifiutare il cibo.

“Allora mi sono chiesta – continua Daniela – che fine fanno i cani che restano orfani della persona con cui hanno vissuto per lungo tempo? Molti passano in un attimo dal divano di casa a un canile, lasciandosi lentamente morire”.

A Bracciano la prima casa di riposo per cani in lutto

Nasce così la prima pensione per i cani che hanno perso il loro padrone, una sorta di luogo dove questi animali vengono coccolati e accuditi dopo aver perso i propri cari: lo scopo e la mission del rifugio è quello di permettere a questi animali che soffrono di trovare conforto e ristoro in un luogo in cui vengono accuditi, curati e laddove necessario accompagnati negli ultimi giorni di vita. Per questo motivo è nata a Bracciano, a pochi chilometri da Roma, questa casa di riposo per cani senza padroni.

“Attualmente abbiamo tre cani e altri tre sono in arrivo – spiega Daniela Salvi. Uno, Nebbia, che era anziano e molto malato, è morto dopo 15 giorni, ma è valsa comunque la pena stargli accanto e prendersi cura di lui. L’ unico discrimine per accettarli è che non devono essere aggressivi o creare problemi con gli altri cani. Questo è il posto adatto per loro. C’è un giardino di un ettaro recintato dove la mattina vengono lasciati liberi di stare al fresco degli alberi o a riposare”.

Questo meraviglioso mondo chiamato Baffi d’argento ha preso vita anche grazie a piccole e grandi donazioni, sempre utili e necessarie, ma non solo: per sostenere l’attività il personale offre servizi di toelettatura, pensione casalinga e training con metodo gentile. “Con Baffi d’argento vogliamo far riflettere che anche la morte di un cane va affrontata. Molti li lasciano morire soli. E’ importante invece accompagnarli verso le fine seguendo e rispettando il processo naturale. E far vedere che anche i cani orfani possono avere una seconda vita”.

 

Che dire, un’iniziativa e un’umanità degne di nota a cui non potevamo non dedicare la nostra attenzione!

 

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Cani in aeroporto: la terapia per combattere lo stress

Cani in aeroporto

Cani in aeroporto? Certo che sì: non per viaggio, ma per combattere lo stress! Il servizio, ancora fermo in Europa dove non ha preso piede come ci si aspettava sulla scia di quanto successo negli Stati Uniti, si propone di aiutare i passeggeri nell’attesa e nella paura del viaggio in aereo. Come funziona? I cuccioli di cani e gatti, ma anche un maialino, daranno sollievo a chi soffre di stress per il volo in aereo, per combattere l’ansia e superare le difficoltà che possono presentarsi in aeroporto.

Cani in aeroporto: come funziona negli Stati Uniti

Quando siete nel gate o in coda per il metal detector o in fila in bagno stanchezza e noia possono affiorare. Come potreste superare questi problemi tipici della vita in aeroporto? Ecco la soluzione: le coccole di un cucciolo! In diversi aeroporti americani è già attivo questo “servizio” anti stress per aiutare a diminuire l’ansia del volo, quindi se sentite qualche verso particolare guardatevi intorno: tra il personale adibito potreste trovare qualcuno con al guinzaglio un cane, un gatto o addirittura un maialino se siete nei pressi di San Francisco, dove è già diventato una star vera e propria.

Cani in aeroporto: una vera e propria terapia

Simile alla pet therapy, questa terapia dei cani in aeroporto previene secondo gli studi raccolti i possibili attacchi di panico. A Denver ad esempio, all’International Airport in Colorado, ci sono nelle sale di attesa dei gate, le squadre di terapia di cani, definita Canine Airport Therapy Squad. Quanti sono i cani in aeroporto a Denver? Oltre cento di circa quaranta razze differenti ed… un gatto! Si tratta di cani di diverse taglie che riescono a far rilassare i passeggeri attraverso la loro simpatia ed una super maglietta con scritto “Pet me” ovvero “fammi le coccole”.

Oltre San Francisco col suo maialino c’è anche l’Aeroporto internazionale di Cincinnati nel Kentucky settentrionale, dove è possibile trovare i pony, dei veri e propri cavalli in miniatura ad attendere passeggeri inquieti. Una terapia interessante, non trovate? Non ci resta che prenotare i biglietti!

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Cani-Anguria: sì, ma senza esagerare!

Cani-Anguria

Cani-anguria è un binomio vincente? O si tratta di un alimento dannoso per la digestione del nostro amico a quattro zampe? Facciamo chiarezza su questa vicenda che è sempre delicata poiché tratta della salute dei nostri animali.

Durante l’estate siamo tentati dal dare al nostro animale a quattro zampe dei frutti o delle pietanze che possano rinfrescarlo oltre al solito cibo come scatolette e croccantini o preparati in casa. Ma cosa possiamo effettivamente dare al nostro animale per aiutare a rinfrescarlo senza sottoporre il suo stomaco a stress o dolori per aver mangiato dei frutti o degli ingredienti per lui dannosi? Andiamo a scoprire insieme se il cane può mangiare l’anguria ed in che quantità possiamo servirgliela.

Cani-Anguria: giusto o sbagliato dare il cocomero al nostro cane?

Cani-anguria è un binomio vincente, quindi, ma non del tutto. È vero, al cane piace molto il cocomero però non dobbiamo cedere troppo alla tentazione di dargli questo frutto. Il motivo è essenzialmente uno: se una piccola quantità potrebbe donargli sollievo, una dose eccessiva potrebbe danneggiare la salute dell’animale a causa dell’alta presenza di zuccheri.

Cosa fare dunque? Possiamo dare al cane una piccola parte della nostra anguria senza esagerare con le quantità, un piccolo strappo alla regola per donargli refrigerio e sollievo grazie all’alta presenza di acqua e zuccheri; stessa cosa possiamo fare con l’arancia o con un piccolo pezzo di mela, senza però dimenticare che lo stomaco del cane è differente ed agisce in modo diverso rispetto a quello umano.

L’anguria ha dei benefici per il cane? Se assunta in piccola quantità sì: aggiunge beta-carotene, migliora la vista, contiene magnesio che ha effetti benefici sull’elaborazione cellurare dei cani, oltre che la vitamina C che rafforza il sistema immunitario dei nostri amici a quattro zampe; inoltre contiene molta acqua e aiuta l’idratazione dell’animale.

Due consigli finali: non fate mangiare al cane i semi, toglieteli sempre tutti prima di dargli in pasto una piccola parte di anguria e non dategli assolutamente la buccia: sono entrambi dannosi per il suo organismo se ingeriti!

 

Vi chiedete quale sarebbe il premio per tutta questa pazienza nell’educazione del vostro amico? La risposta non può che essere una delle medagliette della Collezione Doge! Venite a dare un’occhiata!

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Spiagge per cani: le migliori del 2018, guida alla scelta

Spiagge per cani 2018-migliori-regioni-italia

Spiagge per cani, la scelta giusta per il divertimento e per preservare la salute del vostro cane. È arrivata l’estate ed è tempo di portare al mare ed in spiaggia anche i vostri cani! Eh già, ormai numerose sono infatti le spiagge attrezzate per ospitare i nostri amici a quattro zampe evitando di farli soffrire di caldo ed aiutandoli a socializzare con altri animali della stessa specie oltre che regalandogli un bel bagnetto rinfrescante.

Il cane infatti durante la stagione estiva può soffrire eccessivamente il caldo torrido. Per questo motivo e per far sì che possa restare fresco e divertirsi al tempo stesso facendo anche movimento e attività fisica, sono essenziali queste spiagge.

Spiagge per cani 2018: le migliori scelte

Andiamo a vedere insieme una lista delle spiagge attrezzate per cani più in voga per l’estate 2018. Ne abbiamo selezionata una in Toscana, una in Liguria, in Sardegna ed infine una in Emilia Romagna ed una nel Lazio. Quali sono le spiagge per cani più attrezzate d’Italia?

  • Dog Beach a San Vincenzo provincia di Livorno in Toscana nella bella Costa degli Etruschi completamente attrezzata per ospitare gli amici a quattro zampe
  • Porto fido a Santa Teresa di Gallura in Sardegna in uno scenario meraviglioso come quello di questa spiaggia attrezzata e provvista anche di 25 postazioni e ombrelloni
  • Bau Beach a Maccarese in provincia di Roma, nel Lazio, si tratta di una spiaggia dove i cani possono essere lasciati liberi e giocare tra di loro ma anche farsi il bagno
  • Bagno 81 no problem in Emilia Romagna in provincia di Rimini. Anche in questo caso nella Riviera Romagnola c’è una spiaggia privata con fontanelle, ombrelloni e tutto quello che volete per tenere al fresco il vostro cane e passare una bella estate con il vostro amico a quattro zampe
  • Bau Village in Liguria nella città di Albissola Marina. Come nelle precedenti in questa spiaggia per cani privata sono ammessi animali di ogni taglia che possono giocare e socializzare tra di loro restando freschi

E voi in quale di queste spiagge per cani passerete l’estate? Se avete già in programma una vacanza e non sapete come comportarvi col vostro Fido scegliete una di queste opzioni per portare con voi il vostro amico a quattro zampe!

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Perché il cioccolato fa male ai cani? Doge-Dog Empathy risponde

scopriamo insieme perché il cioccolato fa male ai cani e quali sono i sintomi

Dopo una Pasqua da campioni, si sa che le case degli umani sono invase da uova di cioccolato. Ma nonostante gli occhioni imploranti dei nostri amici a quattro zampe, dovremmo resistere alla tentazione di concedergliene troppo: perché il cioccolato fa male ai cani, sul serio! Ecco quali sono i maggiori disturbi che può causare.

Occhio alla tavola imbandita: dolci e grassi sono nocivi per i cani!

Per quanto possiamo fare attenzione, capita spesso che i nostri cani ingeriscano cibi non esattamente adeguati alla loro alimentazione. Di certo non possiamo vegliare h24 sulla loro dieta, ma possiamo scegliere con cura ciò che concediamo loro.

È piuttosto frequente infatti, soprattutto durante le festività, che i nostri amici a quattro zampe si trasformino in squaletti pelosi durante pranzi e cene tra amici e parenti, aggirandosi intorno alla tavola imbandita per guadagnare qualche bocconcino prelibato.

Ma quanto potremmo pagare questa concessione fatta al nostro Fido? È davvero il modo giusto per farlo sentire parte della famiglia? Cosa succede se il nostro cane ingerisce del cioccolato, ad esempio? E perché il cioccolato fa male ai cani?

Un alimento dannoso: ecco perché il cioccolato fa male ai cani

Partiamo dall’ultima domanda: perché il cioccolato fa male ai cani? Per una ragione molto semplice: perché contiene la teobromina, una sostanza eccitante, presente nel cacao e considerata tossica per l’organismo dei nostri amici a quattro zampe se ingerita in grandi quantità.

Gli effetti che questo tipo di molecola può avere cambiano molto fra umani e animali: se infatti il nostro corpo è in grado di metabolizzarla in 7 ore, beneficiandone in termini di attività cardiaca e cerebrale, nei cani la reazione chimica dura molto più a lungo, ripercuotendosi in modo negativo sul sistema nervoso centrale.

Concedere quindi un pezzo di cioccolata al nostro amico peloso può essere tutt’altro che una coccola, o un premio. Al contrario, potrebbe esporlo ad una serie di problematiche legate all’avvelenamento da cioccolato che, in alcuni casi, può rivelarsi letale. Cosa succede quindi se il nostro cane ingerisce del cioccolato? Scopriamo insieme i sintomi di una possibile intossicazione.

L’intossicazione da cioccolato: i sintomi

Se il nostro cane ha ingerito – a nostra insaputa, chiaramente – grandi quantità di cioccolato, i primi sintomi potrebbero comparire dopo le prime 6/12 ore dall’evento. Le avvisaglie sono riconoscibili in:

  • iperattività e irrequietezza
  • tremori muscolari
  • diarrea
  • vomito
  • aumento della temperatura corporea
  • respiro affannoso
  • aumento della pressione arteriosa
  • convulsioni
  • minzione frequente

Nel caso in cui vengano riconosciuti questi sintomi, è necessario innanzitutto indurre il rigurgito al nostro amico golosone entro due ore dall’ingestione, per poi rivolgersi tempestivamente al veterinario.

Da cosa dipende l’intossicazione da cioccolato?

Per non creare falsi allarmismi è necessario chiarire prima di tutto un punto focale: il nostro cane non rischia l’avvelenamento se assume un quantitativo minimo di cioccolato. Quindi no panic: un quadratino di cioccolato non sarà letale per i nostri amici pelosi.

Come riportato su un articolo molto interessante di adnkronos sul perché il cioccolato fa male ai cani infatti, l’intossicazione da cioccolato dipende da una serie di parametri.

  • Stazza: l’organismo dei cani di piccola taglia sopporta meno gli effetti del cioccolato.
  • Età: gli amici a quattro zampe più anziani sono più esposti all’avvelenamento, a causa del funzionamento rallentato del loro metabolismo.
  • Quantità di cioccolato ingerita: un biscotto al cioccolato non è letale, per quanto pieno di zuccheri e grassi. Ma un’intera ciotola lo è, eccome!
  • Tipologia di cioccolato ingerita: il cioccolato fondente è più pericoloso rispetto a quello bianco o al latte, a causa della maggior concentrazione per grammo di dimetilxantina.

Quale cioccolato concedere al nostro cane?

Se proprio non riusciamo a resistere allo sguardo tenero e furbacchione del nostro amico a quattro zampe, possiamo almeno selezionare quale tipo di cioccolato concedere per evitare danni collaterali. Scegliere infatti un cioccolato con una minore percentuale di cacao ci consentirà di accontentare la richiesta, senza provocare effetti indesiderati.

Prima di passare in rassegna le tipologie di cioccolato e le quantità consentite, vi proponiamo una veloce lezione di matematica: potremo in questo modo capire perché il cioccolato fa male ai cani, e quali dosi sono letali per i nostri amici.

Secondo studi scientifici, la dose mortale è di 330 mg di teobromina per kg di peso corporeo. Se consideriamo che nel cacao possiamo riscontrare dallo 0,6 al 2% di questa sostanza, la dose letale per il cane di 10 chili è di circa 235 grammi di cacao. Scegliere tipologie di cioccolato con livelli di cacao più bassi può quindi aiutare a scongiurare l’intossicazione.

  • Cioccolato bianco: contenendo livelli molto bassi di teobramina, questa tipologia di cioccolato espone il nostro cane ad un rischio di intossicazione quasi nullo. Un cane di 10 chili dovrebbe infatti ingerire circa 25 chili di cioccolato bianco per avvelenarsi.
  • Cioccolato al latte: la quantità tossica minima di questo tipo di cioccolato è di circa 40 grammi per chilo di peso corporeo. Ad un cane di 10 chili sono sufficienti quindi circa 400 grammi di cioccolato al latte per rischiare l’intossicazione.
  • Cioccolato semi-dolce: la proporzione di tossicità di questa tipologia di cioccolato è di circa 16 grammi per chilo. Ciò vuol dire che 160 grammi potrebbero essere dannosi per l’organismo di un cane che pesa 10 chili.
  • Cioccolato fondente: presentando livelli di teobromina molti alti, questa tipologia di cioccolato è sicuramente la più dannosa per i nostri amici a quattro zampe. Appena 63,78 grammi di cacao amaro sono infatti sufficienti per produrre sintomi in un cane di 10 chili.

Per quanto difficile possa essere, dobbiamo prima di tutto noi umani educarci a non cedere alle richieste dei nostri amici pelosi e golosi, tentando di trovare nuovi metodi per coccolare i nostri cani.

Doge-Dog Empathy ha la soluzione: che ne dite di una medaglietta personalizzata per il vostro Fido della Collezione Doge-Dog Empathy? O un magnifico gioiello di design in argento? Pensateci: almeno non lo mangerebbe!

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E se i cani vincessero gli Oscar? I 10 migliori attori secondo Doge-Dog Empathy

e se i cani vincessero gli oscar? Doge

A pochi giorni dalla notte più colma di Star di Los Angeles ci siamo chiesti: e se i cani vincessero gli Oscar? Dopo una serie di ricerche ci siamo resi conto che dal 1929 la posizione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences non è mai cambiata: i cani non possono essere insigniti del premio più importante nella carriera di qualsiasi attore.

Niente red carpet dunque per i nostri amici a quattro zampe. E che peccato: pensate che meraviglia veder sfilare il magnifico pastore tedesco Rin Tin Tin con al collo una delle medagliette in argento Doge poco prima della consegna della tanto meritata Statuetta.

Ci rendiamo conto che la nostra ultima affermazione è piuttosto ambiziosa, ma che male c’è ad immaginare un mondo più a misura di cane? Per questo, Doge-Dog Empathy ha stilato una lista dei 10 migliori attori a quattro zampe della storia del Cinema.

Oscar da cani: the winner is…

Se i cani vincessero gli Oscar, significherebbe che sono stati in grado di andare oltre le capacità canine, riuscendo ad interpretare in maniera quasi umana la parte che è stata affidata loro.

Dovendo quindi scegliere fra i molti amici a quattro zampe che nella loro carriera sono stati parte attiva nella realizzazione di pellicole cinematografiche, Doge-Dog Empathy ne ha scelti 10. Ve li proponiamo in ordine cronologico: dal primo vincitore, fino all’ultimo.

1. Rin Tin Tin – Where The North Begins (1923)

e se i cani vincessero gli oscar? Doge Dog Empathy Rin Tin Tin

Detto anche Rinty, questo magnifico Pastore Tedesco esordì nel 1923 con il film “Where The North Begins” al fianco della con la stella del cinema muto, Claire Adams. In realtà, è tutta la vita di questo cane ad essere da Oscar. Ritrovato da un soldato americano nel 1918 in un canile francese bombardato, venne portato negli States e addestrato dal suo padrone a cimentarsi in diverse figure. A Los Angeles venne casualmente notato dal produttore cinematografico Darryl F. Zanuck, che lo rese la Star che ancora oggi conosciamo. La sua carriera gli è valsa, tra le diverse menzioni di popolarità, anche una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

2. Asta – L’uomo ombra (1934)

Nome al secolo Skippy, Asta è la Fox Terrier a pelo ruvido che dal 1934 viene impiegata nel film di W. S. Van Dyke “L’uomo ombra” come accompagnatrice inseparabile dei due umani protagonisti, i coniugi Nick e Nora Charles. Ispirata all’omonimo romanzo giallo di Dashiell Hammett, questa pellicola divenne la base per una serie di film interpretati dalla coppia William Powell e da Myrna Loy: ovviamente Asta rimase sulla carta parte integrante del cast… Ma il suo carattere ingovernabile le costò la sostituzione con altri esemplari della stessa razza. Poco importa: Asta rimane una delle prime star di Hollywood della commedia in celluloide.

3. Toto – Il Mago di Oz (1939)

Toto (o Totò), il protagonista a quattro zampe de “Il Mago di Oz” di Victor Fleming, era nella realtà una femmina. Il nome di questa cagnetta era Terry, Cairn Terrier di cinque anni, e venne scelta durante i provini perché incredibilmente somigliante ai disegni dell’illustratore W. W. Denslow del libro originale di L. Frank Baum. La stranezza della vicenda è legata al cachet che fu riservato all’attrice a quattro zampe: al padrone vennero infatti consegnati 125 dollari a settimana per le riprese… Molto meno di nani, il cui compenso era appena di 50 dollari ogni sette giorni di lavoro.

4. Lessie – Torna a casa Lessie! (1943)

Chi non ricorda il Collie più noto della nostra infanzia? Divenuta famosa in seguito al successo del film “Lassie Come Home”, la protagonista di questa pellicola è, in realtà, un esemplare maschio: Plan venne scelto fra le altre cagnette papabili per la parte grazie al suo standing. Le dimensioni maggiori e il pelo più morbido e soffice lo rendevano infatti più “telegenico”. L’apparenza è tutto, anche nel mondo delle audizioni canine!

5. Hooch – Turner e il casinaro (1989)

Per quanto meno noto rispetto agli altri compagni di set, Hooch merita sicuramente una menzione fra i nostri vincitori del Premio Oscar. Al fianco di Tom Hanks nel film di Roger Spottiswoode “Turner & Hooch”, questo ingombrante Dogue de Bordeaux recita la parte di unico testimone nella morte del suo padrone, sconvolgendo la vita del detective che porta avanti le indagini. Il nome scelto è tutto un programma: hooch infatti vuol dire nello slang americano “intruglio, liquore di contrabbando”.

6. Beethoven – Beethoven (1991)

Il cane feral di razza San Bernardo più amato del cinema è sicuramente Beethoven. Addestrato da Karl Miller, uno dei migliori istruttori dei tempi, Chris (questo il vero nome del protagonista) venne scritturato all’età di due anni. Sebbene non si sappia con esattezza se sia stato lo stesso esemplare a girare il sequel, una cosa è certa: il film fu un successo. 140 milioni di dollari incassati su scala mondiale! Non conosciamo il cachet riservato all’attore quadrupede, ma immaginiamo che non fosse proprio… da cani!

7. Samantha – Io sono leggenda (2007)

Samantha e se i cani vincessero gli oscar? Doge Dog Empathy io sono leggenda

Un altro Pastore Tedesco al cinema, un esemplare femmina questa volta. Parliamo di Samantha, unica compagna animata di Will Smith nel film di Francis Lawrence “Io sono Leggenda”. Il vero nome di questa meravigliosa cagnetta è Abbey, e una storia tenera la lega al protagonista di questa pellicola: sembra infatti che Will Smith fosse entrato così in sintonia con la sua “collega”, che fece di tutto per adottarla alla fine delle riprese. Il trainer di Abbey tuttavia si oppose alla proposta di Will Smith. Niente padrone da Oscar per Abbey, che comunque potrà vantare per sempre il fatto di aver fatto innamorare il bell’attore.

8.  Marley – Io & Marley (2008)

Altro film, altro cane che sconvolge la vita di una giovane coppia in crisi: “Marley & Me”, un film diretto da David Frankel e realizzato sulla base dell’omonimo romanzo autobiografico di John Grogan. Sebbene il protagonista indiscusso della pellicola sia Marley, un cucciolo di Labrador Retriever, durante le riprese non è stato un solo esemplare a ricoprire il ruolo di cane combina guai. Ben 22 “attori” diversi infatti sono stati impiegati per la realizzazione del film. Chi meriterà davvero il nostro Oscar fra questi?

9. Hachiko – Il tuo miglior amico (2009)

Una delle storie più commoventi della cinematografia canina è sicuramente quella di Hachiko, un cane di razza Akita che attese per dieci anni il ritorno del padrone alla stazione dei treni. Tratto da una vicenda reale e remake del film giapponese del 1987 “Hachikō Monogatari”, questo cane è rimasto a tal punto nel cuore del popolo nipponico da esser ricordato con una statua nella stazione di Shibuya a Tokyo.

10. Uggie – The Artist (2011)

Doge Dog Empathy e se i cani vincessero gli oscar? Uggie the artist

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il coprotagonista del film muto in bianco e nero “The Artist”. Unico ad essere conosciuto per il suo nome reale, questo magnifico Jack Russel Terrier si è effettivamente aggiudicato nel 2011 la massima onorificenza riservata agli attori a quattro zampe: il Palm Dog Award. Interprete in diverse pellicole, Uggie ha lasciato il monto terrestre nel 2015: una pioggia di messaggi affettuosi ne hanno commemorato la scomparsa, ma la sua orma sulla Hollywood Walk of Fame ne segnerà sempre il ricordo.